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martedì 4 ottobre 2011

Caro Paolo Attivissimo...

Paolo Attivissimo: "Ma la moderazione sì".

Ok Paolo, prendo questa tua affermazione per quello che è, una moderazione a senso unico nei miei confronti e quindi di fatto un'espulsione dal tuo blog.

Vedi Paolo, tu sei un bravo giornalista e un ottimo debunker, ma il moderatore ti riesce male.

Lasci che le persone intervengono a gamba tesa su di me, tipo quando mi danno del "fuffaro", quando mi accusano di spostare paletti senza averlo fatto, quando mi accusano di aver detto cose mai dette e liberamente inventate di sana pianta dal mio interlocutore e quando io chiedo al mio interlocutore di non interpretarmi, di non mettermi in bocca cose che non ho detto, di non spostare i paletti, arrivi a prospettare a me la moderazione?

Se questa è la logica del tuo modo di moderare, a senso unico a favore di chi invece entra a gamba tesa nei miei confronti, solo perché magari hai colto un "tono" provocatorio da parte mia, allora non sono libero di esprimermi in questo blog. E quindi non ha senso rimanervi.

Vorrà dire che quando mi capiterà qualcuno che crede in leggende metropolitane o complotti di vario tipo, lo lascerò semplicemente perdere e non gli dirò come ho sempre fatto di andarsi a leggere il tuo blog.
Ci vuole credere? Scemo io che cerco anche di convincerlo del contrario.

Qui tu sei il padrone e fai come vuoi, ma questo commento lo pubblicherò pari pari anche sul mio blog, non si sa mai venisse "moderato". Almeno lì chi ci capita potrà leggerlo e farsi un'opinione.

Saluti,
Roberto.

sabato 17 settembre 2011

Cose da fare...


Cose da fare per risolvere questa crisi economica e politica.

1) Istituzione della moneta elettronica per i pagamenti. Attuare una politica che ci porti nel giro di 5 anni a non usare più banconote e monete per fare pagamenti, ma usare solo bancomat e carte di credito. Meglio ancora se si fa un portafoglio elettronico. Per fare in modo che la gente sia disincentivata a usare le banconote nel corso di questi 5 anni è sufficiente permettere ai cittadini di scaricarsi il 5% di tutte le transazioni fatte con il portafoglio elettronico. Si creerebbero posti di lavoro e diventerebbe molto difficile compiere moltissimi crimini, tra i quali l'evasione fiscale.

2) Istituzione dell'ora lavorativa minima a livello nazionale, valida per tutti i contratti di lavoro. Una volta stabilito il valore di questo parametro, bisogna stabilire che i contratti a tempo determinato devono avere un minimo salariale lordo pari ad almeno 1,25 volte il lordo salariale minimo di un contratto a tempo indeterminato. Tutti gli altri tipi di contratti, saranno pagati 1,5 volte il minimo salariale lordo di un contratto a tempo indeterminato.

3) Stabilire un meccanismo di modifica del valore dell'Ora lavorativa minima in modo che il mercato raggiunga la piena occupazione e allo stato entri dell'extra gettito.

4) Stabilire dei livelli di merito all'interno delle aziende in modo tale che sia incentivata sia la cooperazione che la competizione.

5) Suddividere una grossa parte dell'extra gettito tra la popolazione a seconda dei livelli di merito acquisiti. Questo permettà di ridurre la pressione fiscale e farà in modo che le persone con reddito più basso dispongano di un po' più di reddito.

6) Eliminare la possibilità che un'azienda controlli un'altra azienda. La proprietà delle aziende deve essere esclusivamente in mano a persone reali.

7) Eliminare la possibilità che aziende possiedano quote di banche e che le banche possano controllare direttamente le aziende. Una banca può acquisire quote azionarie di una società ma non può esprimere consiglieri, né esprimere il diritto di voto. Solamente le persone reali possono controllare e gestire le aziende. Una banca che possieda quote di aziende può guadagnare solo ed esclusivamente attraverso la vendita delle quote suddette.

8) Impedire il subappalto dei lavoratori. Una società può appaltare la gestione di servizi ad altre aziende, ma queste non possono a loro volta appaltare il servizio ad aziende terze. Qualsiasi lavoratore di un'azienda terza trovato a lavorare per l'azienda committente, dovrà essere da questa assunta a tempo indeterminato con il massimo salario presente in azienda di un lavoratore con livello e competenze simili e con il pagamento triplicato del salario per tutto il periodo in cui ha lavorato in questa condizione.

