Questo blog è lo sfogo di uno che è stufo della politica gridata, fatta con la pancia e non con la testa. La ragione è ciò che ci distingue dagli animali, non la pancia. L'unico modo per cambiare questa società è allora quello di usare la ragione.
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venerdì 23 dicembre 2011
Adesso basta!
A Natale bisogna essere più buoni e blablabla... NO! Adesso basta! Ve lo do io il natale... Altro che essere buoni, qui c'è solo una rabbia pronta a esplodere, ma qualche agurio voglio mandarlo pure io.
Buon Natale a voi del governo, che invece di vendere l'oro della riserva nazionale (la più grande del mondo), i beni demaniali dello stato; invece di tagliare gli sprechi; invece di unificare tutte le migliaia di imprese municipalizzate del cazzo in imprese regionali; invece di abolire l'esistenza di qualsiasi comune al di sotto dei 10.000 abitanti; invece di mettere in un unico fondo la gestione dei monumenti nazionali in modo che chi acquista le quote partecipa alla divisione degli utili fatti con i biglietti e la pubblicità; invece di legalizzare il gioco d'azzardo, la prostituzione e le droghe leggere; invece di abolire tutti gli ordini professionali a cominciare da quelli forti, come i notai, i giornalisti, gli avvocati; invece di fare tutto questo e molto altro di più avete pensato bene di fare la solita manovra del cazzo che la mette nel culo ai poveracci che hanno un mutuo e devono devolvere un intero stipendio a pagare l'IMUrtacci vostra, che vedono la loro pensione rimanere al palo senza adeguamento per l'inflazione, che vedono salire le tasse sulla benzina, sulle addizionali regionali, eccetera, eccetera, eccetera.
Buon Natale a voi, berlusconiani e antiberlusconiani del cazzo, che con la vostra miopia fatta di odio siete incapaci di vedere che tutti i partiti sono uguali e che si mettono d'accordo anche sugli argomenti sui quali farvi litigare. Datemi retta, svegliatevi! Perché mentre voi state lì a grondare odio in realtà questi si incontrano nei tunnel e fanno manovre di comune accordo per mettervela in culo principalmente a voi. Grazie veramente per aver portato il paese a queste condizioni, perché se la nazione è ridotta così lo si deve a due coglioni: berlusconiani e antiberlusconiani. Speculari, uguali e incapaci di usare il cervello. Persone che prima di dire qualsiasi cosa hanno il bisogno che qualcuno gli dica cosa devono urlare e cosa devono dire. E mentre litigavano tra loro, i veri potenti si vendevano la democrazia.
Buon Natale a voi centristi democristiani, sempre pronti a baciare le vesti porporate e farvi dettare la linea dal Vaticano, che fate finta di essere diversi dai berlusconiani e dagli antiberlusconiani ma che come tutti gli altri movimenti politici del cavolo state lì a spartirivi la vostra fetta di oligarchia.
Buon Natale a quelli che credono nelle patrie immaginarie, in un nord senza il sud, che fanno finta di prendersela con questo governo ma hanno il culo al caldo su tutte le poltrone dei governi del nord e delle municipalizzate e che non ci pensano proprio a togliercelo perché sono esattamente uguali agli altri. Insomma anche al Nord vige il napoletano "Ca' nisciun è fess", a dimostrazione che siamo tutti italiani.
Buon Natale a quelli che mandano pacchi regali agli avvocati, ai medici, a tutti quelli da cui possono ricevere un servizio, perché sperano così che questi possano dare loro un "occhio di riguardo". Insomma, la raccomandazione e la tangente, l'italiano ce l'ha nel sangue e poi si lamenta del governante. Volete un'Italia più onesta? Smettete di fare pacchi regali a politici, avvocati, medici, ingegneri, personalità varie, almeno si accorgeranno che il vento è cambiato.
Buon Natale a tutti quelli che dicono che "questa manovra era inevitabile". Ho pietà del vostro livello intellettivo e mi dispiace seriamente che non abbiate un pensiero vostro e che se il partito non parla voi non sapete nemmeno cosa dire e che se anche siete contrari vi piegate alla volontà del partito e tacete, non dite niente. Silenzio e obbedire a Mosca... che la storia abbia pietà della vostra ottusità così come ce l'ho io ora.
Buon Natale a te, che della politica e dell'economia ancora continui a dire che non te ne frega un cazzo. Di te non ho pietà né io e né la storia. Per voi qualsiasi manovra che vi spenni è sacrosanta.
Dovrebbero raddoppiarvele le tasse, ma anche tripicarvele, quadruplicarverle,..., centuplicarvele... insomma, che cazzo campate a fare? Dateci tutti i soldi e abbiamo risolto.
Ma soprattutto, Buon Natale a te, popolo ortolano d'Italia, che ancora non ti sei stufato di prendere citrioloni nel culo e che ti rivolgi al potente dicendo: "Guarda che c'è ancora spazio...". Perché la verità è che mi sa tanto che c'abbiamo preso gusto.
E dedico un Buon Natale anche a me, che sono così cretino da pensare che prima o poi qualcuno mi starà ad ascoltare e smetterà di fare finta di campare lasciandosi scivolare tutto addosso.
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mercoledì 7 dicembre 2011
Scelte oligarchiche...
Eh no, caro presidente Monti!
Non scherziamo con la democrazia.
La manovra non mi piace, è chiaro, non è per niente equa ed è piena di tasse, quindi contiene serie possibilità di contrarre i consumi e quindi la crescita.
Certo, molto bene la piccola parte che tratta dello sviluppo con sgravi fiscali per chi assume giovani e donne, molto bene per gli sgravi fiscali per chi investe utili o altro denaro nell'impresa, molto bene anche il fondo per le piccole e medie imprese, ma al momento che queste scelte riescano a compensare l'aumento della pressione fiscale e quindi il calo dei consumi mi sembra un po' difficile.
Io ho una brutta impressione. Che il governo Monti in realtà sia un grande spot per convincere i cittadini che bisogna rinunciare alla democrazia per andare verso forme di goveno più oligarchiche.
La decisione delle provincie non mi è piaciuta per niente.
Il governo non abolisce le provincie, riduce il numero dei consiglieri (e questo è positivo) ma lascia che a eleggere il consiglio provinciale non sia il popolo ma i comuni stessi. Ecco questo è un orrore!
In pratica il governo Monti ci sta togliendo il diritto di voto per uno dei livelli amministrativi di questo paese e tutti ad applaudire (questa è una sorta di citazione involontaria di Star Wars...).
No, presidente! Non va per niente bene. La democrazia non si tocca.
Certo, tutti noi ci auguriamo che l'Italia ce la faccia e che l'Euro non esploda come una bolla di sapone, ma io non sono disposto a cedere la democrazia in cambio.
Mi sorge il dubbio che questo governo sia stato istaurato proprio per dimostrare che l'oligarchia funziona meglio della democrazia.
Ho il timore che se questo governo dovesse farcela, qualche idiota con i prosciutti sugli occhi inizierebbe a inneggiare a un sistema oligarchico dichiarando fallita la democrazia.
Io resterò qui a vigilare.
domenica 20 novembre 2011
Monti, Berlusconi e la sinistra in trappola...
Diciamo le cose come stanno. Il PD è in un mare di guai, anzi è in trappola.
A sentire i commenti in giro del Giornale, di Libero e soprattutto di Giuliano Ferrara invece sembrerebbe tutto il contrario.
Guardiamo le cose meglio. Berlusconi si è dimesso da presidente del consiglio ed è stato scelto Mario Monti al suo posto.
Chi pensava a una vittoria, alla fine di Berlusconi e in un governo guidato dal centrosinistra si ritrova a sostenere ora un governo dove l'appoggio di Berlusconi e del PDL è determinante.
Qual è l'interesse di Berlusconi e del PDL? Andare a elezioni quando è più conveniente.
Questo il centrosinistra e in particolare il PD doveva prevederlo. A mio avviso hanno sottovalutato la situazione. E ora sono in trappola.
Vi spiego perché.
La speranza della sinistra era che Berlusconi, che aveva dimostrato una ferrea tenacia a non mollare, sentendosi tradito avrebbe chiesto immediatamente le elezioni spaccando il partito. Se infatti avesse chiesto le elezioni, il gruppo dei "prossimi trombati", ossia quei parlamentari che erano sicuri di non essere rieletti, si sarebbero staccati dal PDL e avrebbero appoggiato un qualsiasi governo tecnico che assicurasse loro non solo di prendere il vitalizio, ma di arrivare a fine legislatura.
Questo sarebbe stato il colpo di grazia di Berlusconi che anche se avrebbe potuto gridare al ribaltone e sfruttare l'opposizione a un governo impopolare, si sarebbe trovato tecnicamente fuori dai giochi fino alla fine della legislatura. Anzi, sarebbe apparso ancora di più incattivito e rancoroso.
Si sarebbe in pratica riprodotta la situazione che si era creata nel 1995 con il governo Dini. Berlusconi avrebbe lasciato in mano ai suoi avversari il governo.
Questo era il quadro più favorevole al centrosinistra.
Invece Berlusconi ha deciso di sostenere Monti, nonostante i vari mal di pancia all'interno del partito e dei giornalisti falchi.
Nel farlo però sta fissando dei paletti. Ovviamente si tratta di un bluff. Il PDL non ha alcuna intenzione di sfiduciare Monti se sarà introdotta una patrimoniale o cose di questo genere almeno finché non potrà andare alle elezioni in condizioni favorevoli.
Questi paletti però hanno l'effetto di condizionare anche il campo avversario. Perché ovviamente Monti cercherà di non "scontentare" Berlusconi, cercando di arrivare a compromessi accettabili.
In questa situazione, il PD ha deciso di "distinguersi" non imponendo alcun paletto al governo Monti, quasi come a dire che darà una fiducia in bianco e che qualsiasi cosa farà andrà bene.
Questo significa rinunciare a fare politica.
Quando il governo Monti inizierà a portare in parlamento provvedimenti che metteranno sotto stress l'elettorato soprattutto di centrosinistra inizieranno i dolori. Già appare evidente che l'IDV è in posizione critica e che farà fatica ad appoggiare un governo sostenuto da Berlusconi e che va contro gli interessi del suo elettorato. La probabilità che Di Pietro passi all'opposizione è molto elevata.
Oltretutto quando si parlerà di lavoro e di pensioni buona parte del PD avrà voglia di sostenere le posizioni della CGIL in proposito.
Questo fatto porterà molti malumori nello schieramento di centrosinistra e servirà ai suoi avversari politici a sottolineare il fatto che PD, IDV e SEL possono vincere le elezioni ma poi hanno un'enorme difficoltà a governare insieme.
Dalla parte del centrodestra però la strada è altrettanto complicata dal fatto che alcuni provvedimenti del governo Monti potrebbero scontentare molto la Lega e quindi si potrebbe verificare una spaccatura insanabile tra la Lega e il PDL.
Tutto ciò fa pensare ovviamente alla possibilità che le formazioni attuali siano destinate a sciogliersi e a ricomporsi in modi differenti.
Quello che però fa la differenza è che Berlusconi è attivo e fissa paletti, mentre Bersani sostiene in bianco limitandosi a dire qualche "non sarebbe male se si facesse..." in contrasto ai paletti di Berlusconi. Normalmente chi si mette a trattare ottiene di più di chi non lo fa.
Insomma, io ho l'impressione che il governo Monti possa portare più danni al centrosinistra che al PDL, anche se potrebbe rendere insanabile il rapporto con la Lega.
C'è un motivo fondamentale dunque per il quale non siamo andati a elezioni. Il problema è che la consultazione elettorale non avrebbe garantito una maggioranza politica stabile e si sarebbe dovuto fare una grossa coalizione dopo il voto, solo che il PD avrebbe perso comunque deputati a favore di SEL che sarebbe entrata in parlamento e per di più c'era la possibilità che PD e PDL insieme non riuscissero ad avere il 50% +1 dei parlamentari.
Andare alle elezioni quindi avrebbe significato dover fare una legge elettorale proporzionale alla tedesca come piace a Casini.
Oggi invece PD e PDL potrebbero fare una legge maggioritaria con una larga maggioranza anche se tutti gli altri partiti votassero contro. Avranno il coraggio di farla?
mercoledì 15 giugno 2011
Sveglia al collo...
"Oh Bingo, bango, bongo stare bene sopra al congo, non mi muovo no, no! Oh Bingo, Bango, Bengo tante scuse ma non vengo io rimango qui. No buono scarpe strette, sigarette, treni e taxì ma con questa sveglia al collo... star bene qui!"
Così recitava una vecchia canzone cantata da De Sica....
Manovra fiscale --> ti taglio l'IRPEF e ti alzo l'IVA...
Ma davvero qualcuno pensa che noi cittadini abbiamo la sveglia al collo? O ci facciamo prendere il culo dagli specchietti luccicanti?
Ok, tagli l'aliquota dal 23% al 20% e questo vuol dire che ho da un minimo di 0 euro a un massimo di
Così recitava una vecchia canzone cantata da De Sica....
Manovra fiscale --> ti taglio l'IRPEF e ti alzo l'IVA...
Ma davvero qualcuno pensa che noi cittadini abbiamo la sveglia al collo? O ci facciamo prendere il culo dagli specchietti luccicanti?
Ok, tagli l'aliquota dal 23% al 20% e questo vuol dire che ho da un minimo di 0 euro a un massimo di
450 euro in più da spendere l'anno, quindi da 0 a 37,5 euro in più da spendere al mese.
Ok, anche le piccole cifre sembrano niente ma pesano in economia specie se il volume complessivo degli acquisti è elevato.
In realtà bisogna considerare che i cittadini difficilmente spenderanno tutti i soldi in nuovi acquisti. Supponiamo che ne mettano da parte il 20% e quindi ogni mese spenderanno da 0 a 30 euro.
Ora però aumentando le tariffe dell'IVA dal 10% all'11% e dal 20% al 21% di fatto si gonfiano i prezzi e generalmente tende a far scendere i consumi anche se di poco. L'effetto complessivo però si traduce in un aumento d'inflazione e pertanto diminuisce il potere d'acquisto dei cittadini specie perché aumenta il prezzo della benzina e di conseguenza tutti i trasporti delle merci e quindi delle merci stesse.
Di quei 37,5 euro in più al mese dei quali ne consumerò soltanto 30, quanto verrà eroso dall'inflazione?
Bisogna stare attenti perché il rischio di manovre come queste che tendono a produrre PIL innescando l'inflazione come avveniva con la svalutazione è che poi provocano una risposta dura della BCE che potrebbe alzare i tassi d'interesse vanificando ogni effetto positivo.
Vale la pena fare una manovra che il cittadino percepirà già dall'inizio come un imbroglio e che non porterà alcun consenso?
Perché un conto sono i conti e un conto è il consenso.
Al cittadino se gli dici che gli tagli l'IRPEF e gli aumenti l'IVA gli viene da ridere, lo percepisce come un imbroglio.
Si ha l'impressione che con una mano ti danno i soldi e con l'altra se li riprendono. Non porterà alcun consenso.
Non è il momento di fare manovre fiscali questo. Tremonti lo sa bene. Quindi Berlusconi e Bossi farebbero bene a non rompergli l'anima perché non otterranno nessun consenso da tutto ciò.
lunedì 28 febbraio 2011
Crisi africana e oligarchia occidentale
In questo video cerco di spiegare il perché del silenzio occidentale sulla crisi nel nord Africa.
sabato 26 febbraio 2011
Crisi in Africa.
Ho fatto un nuovo video a braccio, ho modificato l'angolo di ripresa. Mi è venuto un po' sfocato... vabbè...
giovedì 27 gennaio 2011
Algeria, Tunisia, Albania, Egitto, Libano, Yemen...
Le rivolte si allargano sempre di più, specialmente in quei paesi dove la popolazione è più povera.