9) Riforma totale delle amministrazioni pubbliche; individuazione dei settori di interesse pubblico generale. Per i settori di interesse pubblico generale si appalta con gara esclusivamente europea la gestione dei servizi. Per tutti i settori che non sono d'interesse pubblico, privatizzazione totale di aziende di proprietà delle pubbliche amministrazioni.

10) Riforma totale dello stato in senso federale basato sulle assemblee popolari. Il minimo aggregato amministrativo deve essere non inferiore ai diecimila abitanti. Istituzione del bilancio partecipato per ogni minimo aggregato amministrativo. Vengono istituite per ogni cittadino due assemblee popolari in cui verrà iscritto. Una di tipo territoriale e una di tipo transterritoriale. A ogni assemblea verranno date competenze diverse. I cittadini eleggono in ogni assemblea i rappresentanti per i livelli amministrativi superiori. In questo modo si costituisce un sistema elettorale a costo zero dove ogni cittadino è messo alla pari con tutti gli altri e può essere eletto per le sue idee invece che per i soldi che spende per la campagna elettorale.

A esclusione dell'ultimo punto che costituisce il mio modo di immaginare una società del futuro più equa, democratica e in cui i cittadini possiedono più potere, tutti gli altri punti sono esclusivamente di natura economica.

mercoledì 7 settembre 2011

Appello al presidente della repubblica Napolitano.

Presidente,

la situazione economica è gravissima, siamo chiamati a fare enormi sacrifici per salvaguardare non solo l'Italia dal fallimento, ma anche per continuare a sperare che la moneta unica regga.

La situazione politica è quella che è: una tragedia. Mai visto uno stallo di questo tipo.
La manovra economica che ha appena superato la fiducia del senato è una manovra depressiva per l'economia e può portare oltretutto all'aumento dell'inflazione.
STAGFLAZIONE, una parola che è un incubo.

Possibile che nonostante la crisi sia di questa portata da nessuna parte del mondo si organizzano dei think tank economici in cui gli economisti di tutto il mondo si chiudono in una stanza e cercano di trovare delle soluzioni economiche nuove?

Le crisi economiche si risolvono tutte allo stesso modo: facendo lavorare la gente e facendo in modo che i redditi più bassi ricevano del reddito aggiuntivo.

C'è forse un provvedimento in queste manovre che va incontro a questi due principi? Non mi pare proprio.
Ok, lo stato deve ridurre il suo deficit e andare in pareggio di bilancio, ma se non si fa in modo che le persone possano lavorare e se non si fa in modo che i più deboli possano avere più reddito e quindi far ripartire i consumi, la coesione sociale di questo Paese salterà in aria.

Presidente, cominiciamo da qui, cominciamo dall'Italia a cercare una soluzione. Lei ormai è l'unica istituzione di questo Paese a rappresentare la coesione nazionale e quindi proprio in nome di quella coesione che lei rappresenta, può fare in modo che si faccia un think tank economico con economisti di maggioranza, di opposizione e se esistono anche indipendenti. Un think tank che sia aperto a idee che provengono da persone comuni come me.

La circolazione e il confronto delle idee è da sempre il motore dello sviluppo e della democrazia.
È chiaro che le scelte di politica economica sono scelte politiche, fatte dall'esecutivo e dal parlamento, ma visto che da quelle parti sono a corto di idee, facciamo in modo che gli arrivino dal popolo.

Io personalmente ho diverse idee che possono aiutare lo sviluppo di questo Paese, ma io sono una persona comune e vorrei poter avere la possibilità di discuterne con economisti e vorrei poter avere anche l'illusione che i miei progetti possano avere davvero una possibilità di essere utilizzati.
Ecco perché un think tank aperto a soluzioni provenienti dalle persone comuni sarebbe auspicabile, perché poi il think tank potrebbe suggerire le proposte al parlamento.

Qui non si chiede di scavalcare i ruoli e le competenze di ogni istituzione. Alla fine decide sempre il parlamento e la maggioranza, ma almeno si dà ai cittadini l'illusione e la speranza di poter fare veramente qualcosa per questo Paese.

Presidente, io qui sono una voce che parla nel deserto e dubito che il mio appello possa essere letto, ma almeno io ci provo.

giovedì 11 agosto 2011

Frustrazione...