Questo non è solo l'effetto della crisi economica mondiale. Questo è l'effetto della produzione dei cosiddetti biocombustibili, che fanno aumentare il prezzo del cibo nel mondo.
Qualcuno da lustri ci sta bombardando di allarmismo riguardo al clima. È in atto un global warming, lo sappiamo, lo vediamo tutti i giorni. Non ne conosciamo le esatte cause, ma qualcuno ha deciso da lustri che è colpa dell'uomo (con scopi niente affatto ecologici...) e sta martellando contro la produzione di CO2 nel mondo.
Benissimo, ecco le conseguenze. Cerchiamo fonti alternative che tolgono il cibo alle persone. ROBA DA DEMENTI.
Con la guerra del pane, iniziata in Algeria, ovviamente sta crescendo la voglia di libertà e non c'è dubbio che con il disagio economico si sta diffondendo il desdiderio di cambiare e di uscire dall'oppressione.
Non dobbiamo sottovalutarla questa protesta che si spande a macchia d'olio, perché prima o poi verrà a bussare anche ai grandi paesi dell'Europa.
Quando finalmente molte persone si accorgeranno che tentare di abbattere il sistema economico capitalista porta principalmente come conseguenza, la fame dei poveri, forse la gente sarà più disposta ad ascoltare la voce di quelli che hanno delle ricette per modificare profondamente l'economia, senza distruggere nulla.
La mia ricetta prevede anche il cambiamento politico strutturale dello stato.
1) Dal punto di vista economico sarebbe meglio se lo stato lo si valutasse su base europea, quindi come unione europea. Dobbiamo abbandonare gli stati nazionali.
2) Dobbiamo basare il nuovo stato europeo sulle assemblee popolari e non sui partiti politici.
3) Dobbiamo attuare delle politiche di redistribuzione e incentivazione fiscale basate sul merito "sociale".
4) Dobbiamo dotare l'Europa di moneta elettronica e far sparire la moneta metallica e cartacea dalla circolazione in modo da massimizzare il flusso di denaro.
5) A questo punto la banca centrale smette di erogare nuovo credito e lascia costante la base monetaria.
6) Si introduce un parametro variabile da me chiamato Ora Lavorativa Minima (OLM), che stabilisce il minimo salariale.
7) Tutte le quotazioni della borsa saranno a quel punto valutate in OLM, così come tutti i salari.
8) Attraverso l'uso dell'OLM e con la base economica a questo punto fissa, si può creare uno shock economico sul lato dell'offerta che fa aumentare il numero dei lavoratori e abbassare i prezzi quando c'è inflazione e si crea uno shock economico sul lato della domanda che fa aumentare i salari e i prezzi quando c'è deflazione. In questo modo si stabilizza l'economia verso la piena occupazione e la massima produttività.
9) Si mette in comune il 20% del reddito nazionale e lo si divide con qualsiasi paese straniero che decide di modificare il proprio ordinamento statale e passare al nuovo modello basato sulle assemblee popolari. In questo modo i paesi poveri vedono aumentare il loro reddito con un sacrificio modesto da parte dell'Europa.
10) Più reddito dispongono i paesi poveri e più possono costruire infrastrutture e sviluppare la loro economia. Morale della favola, applichiamo il modello e la fame nel mondo ce la scordiamo, così come l'immigrazione forzata dalla povertà.
Tutto questo senza grossi sacrifici economici, attraverso un processo graduale che ci porterà in pochi decenni a cambiare il volto politico ed economico di questo pianeta.
Tutto questo non è un sogno, è realizzabile.
Questo non è solo l'effetto della crisi economica mondiale. Questo è l'effetto della produzione dei cosiddetti biocombustibili, che fanno aumentare il prezzo del cibo nel mondo.
Qualcuno da lustri ci sta bombardando di allarmismo riguardo al clima. È in atto un global warming, lo sappiamo, lo vediamo tutti i giorni. Non ne conosciamo le esatte cause, ma qualcuno ha deciso da lustri che è colpa dell'uomo (con scopi niente affatto ecologici...) e sta martellando contro la produzione di CO2 nel mondo.
Benissimo, ecco le conseguenze. Cerchiamo fonti alternative che tolgono il cibo alle persone. ROBA DA DEMENTI.
Con la guerra del pane, iniziata in Algeria, ovviamente sta crescendo la voglia di libertà e non c'è dubbio che con il disagio economico si sta diffondendo il desdiderio di cambiare e di uscire dall'oppressione.
Non dobbiamo sottovalutarla questa protesta che si spande a macchia d'olio, perché prima o poi verrà a bussare anche ai grandi paesi dell'Europa.
Quando finalmente molte persone si accorgeranno che tentare di abbattere il sistema economico capitalista porta principalmente come conseguenza, la fame dei poveri, forse la gente sarà più disposta ad ascoltare la voce di quelli che hanno delle ricette per modificare profondamente l'economia, senza distruggere nulla.
La mia ricetta prevede anche il cambiamento politico strutturale dello stato.
1) Dal punto di vista economico sarebbe meglio se lo stato lo si valutasse su base europea, quindi come unione europea. Dobbiamo abbandonare gli stati nazionali.
2) Dobbiamo basare il nuovo stato europeo sulle assemblee popolari e non sui partiti politici.
3) Dobbiamo attuare delle politiche di redistribuzione e incentivazione fiscale basate sul merito "sociale".
4) Dobbiamo dotare l'Europa di moneta elettronica e far sparire la moneta metallica e cartacea dalla circolazione in modo da massimizzare il flusso di denaro.
5) A questo punto la banca centrale smette di erogare nuovo credito e lascia costante la base monetaria.
6) Si introduce un parametro variabile da me chiamato Ora Lavorativa Minima (OLM), che stabilisce il minimo salariale.
7) Tutte le quotazioni della borsa saranno a quel punto valutate in OLM, così come tutti i salari.
8) Attraverso l'uso dell'OLM e con la base economica a questo punto fissa, si può creare uno shock economico sul lato dell'offerta che fa aumentare il numero dei lavoratori e abbassare i prezzi quando c'è inflazione e si crea uno shock economico sul lato della domanda che fa aumentare i salari e i prezzi quando c'è deflazione. In questo modo si stabilizza l'economia verso la piena occupazione e la massima produttività.
9) Si mette in comune il 20% del reddito nazionale e lo si divide con qualsiasi paese straniero che decide di modificare il proprio ordinamento statale e passare al nuovo modello basato sulle assemblee popolari. In questo modo i paesi poveri vedono aumentare il loro reddito con un sacrificio modesto da parte dell'Europa.
10) Più reddito dispongono i paesi poveri e più possono costruire infrastrutture e sviluppare la loro economia. Morale della favola, applichiamo il modello e la fame nel mondo ce la scordiamo, così come l'immigrazione forzata dalla povertà.
Tutto questo senza grossi sacrifici economici, attraverso un processo graduale che ci porterà in pochi decenni a cambiare il volto politico ed economico di questo pianeta.
Tutto questo non è un sogno, è realizzabile.
sabato 22 gennaio 2011
Se questa è la politica...
Lo dirò chiaramente, dei festini di Berlusconi non me ne frega niente, nel senso che tolte le possibili ipotesi di reato, se uno in casa sua fa i festini orgiastici a me non importa alcunché.
La doppia moralità la lascio agli altri. Per me tutto ciò che non è vietato dalla legge è morale e legittimo.
Se uno vuol fare un festino con venti prostitute (maggiorenni, si intende...) e come si dice a Roma "Je regge la pompa", buon per lui. La legge non glielo impedisce.
A me francamente interessa di più misurare o meno la democraticità dello stato e risolvere i problemi quotidiani della gente.
Se gli italiani ritengono che Berlusconi ha perso tempo dietro le mignotte invece di risolvere i problemi dei cittadini, allora dovrebbero punirlo alle prossime elezioni. Così dovrebbe funzionare la democrazia.