La crisi dei debiti pubblici è alla fine scoppiata. Doveva accadere, sta accadendo.
Trovarsi qui, con una possibile soluzione per far ripartire l'economia, per fare in modo che le imprese riprendano a produrre, che l'occupazione salga e che ripartano i consumi ed essere allo stesso tempo una voce che parla nel deserto, incapace di farsi ascoltare dalle persone che contano è veramente frustrante.

I politici non hanno la più pallida idea di come uscire dalla crisi. In tutto il mondo, non solo in Italia.
Io invece sì. Ma io non conto nulla. Sono l'ultimo dei cittadini di questo pianeta. Una voce che parla nel deserto, dove ogni tanto passa qualcuno, probabilmente anche costui tra gli ultimi cittadini del mondo.

Ho scritto al capo dello stato un paio di settimane fa. Spero che possa servire a qualcosa, ma non mi faccio illusioni. Intanto il tempo passa e ogni giorno vanno in fumo centinaia di miliardi di euro in tutto il mondo.
Significa imprese che chiudono, persone che perdono il lavoro, famiglie in difficoltà...

E mentre la politica litiga su chi deve pagare la crisi, nessuno veramente pensa a come uscirne.
Perché quando la crisi vuoi farla pagare a qualcuno, vuol dire che non hai la più pallida idea di come invece invertire la rotta.
Patrimoniali, tagli delle pensioni.... qualcuno mi spiega come questo possa far RIPARTIRE l'economia invece di FRENARLA?

La verità è che chi detiene il potere e ha facolta di decidere, sta pensando soltanto a salvaguardare i propri interessi di bottega. Si aspetta che passi la tempesta e come al solito, faranno in modo che tutto cambi affinché nulla cambi...

Taglieranno il numero dei parlamentari, così faranno realizzare il sogno di Berlusconi di far votare solo i capigruppo. Eleggere un parlamentare diventerà un'impresa per i nuovi movimenti e tutto con il tacito consenso del popolo (o popollo?) che invece di fare il suo interesse, ovvero fare in modo che la politica diventi più accessibile a chiunque, indipendentemente dal reddito e dai gruppi d'interesse, fa in modo che la politica diventi meno accessibile, che a comandare siano sempre di meno e che costoro siano sempre di più condizionati dai gruppi d'interesse.

La furia cieca del popolo viene sempre usata dai demagoghi contro gli interessi del popolo stesso.
Ma quando la gente è in preda all'ira è impossibile farla ragionare.
Anche questo produce in me un senso di frustrazione.

Io ci ho provato e ci sto provando con questo blog a farvi capire che ci stanno ingannando, che la demagogia impera e che l'oligarchia diventa sempre più forte.
Il problema è che è impossibile parlare ai tifosi. Ci si può provare, ma nella maggioranza dei casi è tempo perso.

martedì 26 luglio 2011

Risolvere la crisi.

Scrivo questo articolo sia per ribadire quanto detto negli articoli precedenti e sia perché ho avuto nuove idee che possono essere applicate al modello socio-politico-economico attuale.

Il mio sistema si basa su due meccanismi separati. L'OLM (ora lavorativa minima) e i livelli di merito.

In tutti i contratti di lavoro viene fissato il minimo salariale da corrispondere ai lavoratori e questo minimo viene di volta in volta concordato in sede di rinnovo contrattuale.

L'introduzione dell'OLM andrebbe a parificare tutti i contratti di lavoro stabilendo un minimo salariale che è uguale per tutto il territorio nazionale e per tutti i tipi di lavoro.
Tutti i salari, le pensioni, ma anche le obbligazioni e le azioni saranno quindi calcolate in OLM.
Per esempio un salario da 2000 euro lorde al mese con il valore dell'OLM a 8 euro corrisponde a un salario lordo mensile di 250 OLM.
La differenza più importante è che l'OLM non è fisso ma varia, di mese in mese, a seconda dell'inflazione (e di altri parametri che possono essere stabiliti da economisti) in modo tale che se l'inflazione sale l'OLM scende e viceversa.

Dal momento che l'inflazione raramente tende a scendere ma anche se di poco tende a salire costantemente, questo vorrebbe dire che se l'OLM scende da 8 euro a 7,99 euro il salario lordo mensile di 250 OLM corrisponde a 1997,5 euro.
Questo significa che 2,5 euro restano all'azienda invece che al lavoratore.
Ora quei 2,5 euro saranno però tassati due volte. Una volta con le tasse aziendali e una seconda volta con le tasse del proprietario d'azienda.
Questo vuol dire che lo stato intasca più soldi senza mettere altre tasse. Ma vuol dire anche meno spese per lo stato perché anche gli impiegati pubblici costano di meno.

È anche possibile che l'azienda usi i soldi in più che si trova per assumere altre persone, che in realtà è proprio quello che vogliamo che accada, perché in questo modo l'azienda espande la produzione e aumenta l'occupazione e forse l'azienda può anche decidere di diminuire il prezzo dei prodotti e/o dei servizi che eroga.

In parole povere l'OLM produrrebbe uno spostamento della curva d'offerta producendo di più a prezzi più bassi e consentendo allo stesso tempo di aumentare l'occupazione.

Il secondo meccanismo, quello dei livelli di merito ha lo scopo di fare in modo che le persone possano avere a disposizione del reddito aggiuntivo.

Come abbiamo visto, il sistema dell'OLM produce sicuramente una riduzione dei costi dello stato in quanto gli impiegati costano di meno e anche le pensioni. Ma è anche vero che ci sono maggiori entrate fiscali dalle tasse aziendali e dalle tasse sulle persone.
Dal momento che aumentano le entrate fiscali è però vero che diminuiscono i soldi destinati ai consumi generali a meno che la banca centrale non abbia fatto crescere lo stock di moneta, cosa che accade abbastanza spesso.
In ogni caso per lo stato si crea dell'extra gettito rispetto alla situazione standard.
Se uno stato ha fatto una manovra di bilancio per ottenere il pareggio quando il valore dell'OLM era a 8 euro, se il valore dell'OLM scende lo stato avrà un bilancio in positivo.

Ora lo stato può decidere di usare un terzo di questo bilancio extra per ridurre il debito mentre i due terzi può distribuirli ai cittadini secondo un criterio di merito che favorisce sia la competizione che la collaborazione sui posti di lavoro.
Chi avrà livelli di merito più alti riceverà una maggiore quota di reddito rispetto a chi ha livelli di merito più bassi.
In questo modo i lavoratori avranno più reddito da destinare ai consumi.

Come vedete i due meccanismi si tengono insieme perché il primo fa diminuire i costi aziendali e quindi produce un aumento dell'offerta, mentre il secondo produce un aumento dei consumi e quindi produce un aumento della domanda.

La mia idea è quella di legare il valore dell'OLM all'inflazione, ma si potrebbe decidere anche che sia stabilito dalla banca centrale secondo parametri più complessi.

Se si attuassero questi meccanismi la crisi economica sono convinto che potremmo superarla alla grande e anzi, si potrebbe andare verso un nuovo periodo di prosperità.

giovedì 14 luglio 2011

Crisi economica - La mia soluzione (Parte 4)

Tornando alla domanda fatta in precedenza, l'introduzione dell'OLM riesce a ridurre i costi aziendali senza provocare una riduzione del numero dei lavoratori (anzi, facilita la piena occupazione) e senza provocare una perdita di qualità e di specializzazione.

Già questa è di per se una buona cosa. L'introduzione dell'OLM facilita anche il riassorbimento delle situazioni di crisi come la cassa integrazione.

Ma guardiamo un attimo l'equazione del PIL.

Y = C + I + G + NX

Diminuendo i costi aziendali con l'introduzione dell'OLM si mettono in moto meccanismi che portano alla riduzione dei prezzi dei prodotti e dei servizi. Il PIL si misura su prodotti e servizi finali ma esistono tutta una serie di prodotti e servizi che fanno parte della filiera produttiva. Anche questi subiscono la riduzione dei costi.

Prendiamo per esempio la produzione del pane. Il panettiere per produrre il pane ha bisogno di energia (il calore del forno), di macchinari (il forno, l'impastatrice, ecc...), di lavoratori (quindi salari) e delle materie prime (farina, lievito, sale, acqua, ecc...)
A parte i macchinari che probabilmente verranno cambiati a distanza di anni, il costo delle materie prime può incidere sui costi finali. La panetteria compra la farina da un'altra azienda.
L'azienda che produce farina ha anch'essa i suoi costi che sono suddivisibili ugualmente in energia, macchinari, salari e materie prime.
Per semplicità stiamo escludendo i costi legati per esempio agli affitti dei locali dove avviene la produzione.

L'azienda produttrice di farina avrà anch'essa una riduzione dei costi di produzione e così lo stesso l'azienda agricola che fornisce il grano all'azienda produttrice di farina.

Dove ci porta questo discorso? Più è lunga una filiera produttiva tra le materie prime di partenza e il prodotto finale e maggiori saranno i risparmi sul prodotto finale, poiché oltre ai salari, anche le materie prime costeranno di meno e quindi anche i prodotti intermedi.