La cosa più grave della vicenda Berlusconi, tolti i reati, non sono i festini, ma il fatto che facesse entrare a casa sua persone senza alcun controllo.
Uno dei principi base delle organizzazioni spionistiche è quello di sfruttare i punti deboli della possibile vittima.
Io sono sicuro che tra le "tante" ragazze che si agiravano per la villa del premier ci fossero anche delle spie internazionali, perché è nella logica delle cose, non perché ne abbia le prove.
Ma voi ve lo immaginate Obama che affida il suo servizio di sicurezza e la sua "lista ospiti" a Lele Mora permettendo a chiunque di entrare?
Dovete sapere che una coppia di persone normali è effettivamente riuscita a varcare la soglia della Casa Bianca ed è arrivata a stringere perfino la mano al presidente.
Negli Stati Uniti è scoppiato il putiferio per questo episodio e il presidente ha cambiato i responsabili alla sua sicurezza.
Invece in Italia ci concentriamo sulle puttane, sulla libidine del premier e ci dimentichiamo che il presidente del consiglio è un'istituzione e non può permettere a chiunque di entrare nelle sue ville senza controlli.
Le critiche al presidente che fa "bunga bunga" sono oggettivamente ridicole e puzzano di moralismo bigotto.
Le critiche al presidente che trascura ampiamente la sua sicurezza e la sicurezza dell'Italia stessa invece sono del tutto legittime e giuste.
Io non lo so se Berlusconi nelle sue ville si porta dietro dei "segreti di stato". Io non lo so se nei suoi computer di casa ci possono essere segreti, ma immagino che ci siano comunque informazioni utili a qualsiasi spia.
Una di queste ragazze che entrasse a casa sua e addirittura rimanesse a "dormire" lì, potrebbe benissimo copiarsi tutti gli HD che trova, ricavando moltissime informazioni utili.
Gli esponenti del centrodestra fanno quadrato intorno al premier difendendo il presidente sul fronte giudiziario perché è evidente che la parte più debole di tutta la vicenda sono proprio le accuse di reato che sono difficilmente dimostrabili.
Sulla sicurezza del premier e dello stato nessuno ovviamente parla anche perché perfino all'opposizione interessa di più la questione "pruriginosa" della vicenda.
Non parliamo poi dei giornali. Del resto in un paese dove ci sono 38 o più riviste di gossip nelle nostre edicole è normale che la libidine faccia vendere di più copie della sicurezza dello stato.
Questa è una mia opinione, ma secondo me una nazione che dà più peso a ciò che accade sopra e sotto le lenzuola rispetto ai problemi di sicurezza è una nazione che ha dei seri problemi.
Dovremmo tutti farci un esame di coscienza, smettere di leggere gossip e usare meglio la nostra intelligenza.
Obiettivamente, dare peso a problemi di gossip vuol dire sprecare l'intelligenza.
In questa situazione l'opposizione cosa fa? Quelli del terzo polo o polo della nazione, insomma Casini & Co, giustamente si defilano. Se prima c'erano possibilità di allargamento della maggioranza seppur con appoggio esterno, ora non ci sono più.
Per il polo della nazione quindi, se non si può fare un governo senza Berlusconi, meglio le elezioni.
Sostenere Berlusconi anche con un appoggio esterno sarebbe allo stato attuale delle cose inopportuno.
Ma l'apoteosi del ridicolo qual è? Bersani che chiede 10 milioni di firme per far dimettere Berlusconi da presidente del consiglio.
Caro Bersani, che senso ha chiedere 10 milioni di firme per far dimettere Berlusconi? Ma ti rendi conto di essere RIDICOLO? Piuttosto CHIEDI LE ELEZIONI e vatteli a conquistare 10 MILIONI DI VOTI...
Me lo spieghi a che servono 10 milioni di firme? A permetterti di fare i giochi di palazzo senza chiedere le elezioni?
È questa la politica in cui credete, cari concittadini?
Sono questi i vostri punti di riferimento?
A questi politici dei vostri problemi, della crisi economica, della disoccupazione, dell'inflazione, dei servizi che dovrebbero erogare come stato, non interessa alcunché.
Questi si muovono solo secondo convenienza "elettorale" per questioni di potere.
Non sono ispirati da alcun principio politico. Non hanno alcuna visione del futuro. Non credono affatto a una società migliore di questa (per noi cittadini, ovviamente, non per loro...).
Io al posto vostro me ne ricorderei quando sarà il momento di votare e non ne salverei uno, senza alcuna pietà.
Tra un Berlusconi che fa i festini con le mignotte fregandosene della sicurezza e un Bersani che chiede le firme invece dei voti, per poter fare chissà quale gioco di palazzo, che differenza volete che ci passi?
Ritenete i due comportamenti intelligenti e misurati?
Io lo dico da tempo che questa ormai non è più una democrazia ma un'oligarchia.
E le oligarchie vanno abbattute. Non si sceglie una parte dell'oligarchia. La si rigetta totalmente.
Mandiamoli tutti a casa.
La doppia moralità la lascio agli altri. Per me tutto ciò che non è vietato dalla legge è morale e legittimo.
Se uno vuol fare un festino con venti prostitute (maggiorenni, si intende...) e come si dice a Roma "Je regge la pompa", buon per lui. La legge non glielo impedisce.
A me francamente interessa di più misurare o meno la democraticità dello stato e risolvere i problemi quotidiani della gente.
Se gli italiani ritengono che Berlusconi ha perso tempo dietro le mignotte invece di risolvere i problemi dei cittadini, allora dovrebbero punirlo alle prossime elezioni. Così dovrebbe funzionare la democrazia.
La cosa più grave della vicenda Berlusconi, tolti i reati, non sono i festini, ma il fatto che facesse entrare a casa sua persone senza alcun controllo.
Uno dei principi base delle organizzazioni spionistiche è quello di sfruttare i punti deboli della possibile vittima.
Io sono sicuro che tra le "tante" ragazze che si agiravano per la villa del premier ci fossero anche delle spie internazionali, perché è nella logica delle cose, non perché ne abbia le prove.
Ma voi ve lo immaginate Obama che affida il suo servizio di sicurezza e la sua "lista ospiti" a Lele Mora permettendo a chiunque di entrare?
Dovete sapere che una coppia di persone normali è effettivamente riuscita a varcare la soglia della Casa Bianca ed è arrivata a stringere perfino la mano al presidente.
Negli Stati Uniti è scoppiato il putiferio per questo episodio e il presidente ha cambiato i responsabili alla sua sicurezza.
Invece in Italia ci concentriamo sulle puttane, sulla libidine del premier e ci dimentichiamo che il presidente del consiglio è un'istituzione e non può permettere a chiunque di entrare nelle sue ville senza controlli.
Le critiche al presidente che fa "bunga bunga" sono oggettivamente ridicole e puzzano di moralismo bigotto.
Le critiche al presidente che trascura ampiamente la sua sicurezza e la sicurezza dell'Italia stessa invece sono del tutto legittime e giuste.
Io non lo so se Berlusconi nelle sue ville si porta dietro dei "segreti di stato". Io non lo so se nei suoi computer di casa ci possono essere segreti, ma immagino che ci siano comunque informazioni utili a qualsiasi spia.
Una di queste ragazze che entrasse a casa sua e addirittura rimanesse a "dormire" lì, potrebbe benissimo copiarsi tutti gli HD che trova, ricavando moltissime informazioni utili.
Gli esponenti del centrodestra fanno quadrato intorno al premier difendendo il presidente sul fronte giudiziario perché è evidente che la parte più debole di tutta la vicenda sono proprio le accuse di reato che sono difficilmente dimostrabili.
Sulla sicurezza del premier e dello stato nessuno ovviamente parla anche perché perfino all'opposizione interessa di più la questione "pruriginosa" della vicenda.
Non parliamo poi dei giornali. Del resto in un paese dove ci sono 38 o più riviste di gossip nelle nostre edicole è normale che la libidine faccia vendere di più copie della sicurezza dello stato.
Questa è una mia opinione, ma secondo me una nazione che dà più peso a ciò che accade sopra e sotto le lenzuola rispetto ai problemi di sicurezza è una nazione che ha dei seri problemi.
Dovremmo tutti farci un esame di coscienza, smettere di leggere gossip e usare meglio la nostra intelligenza.
Obiettivamente, dare peso a problemi di gossip vuol dire sprecare l'intelligenza.
In questa situazione l'opposizione cosa fa? Quelli del terzo polo o polo della nazione, insomma Casini & Co, giustamente si defilano. Se prima c'erano possibilità di allargamento della maggioranza seppur con appoggio esterno, ora non ci sono più.
Per il polo della nazione quindi, se non si può fare un governo senza Berlusconi, meglio le elezioni.
Sostenere Berlusconi anche con un appoggio esterno sarebbe allo stato attuale delle cose inopportuno.
Ma l'apoteosi del ridicolo qual è? Bersani che chiede 10 milioni di firme per far dimettere Berlusconi da presidente del consiglio.
Caro Bersani, che senso ha chiedere 10 milioni di firme per far dimettere Berlusconi? Ma ti rendi conto di essere RIDICOLO? Piuttosto CHIEDI LE ELEZIONI e vatteli a conquistare 10 MILIONI DI VOTI...
Me lo spieghi a che servono 10 milioni di firme? A permetterti di fare i giochi di palazzo senza chiedere le elezioni?
È questa la politica in cui credete, cari concittadini?
Sono questi i vostri punti di riferimento?
A questi politici dei vostri problemi, della crisi economica, della disoccupazione, dell'inflazione, dei servizi che dovrebbero erogare come stato, non interessa alcunché.
Questi si muovono solo secondo convenienza "elettorale" per questioni di potere.
Non sono ispirati da alcun principio politico. Non hanno alcuna visione del futuro. Non credono affatto a una società migliore di questa (per noi cittadini, ovviamente, non per loro...).
Io al posto vostro me ne ricorderei quando sarà il momento di votare e non ne salverei uno, senza alcuna pietà.
Tra un Berlusconi che fa i festini con le mignotte fregandosene della sicurezza e un Bersani che chiede le firme invece dei voti, per poter fare chissà quale gioco di palazzo, che differenza volete che ci passi?
Ritenete i due comportamenti intelligenti e misurati?
Io lo dico da tempo che questa ormai non è più una democrazia ma un'oligarchia.
E le oligarchie vanno abbattute. Non si sceglie una parte dell'oligarchia. La si rigetta totalmente.
Mandiamoli tutti a casa.
sabato 15 gennaio 2011
Critocrazia e Pornocrazia - Dove va l'Italia?
Lo ammetto, ragionando a mente fredda sulla sentenza della corte costituzionale, mi sento "preoccupato" per la piega che sta prendendo il conflitto di potere che c'è in Italia.
Inizialmente la questione mi aveva lasciato abbastanza indifferente perché mi aspettavo che la legge fosse bocciata del tutto e fosse ribadito il concetto della modifica costituzionale.
Questo non è avvenuto.
È avvenuto qualcosa di ben più grave. La corte costituzionale nell'emettere la sentenza ha di fatto modificato la legge stessa quindi è come se avesse preso il posto del legislatore. Ma il succo del discorso riguarda un altro potere dello stato, l'esecutivo. Ebbene la corte ha deciso che sia il giudice a stabilire se l'impegno del presidente del consiglio, capo dell'esecutivo, costituisca o meno un legittimo impedimento per il processo. In pratica il presidente del consiglio deve formulare l'agenda di governo in base alla volontà del giudice.
Il mio pensiero va immediatamente a Re Luigi XIV, detto Re Sole, che costituisce l'esempio più conosciuto di Monarca assoluto che aveva sotto di se tutti i poteri dello stato.
"Lo Stato sono io" è una delle citazioni di questo Re.
Critocrazia. Potere dei giudici. I giudici che riassumono sotto di loro tutti i poteri dello stato. Un brivido che percorre la mia schiena...
Contemporaneamente, tanto per non farci mancare niente, abbiamo la storia di Ruby...
E qui possiamo parlare di rischi di pornocrazia, che potremmo definire come Potere delle concubine (non è la traduzione letterale).
La storia è piena di uomini di potere che avevano le loro amanti e le loro "favorite". Lo stesso Re Sole ne aveva diverse da cui ha anche avuto figli illegittimi alcuni dei quali anche legittimati in seguito.
Ma basta ricordare la donna più potente del XVIII secolo. Non un'imperatrice, non una regina, ma un'amante. Madame de Pompadour, amante di Luigi XV. Come amante la storia non durò a lungo, ma Madame de Pompadour e Luigi XV rimasero amici e lei divenne la consigliera più fidata tanto da essere una "regina de facto" senza essere mai regina anche quando Luigi XV ebbe altre amanti (tra cui una quindicenne).
In pratica stiamo parlando della storia più antica del mondo. Gli uomini di potere e il sesso.
Tra Critocrazia e Pornocrazia, io preferirei che si tornasse a parlare di Democrazia.
La Democrazia è tale solo se esiste una totale divisione dei poteri dello stato.
Invece qui tra giudici "debordanti" e "concubine" varie piazzate anche in posti di potere la nostra cara Italia sta andando a fondo.
Inizialmente la questione mi aveva lasciato abbastanza indifferente perché mi aspettavo che la legge fosse bocciata del tutto e fosse ribadito il concetto della modifica costituzionale.
Questo non è avvenuto.
È avvenuto qualcosa di ben più grave. La corte costituzionale nell'emettere la sentenza ha di fatto modificato la legge stessa quindi è come se avesse preso il posto del legislatore. Ma il succo del discorso riguarda un altro potere dello stato, l'esecutivo. Ebbene la corte ha deciso che sia il giudice a stabilire se l'impegno del presidente del consiglio, capo dell'esecutivo, costituisca o meno un legittimo impedimento per il processo. In pratica il presidente del consiglio deve formulare l'agenda di governo in base alla volontà del giudice.
Il mio pensiero va immediatamente a Re Luigi XIV, detto Re Sole, che costituisce l'esempio più conosciuto di Monarca assoluto che aveva sotto di se tutti i poteri dello stato.
"Lo Stato sono io" è una delle citazioni di questo Re.
Critocrazia. Potere dei giudici. I giudici che riassumono sotto di loro tutti i poteri dello stato. Un brivido che percorre la mia schiena...
Contemporaneamente, tanto per non farci mancare niente, abbiamo la storia di Ruby...
E qui possiamo parlare di rischi di pornocrazia, che potremmo definire come Potere delle concubine (non è la traduzione letterale).
La storia è piena di uomini di potere che avevano le loro amanti e le loro "favorite". Lo stesso Re Sole ne aveva diverse da cui ha anche avuto figli illegittimi alcuni dei quali anche legittimati in seguito.
Ma basta ricordare la donna più potente del XVIII secolo. Non un'imperatrice, non una regina, ma un'amante. Madame de Pompadour, amante di Luigi XV. Come amante la storia non durò a lungo, ma Madame de Pompadour e Luigi XV rimasero amici e lei divenne la consigliera più fidata tanto da essere una "regina de facto" senza essere mai regina anche quando Luigi XV ebbe altre amanti (tra cui una quindicenne).
In pratica stiamo parlando della storia più antica del mondo. Gli uomini di potere e il sesso.
Tra Critocrazia e Pornocrazia, io preferirei che si tornasse a parlare di Democrazia.
La Democrazia è tale solo se esiste una totale divisione dei poteri dello stato.
Invece qui tra giudici "debordanti" e "concubine" varie piazzate anche in posti di potere la nostra cara Italia sta andando a fondo.
martedì 21 dicembre 2010
Reddito e distribuzione di reddito.
Il 45% della ricchezza è in mano al 10% delle famiglie italiane.
Che vuol dire?
Il PIL pro capite (nominale) del 2009 degli italiani era di € 35435. Qualcuno di voi, me compreso, dirà: "magari!".