Guardando l'equazione del PIL quindi ci accorgiamo che l'introduzione dell'OLM ha comportato i seguenti benefici:
1) I costi aziendali sono più bassi.
2) Avendo costi più bassi le aziende possono fare più investimenti (la I dell'equazione).
3) Gli investimenti portano a un'espansione della produzione.
4) L'espansione della produzione fa scendere i prezzi di equilibrio.
5) La diminuzione dei prezzi di equlibrio crea un circolo perché incide sul punto 1.
6) Spostando il reddito dai lavoratori alle aziende il governo riscuote più tasse.
7) Il costo degli impiegati pubblici diminuisce e diminuendo anche i prezzi generali, diminuiscono anche i costi complessivi dell'amministrazione.
8) Con più tasse e meno spese il governo può risanare il debito, tagliare le tasse o aumentare la spesa in investimenti (energia, infrastrutture, informatizzazione, ecc...) (la G dell'equazione)
9) La riduzione delle tasse può creare un'ulteriore ciclo perché incide sul punto 1 oltre ad espandere la produzione grazie al moltiplicatore.
10) La riduzione del debito pubblico può favorire gli investimenti dei privati perché il governo preleva di meno dal risparmio delle famiglie
11) Maggiore spesa pubblica fa aumentare il PIL.
12) Poiché i costi di produzione diminuiscono, i prodotti e i servizi nazionali diventano più competitivi all'estero poiché i prezzi si abbassano. (La NX dell'equazione)
13) Il rafforzamento sul mercato estero verrà contrastato dal rafforzamento della moneta interna (l'euro) ma questo favorirebbe ulteriormente un paese come l'Italia in quanto con una moneta forte potrebbe comprare molte materie prime di cui il paese è privo a prezzi ridotti.
14) La competitività dei prodotti italiani nell'area euro potrebbe essere contrastata solo se anche gli altri paesi adottassero l'OLM.

Tutto ciò può essere fatto anche con il sistema istituzionale attuale, ma se si riuscisse a cambiare totalmente la struttura istituzionale con l'introduzione delle assemblee popolari e un sistema federale su queste basato, si potrebbe introdurre la ciliegina sulla torta che è quello del sistema basato sui livelli di merito (vedi: http://nuovadem.blogspot.com/2011/06/sconfiggere-la-poverta.html ) che andrebbe a dare ai lavoratori del reddito aggiuntivo e che farebbe aumentare la domanda interna alimentando i consumi e senza far alzare i costi di produzione aziendali.
Pensate che questo sistema riuscirebbe a funzionare anche con la quantità di moneta lasciata sempre costante.

Con il sistema dei livelli di merito e l'OLM si stimolano tutte le componenti del PIL.
1) Più consumi.
2) Maggiori investimenti privati.
3) Maggiori investimenti pubblici e/o riduzione del debito e/o riduzione delle tasse.
4) Prezzi più competitivi all'estero e/o una moneta più forte che ci permetterebbe di comprare materie prime a prezzi più bassi.

E per finire, per i cittadini un maggiore potere d'acquisto.

Ma ci sono anche tante cose che una ristrutturazione dello stato permetterebbe di fare e di migliorare.
L'introduzione del bilancio partecipato nelle comunità territoriali più piccole, l'introduzione della moneta elettronica (fatta in modo da salvaguardare la privacy) che renderebbe più difficile l'evasione fiscale (se non impossibile) e farebbe diventare molto costose da realizzare moltissime attività criminali e quindi si strozzerebbe economicamente la criminalità.

La privatizzazione totale di tutte le imprese pubbliche dalle grandi aziende di stato alle piccole municipalizzate con però la proprietà statale delle reti energetiche, telefoniche, delle reti di trasporto, delle strutture sanitarie (ospedali, ma anche reti idriche e gestione rifiuti) e scolastiche. Lo stato poi a diversi livelli federali deciderà di affidarne la gestione a strutture private in base a gare d'appalto che ne valuterà i costi, la qualità e il rapporto qualità/prezzo e che poi sceglierà attraverso l'intervento di una larga base popolare che esprimerà il suo voto.

Infine anche l'obbligo per le amministrazioni pubbliche di destinare il 20% del bilancio non a spesa ma a risparmio attraverso l'acquisto di titoli di stato di nazioni dell'area euro e degli alleati che abbiano un governo non dittatoriale.