Il punto è che le medie non tengono conto appunto della distribuzione di reddito e di quanta parte della popolazione si discosti dalla media e in che misura.
Approssimiamo i conti. Supponiamo che gli italiani siano 60 milioni, che il reddito medio sia di € 35000 e che il 10% delle famiglie coincidano con il 10% della popolazione.
Ebbene, questo vuol dire che il 10% delle persone avrebbe a disposizione un PIL pro capite (nominale) di € 157500 contro il 90% delle persone che avrebbe un PIL pro capite (nominale) di € 21390 (arrotondato).
Ora abbiamo un quadro più significativo dei dati. Il ceto ricco (10%) d'Italia ha un reddito pro capite che è più di 7 volte quello del ceto più povero (90%).
E questo dice molto di più rispetto al semplice dato medio di € 35000.
Ci sono situazioni ben più gravi di quella italiana ovviamente. Il PIL mondiale è suddiviso in questo modo: L'80% delle ricchezze appartiene al 20% della popolazione.
Se applicassimo questa divisione al reddito italiano, il 20% della popolazione avrebbe un PIL pro capite di € 140000 contro l'80% della popolazione che avrebbe un PIL pro capite di € 8750 con una differenza tra i due redditi medi di 16 volte.
Ma la cosa grave di questo fenomeno non è tanto lo squilibrio di ricchezza in se, ma il fatto che la mobilità sociale sia bloccata. Ecco un altro problema dell'oligarchia.
La salute di una democrazia si vede da quanto facilmente le persone possono scalare, attraverso il lavoro e il merito, le varie fascie di reddito.
Il compito di uno stato sarebbe quello di favorire politiche che rendano più facile la mobilità sociale e che poi si traducono in una società in cui esiste una maggiore simmetria nella distribuzione dei redditi rispetto alla media.
Uno dei punti che ho maggiormente valutato nel disegnare una nuova società è come rendere estremamente dinamica la mobilità sociale di uno stato.
Bisogna considerare che la democrazia è come una pallina messa sul vertice di una montagna. Basta una piccola spinta e la pallina ruzzola a valle.
La democrazia è una forma di governo che spesso si trova in un equilibrio "instabile" e tende a precipitare verso forme di governo oligarchiche o anche peggiori.
Di conseguenza se si vuole salvaguardare la democrazia, una società altamente dinamica per quanto riguarda la mobilità sociale è una necessità assoluta.
Se si vuole avere un'elevata mobilità sociale bisogna innanzitutto eliminare ogni possibile deriva oligarchica.
Se pensate che uno qualsiasi dei partiti che sono al potere può garantirvi una maggiore mobilità sociale e quindi darvi maggiori possibilità di raggiungere fascie di reddito più soddisfacenti, vi sbagliate di grosso.
I partiti al potere sono controllati dall'oligarchia e quindi non faranno mai nulla di reale per cambiare la situazione.
L'oligarchia è furba. In quasi tutto il mondo esistono due schieramenti politici che sul piano economico hanno un unico punto in comune: favorire il ceto ricco.
Di solito c'è uno schieramento, o un partito, che porta avanti le istanze del ceto "medio" e uno schieramento, o un partito, che porta avanti le istanze delle fascie più deboli e contemporaneamente delle istanze delle fascie medio-alte.
Dal punto di vista della strategia "elettorale" si pone il problema del salto di reddito. Per chi sostiene le fascie più deboli, portare uno di questi cittadini a prendere un reddito medio potrebbe essere un problema, così come è un problema per chi sostiene il ceto medio fare avanzare un cittadino verso le fascie medio-alte.
Soprattutto al di fuori dell'Italia, dove il voto politico è più "mobile" e la gente guarda maggiormente al portafoglio quando vota piuttosto che all'ideologia, permettere il salto da una fascia all'altra può significare perdere dei voti. Perché se è vero che inizialmente si può avere un ritorno elettorale per gratitudine, basta poi un minimo rischio per far cambiare idea al cittadino.
Di conseguenza entrambi gli schieramenti, o partiti, attuano delle strategie economiche di tipo demagogico che servono a garantirsi il voto delle fascie che rappresentano ma facendo in modo che la mobilità sociale rimanga il più possibile bloccata.
Di tutto ciò ne approfittano i ricchi che, grazie ai meccanismi finanziari, aumentano spesso il loro reddito rispetto al resto della popolazione. Inoltre i ricchi sono i maggiori finanziatori dei partiti di entrambi gli schieramenti e quindi sono i maggiori artefici della demagogia con i quali i partiti riescono a mantenere bloccata la mobilità sociale.
Il primo passo da fare è quindi "distruggere" l'oligarchia e questo si può fare attravero le assemblee popolari e un sistema elettorale a costo zero. Per quanto riguarda la mobilità sociale invece occorre favorire meccanismi di redistribuzione dei redditi attraverso un meccanismo che premi le persone che contemporaneamente vengono ritenute più meritevoli e socialmente collaborative. Occorre favorire politiche di investimenti nel settore produttivo piuttosto che gli investimenti finanziari. Occorre favorire politiche che permettano alle aziende di investire in ricerca e in sviluppo e che favoriscano o nuove assunzioni o aumenti salariali. Occorre inoltre fare in modo che la ricchezza che si produce sia reale e quindi attuare dei meccanismi economici che combattano veramente l'inflazione.
Ovviamente io ho una mia soluzione per tutto ciò. Una soluzione che non prevede alcun sacrificio in termini di libertà per i cittadini e che prevede un livello di tassazione mediamente più basso di quello attuale, con una diversa organizzazione dello stato sociale che sia più efficiente e soprattutto controllato da larga parte della popolazione.
Che vuol dire?
Il PIL pro capite (nominale) del 2009 degli italiani era di € 35435. Qualcuno di voi, me compreso, dirà: "magari!".
Il punto è che le medie non tengono conto appunto della distribuzione di reddito e di quanta parte della popolazione si discosti dalla media e in che misura.
Approssimiamo i conti. Supponiamo che gli italiani siano 60 milioni, che il reddito medio sia di € 35000 e che il 10% delle famiglie coincidano con il 10% della popolazione.
Ebbene, questo vuol dire che il 10% delle persone avrebbe a disposizione un PIL pro capite (nominale) di € 157500 contro il 90% delle persone che avrebbe un PIL pro capite (nominale) di € 21390 (arrotondato).
Ora abbiamo un quadro più significativo dei dati. Il ceto ricco (10%) d'Italia ha un reddito pro capite che è più di 7 volte quello del ceto più povero (90%).
E questo dice molto di più rispetto al semplice dato medio di € 35000.
Ci sono situazioni ben più gravi di quella italiana ovviamente. Il PIL mondiale è suddiviso in questo modo: L'80% delle ricchezze appartiene al 20% della popolazione.
Se applicassimo questa divisione al reddito italiano, il 20% della popolazione avrebbe un PIL pro capite di € 140000 contro l'80% della popolazione che avrebbe un PIL pro capite di € 8750 con una differenza tra i due redditi medi di 16 volte.
Ma la cosa grave di questo fenomeno non è tanto lo squilibrio di ricchezza in se, ma il fatto che la mobilità sociale sia bloccata. Ecco un altro problema dell'oligarchia.
La salute di una democrazia si vede da quanto facilmente le persone possono scalare, attraverso il lavoro e il merito, le varie fascie di reddito.
Il compito di uno stato sarebbe quello di favorire politiche che rendano più facile la mobilità sociale e che poi si traducono in una società in cui esiste una maggiore simmetria nella distribuzione dei redditi rispetto alla media.
Uno dei punti che ho maggiormente valutato nel disegnare una nuova società è come rendere estremamente dinamica la mobilità sociale di uno stato.
Bisogna considerare che la democrazia è come una pallina messa sul vertice di una montagna. Basta una piccola spinta e la pallina ruzzola a valle.
La democrazia è una forma di governo che spesso si trova in un equilibrio "instabile" e tende a precipitare verso forme di governo oligarchiche o anche peggiori.
Di conseguenza se si vuole salvaguardare la democrazia, una società altamente dinamica per quanto riguarda la mobilità sociale è una necessità assoluta.
Se si vuole avere un'elevata mobilità sociale bisogna innanzitutto eliminare ogni possibile deriva oligarchica.
Se pensate che uno qualsiasi dei partiti che sono al potere può garantirvi una maggiore mobilità sociale e quindi darvi maggiori possibilità di raggiungere fascie di reddito più soddisfacenti, vi sbagliate di grosso.
I partiti al potere sono controllati dall'oligarchia e quindi non faranno mai nulla di reale per cambiare la situazione.
L'oligarchia è furba. In quasi tutto il mondo esistono due schieramenti politici che sul piano economico hanno un unico punto in comune: favorire il ceto ricco.
Di solito c'è uno schieramento, o un partito, che porta avanti le istanze del ceto "medio" e uno schieramento, o un partito, che porta avanti le istanze delle fascie più deboli e contemporaneamente delle istanze delle fascie medio-alte.
Dal punto di vista della strategia "elettorale" si pone il problema del salto di reddito. Per chi sostiene le fascie più deboli, portare uno di questi cittadini a prendere un reddito medio potrebbe essere un problema, così come è un problema per chi sostiene il ceto medio fare avanzare un cittadino verso le fascie medio-alte.
Soprattutto al di fuori dell'Italia, dove il voto politico è più "mobile" e la gente guarda maggiormente al portafoglio quando vota piuttosto che all'ideologia, permettere il salto da una fascia all'altra può significare perdere dei voti. Perché se è vero che inizialmente si può avere un ritorno elettorale per gratitudine, basta poi un minimo rischio per far cambiare idea al cittadino.
Di conseguenza entrambi gli schieramenti, o partiti, attuano delle strategie economiche di tipo demagogico che servono a garantirsi il voto delle fascie che rappresentano ma facendo in modo che la mobilità sociale rimanga il più possibile bloccata.
Di tutto ciò ne approfittano i ricchi che, grazie ai meccanismi finanziari, aumentano spesso il loro reddito rispetto al resto della popolazione. Inoltre i ricchi sono i maggiori finanziatori dei partiti di entrambi gli schieramenti e quindi sono i maggiori artefici della demagogia con i quali i partiti riescono a mantenere bloccata la mobilità sociale.
Il primo passo da fare è quindi "distruggere" l'oligarchia e questo si può fare attravero le assemblee popolari e un sistema elettorale a costo zero. Per quanto riguarda la mobilità sociale invece occorre favorire meccanismi di redistribuzione dei redditi attraverso un meccanismo che premi le persone che contemporaneamente vengono ritenute più meritevoli e socialmente collaborative. Occorre favorire politiche di investimenti nel settore produttivo piuttosto che gli investimenti finanziari. Occorre favorire politiche che permettano alle aziende di investire in ricerca e in sviluppo e che favoriscano o nuove assunzioni o aumenti salariali. Occorre inoltre fare in modo che la ricchezza che si produce sia reale e quindi attuare dei meccanismi economici che combattano veramente l'inflazione.
Ovviamente io ho una mia soluzione per tutto ciò. Una soluzione che non prevede alcun sacrificio in termini di libertà per i cittadini e che prevede un livello di tassazione mediamente più basso di quello attuale, con una diversa organizzazione dello stato sociale che sia più efficiente e soprattutto controllato da larga parte della popolazione.
lunedì 6 dicembre 2010
Il cervello in gabbia
Ebbene sì, quando si discute di politica la razionalità va a farsi benedire.
La politica è uno dei pochi campi della società umana in cui non c'è il predominio della ragione.
Perché tutto questo?
Perché ragionare veramente è difficile e costa fatica. In politica prevalgono i sentimenti e soprattutto quelli negativi.
Da vecchio fan di Star Wars mi verrebbe da ricordare le parole di Yoda che ammonisce che rabbia, paura e odio sono il lato oscuro e conducono alla sofferenza.
Rabbia, paura e odio sono le parole chiave della politica, soprattutto di quella italiana.
Non c'è dubbio alcuno che la maggior parte di noi cittadini è diventato un tifoso che "vive di assoluti", altra frase chiave della saga di Star Wars che indica il modo di pensare dei Sith.
Una frase che molti fan della saga hanno criticato perché in apparenza anche gli Jedi separano in modo netto il lato chiaro dal lato oscuro, ma in realtà è solo un'apparente contraddizione.
Gli Jedi possono scegliere di rinunciare alle lusinghe del lato oscuro. I Sith sono condannati alla perdizione eterna se si esclude appunto Anakin Skywalker che riuscirà a tornare al lato chiaro ma al costo della vita.
Se ci pensate bene è proprio così. Riuscire a far ragionare una persona in preda alla rabbia è una cosa molto difficile.
Quando si "vive di assoluti" non si è padroni della propria razionalità. Si vede un mondo inesistente in cui coloro che politicamente la pensano come noi, sono angeli serafini e quindi meritevoli solo di lodi e applausi mentre coloro che la pensano diversamente da noi sono i peggiori tra i demoni e quindi dovrebbero solo morire o subire le peggiori torture.
SVEGLIATEVI!!
Questo mondo non esiste. La politica è fatta da uomini e non da angeli o demoni. E visto che la principale caratteristica dell'uomo, la sua arma suprema, è la ragione, non c'è NESSUNA MOTIVAZIONE AL MONDO per buttarla nel cesso e tirare la catena.
Questo modo di vedere il mondo in bianco o nero, escludendo non solo il grigio ma tutto il resto dei colori, non solo non ci fa bene ma ci sta conducendo alla rovina.
La classe politica italiana non è composta dai veri oligarchi. In parte ci sono in mezzo anche loro, ma la vera oligarchia di potere non coincide con la classe politica, ma muove i fili della classe politica.
All'oligarca non gliene frega niente di chi vince la competizione politica tra i vari partiti che sono in parlamento e tra molti che sono anche fuori del parlamento perché l'oligarca sa che chiunque vinca sarà sempre ai suoi ordini.
Il gioco degli uni contro gli altri armati è stato creato proprio dagli oligarchi per illudere il popolo che può cambiare le sue sorti scegliendo per uno schieramento piuttosto che per un altro.
Che questo gioco sia eterodiretto e non governato dagli stessi politici è abbastanza evidente se si ragiona su quello che sarebbe "CONVENIENTE" ai vari partiti politici.
Ragionate con me.
Prendiamo Casini. A Casini conviene effettivamente un sistema proporzionale in cui i governi si formano in parlamento dopo le elezioni.
Voglio precisare che se il parlamento deve essere il luogo della mediazione degli interessi dei cittadini effettivamente sarebbe più democratico un sistema in cui i governi sono frutto di mediazioni parlamentari.
In alternativa, e a mio parere preferibile, è meglio un sistema che separa totalmente il potere esecutivo da quello legislativo.
Un sistema che prevede la formazione di maggioranze prima del voto in realtà è meno democratico anche se è il cittadino a sceglierlo perché di fatto si IMPONE una maggioranza che poi NON DEVE MEDIARE con nessuno in parlamento.
Scegliere la maggioranza prima del voto significa di fatto scegliere una "DITTATURA DELLA MAGGIORANZA". Ecco a voi un classico esempio di come con la demagogia, l'oligarchia sia riuscita a far credere ai cittadini che il voto diretto di una maggioranza predeterminata sia espressione di democrazia.
Ma torniamo al nocciolo. A chi, oltre Casini, fa comodo un sistema proporzionale in cui chi sta al centro diventa di fatto determinante nella maggior parte dei casi?
Se ci pensate bene, conviene solo a Casini.
Eppure la situazione politica si sta evolvendo nella direzione che fa comodo a Casini e non fa comodo a tutti gli altri a meno che "gli altri" non intendano trasformarsi in "centristi" puri.
Ora, se la classe politica fosse realmente "dominante" e non eterodiretta, oggi non staremmo qui a discutere delle manovre di Casini per arrivare alla legge proporzionale alla tedesca.