Attraverso una rimodulazione delle tasse è inoltre possibile finanziare in modo molto più efficiente la ricerca, l'istruzione e la sanità.

Un sogno? Per trasformarlo in realtà ci vuole solo la ragione, il coraggio e il sostegno popolare.

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mercoledì 13 luglio 2011

Crisi economica - La mia soluzione (Parte 3)

Ritorniamo per un attimo all'equazione del PIL

Y = C + I + G + NX

Se ci pensate bene, quella G rappresenta tutte le attività pubbliche, quindi non solo lo Stato, ma anche le divisioni amministrative di questo, come le regioni, le provincie, i comuni, eccetera.
Anche nello stato ci sono impiegati.

Che cosa succede quindi se il valore dell'OLM diminuisce?
Succede che i lavoratori percepiranno un salario nominale inferiore, mentre le aziende avranno profitti più alti.
Ora è risaputo che la tassazione dello stato è progressiva. E quindi uno stesso euro sarà tassato differentemente a seconda dello scaglione di reddito nel quale ricade.
Con uno spostamento di reddito verso i proprietari di azienda, allo stato entrano più soldi.
Inoltre tutti gli impiegati pubblici costeranno di meno.

La diminuizione del valore dell'OLM significa per lo stato, maggiori entrate e minori uscite.
Questo significa migliorare il bilancio dello stato e avere spazio di manovra. Ora il governo può decidere o di aumentare le spese, producendo comunque un aumento del PIL oppure di tagliare le tasse e produrre lo stesso un aumento del PIL, oppure può decidere per la riduzione del debito che è cosa buona e giusta in quanto lo stato dovrà ricorrere a un minor quantitativo di titoli di stato per finanziarsi.

Supponiamo che decida di tagliare le tasse sul lavoro nell'ottica di favorire un'espansione del lato offerta.
Ora le imprese avranno minori costi sia in termini di salari che in termini di prelievo fiscale. Possono espandere la loro produzione. L'espansione della produzione a parità di domanda si traduce in maggiore quantità a un prezzo più basso.

Queste cose non accadono repentinamente ma ovviamente hanno bisogno di tempo. Il governo non taglia le tasse da un mese all'altro, ma lo fa da un anno al successivo. Questo vuol dire che magari prima che vengano prese determinate decisioni il valore dell'OLM potrebbe aver subito diverse modificazioni.

Non dimenticate che il prezzo di mercato è determinato prima di tutto dalla quantità domandata e dalla quantità offerta. I costi di produzione servono a determinare fino a che quota una società può produrre al prezzo di mercato. Ovviamente più sono bassi i costi di produzione e maggiore è la quantità offerta e quindi a parità di domanda il prezzo necessariamente deve scendere.

Tenete conto che anche dove la domanda scende il prezzo tende a scendere. Faccio un esempio. Se il salario di molte persone diventa più basso, magari preferiranno comprare più carne di pollo e meno carne di manzo. Di conseguenza la carne di pollo tende ad aumentare di prezzo mentre la carne di manzo tende a diminuire. Una variazione di prezzo di un bene costoso incide sul paniere dell'inflazione maggiormente rispetto alla variazione del prezzo di un bene poco costoso.
Per esempio nel paniere istat del 2011, la carne bovina ha un peso pari a 18.147 e la carne di pollo ha un peso di 6.406. Tenete conto che la somma di tutto il paniere è paria a 1.000.000.
Quindi una variazione dell'1% del costo della carne bovina ha un effetto maggiore della variazione dell'1% del prezzo della carne di pollo.

È anche vero che con salari più bassi aumenta l'occupazione e quindi è possibile che alcune famiglie percepiscano due o più stipendi e che quindi il loro reddito complessivo sia maggiore e che quindi la stessa famiglia ora preferisca comprare più carne bovina.
Il valore dell'OLM potrebbe scendere fino a che non si raggiunge un regime di piena occupazione e quindi con un tasso di disoccupazione molto basso (un minimo di disoccupazione esiste). A quel punto il suo valore dovrebbe tendere a stabilizzarsi in un'economia con quantità di moneta sostanzialmente fissa.

Il fatto è che generalmente le banche centrali per sostenere la crescita incrementano la quantità di moneta in circolo accettando una minima inflazione. Non c'è dubbio però che anche in questa situazione l'OLM facilita un'espansione dell'offerta e quindi sostanzialmente l'inflazione anche se creata dalle banche centrali viene fortemente contrastata.

Ovviamente solo l'introduzione dell'OLM non basta, ma di questo ne parlerò nella parte 4.

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