Quale sarebbe la convenienza del PD? Il PD ha bisogno come della legge elettorale maggioritaria a doppio turno come un assetato ha bisogno di acqua nel deserto.
Soltanto con una legge maggioritaria a doppio turno il PD può finalmente assumere il ruolo dominante dello schieramento di centrosinistra senza doversi piegare alle logiche di coalizione che sono il motivo principale per cui il centrosinistra perde le elezioni. Perché con uno schieramento così disomogeneo è difficile trovare una linea programmatica comune. Già fatica a trovare una linea programmatica al suo interno, figuriamoci se deve mediare con Di Pietro, Vendola o altri attori della politica.
Quale sarebbe la convenienza di FLI? Anche FLI, nonostante oggi sia costretto di fatto a far parte di uno schieramento centrista, converrebbe un sistema maggioritario a doppio turno in cui può sfidare al primo turno il PDL proprio cercando i voti nel suo schieramento naturale.
Berlusconi è quello che più di ogni altro ha interesse affinché il bipolarismo continui con le forme delle maggioranze che si scelgono prima del voto. E per evitare il dissenso interno il suo maggiore interesse è fare le elezioni a turno unico in modo da poter accusare chi nella sua area si presenta al di fuori del suo schieramento di fare il gioco della sinistra e quindi polarizzare il voto degli elettori di centrodestra verso di lui.
Anche la Lega preferisce che il bipolarismo sia espressione di maggioranze predeterminate e quindi vede con sospetto il doppio turno anche perché nonostante tutto la Lega al nord non è il primo partito e in un doppio turno molti si turerebbero il naso per far vincere l'avversario della Lega chiunque esso sia.
IDV, SEL e altri partiti minori di centrosinistra magari entrerebbero in parlamento anche con una legge elettorale proporzionale ma non riuscirebbero a far parte di nessun governo.
Non avrebbero alcuna convenienza a promuovere un sistema maggioritario a doppio turno perché loro sono speculari a Berlusconi. Hanno bisogno che il PD sia imbrigliato e costretto a stare in coalizione con loro.
IDV e SEL non sono come FLI. A loro conviene maggiormente il sistema delle primarie piuttosto che il doppio turno. La ragione è che con le primarie possono fare la scalata al PD mentre nelle elezioni a doppio turno il PD si presenta da solo al primo turno e ragionevolmente ottiene i numeri per andare al ballottaggio contro la coalizione di centrodestra.
Cosa dovrebbero fare allora i partiti politici oggi per non consegnare la vittoria politica a Casini che ha una posizione minoritaria ma determinante?
Oggettivamente oggi né il PD e né il PDL possono vincere le elezioni perché difficilmente otterrebbero la maggioranza in tutte e due i rami del parlamento. Il terzo polo ha i numeri necessari per essere determinante al senato.
Chi dei due principali schieramenti dovesse vincere alla camera, si troverà costretto a fare i conti con Casini al senato
Berlusconi è quello che ha più da perdere questa volta. Se non vince in entrambe le camere è finito.
Ma anche il PD sta messo male. Oggettivamente con una legge proporzionale finirebbe per scindersi nuovamente e le possibilità che possa andare al governo sono pari a quelle che aveva il PCI nella cosiddetta prima repubblica.
La fine politica di Berlusconi potrebbe coincidere con la fine politica di tanti. Paradossalmente saranno tutti vittime della "DEMONIZZAZIONE" dell'avversario.
Perché se in questi sedici anni non si fossero screditati e insultati gli uni contro gli altri e si fossero invece legittimati a vicenda oggi ci sarebbe una semplice soluzione per entrambi gli schieramenti principali per evitare la fine del bipolarismo: la GROSSA COALIZIONE tra PDL e PD.
Ma siccome l'Odio, la Rabbia e la Paura sono la via per il lato oscuro alla fine vincerà Casini e la fine di Berlusconi coinciderà con la fine del bipolarismo e del maggioritario.
La politica è uno dei pochi campi della società umana in cui non c'è il predominio della ragione.
Perché tutto questo?
Perché ragionare veramente è difficile e costa fatica. In politica prevalgono i sentimenti e soprattutto quelli negativi.
Da vecchio fan di Star Wars mi verrebbe da ricordare le parole di Yoda che ammonisce che rabbia, paura e odio sono il lato oscuro e conducono alla sofferenza.
Rabbia, paura e odio sono le parole chiave della politica, soprattutto di quella italiana.
Non c'è dubbio alcuno che la maggior parte di noi cittadini è diventato un tifoso che "vive di assoluti", altra frase chiave della saga di Star Wars che indica il modo di pensare dei Sith.
Una frase che molti fan della saga hanno criticato perché in apparenza anche gli Jedi separano in modo netto il lato chiaro dal lato oscuro, ma in realtà è solo un'apparente contraddizione.
Gli Jedi possono scegliere di rinunciare alle lusinghe del lato oscuro. I Sith sono condannati alla perdizione eterna se si esclude appunto Anakin Skywalker che riuscirà a tornare al lato chiaro ma al costo della vita.
Se ci pensate bene è proprio così. Riuscire a far ragionare una persona in preda alla rabbia è una cosa molto difficile.
Quando si "vive di assoluti" non si è padroni della propria razionalità. Si vede un mondo inesistente in cui coloro che politicamente la pensano come noi, sono angeli serafini e quindi meritevoli solo di lodi e applausi mentre coloro che la pensano diversamente da noi sono i peggiori tra i demoni e quindi dovrebbero solo morire o subire le peggiori torture.
SVEGLIATEVI!!
Questo mondo non esiste. La politica è fatta da uomini e non da angeli o demoni. E visto che la principale caratteristica dell'uomo, la sua arma suprema, è la ragione, non c'è NESSUNA MOTIVAZIONE AL MONDO per buttarla nel cesso e tirare la catena.
Questo modo di vedere il mondo in bianco o nero, escludendo non solo il grigio ma tutto il resto dei colori, non solo non ci fa bene ma ci sta conducendo alla rovina.
La classe politica italiana non è composta dai veri oligarchi. In parte ci sono in mezzo anche loro, ma la vera oligarchia di potere non coincide con la classe politica, ma muove i fili della classe politica.
All'oligarca non gliene frega niente di chi vince la competizione politica tra i vari partiti che sono in parlamento e tra molti che sono anche fuori del parlamento perché l'oligarca sa che chiunque vinca sarà sempre ai suoi ordini.
Il gioco degli uni contro gli altri armati è stato creato proprio dagli oligarchi per illudere il popolo che può cambiare le sue sorti scegliendo per uno schieramento piuttosto che per un altro.
Che questo gioco sia eterodiretto e non governato dagli stessi politici è abbastanza evidente se si ragiona su quello che sarebbe "CONVENIENTE" ai vari partiti politici.
Ragionate con me.
Prendiamo Casini. A Casini conviene effettivamente un sistema proporzionale in cui i governi si formano in parlamento dopo le elezioni.
Voglio precisare che se il parlamento deve essere il luogo della mediazione degli interessi dei cittadini effettivamente sarebbe più democratico un sistema in cui i governi sono frutto di mediazioni parlamentari.
In alternativa, e a mio parere preferibile, è meglio un sistema che separa totalmente il potere esecutivo da quello legislativo.
Un sistema che prevede la formazione di maggioranze prima del voto in realtà è meno democratico anche se è il cittadino a sceglierlo perché di fatto si IMPONE una maggioranza che poi NON DEVE MEDIARE con nessuno in parlamento.
Scegliere la maggioranza prima del voto significa di fatto scegliere una "DITTATURA DELLA MAGGIORANZA". Ecco a voi un classico esempio di come con la demagogia, l'oligarchia sia riuscita a far credere ai cittadini che il voto diretto di una maggioranza predeterminata sia espressione di democrazia.
Ma torniamo al nocciolo. A chi, oltre Casini, fa comodo un sistema proporzionale in cui chi sta al centro diventa di fatto determinante nella maggior parte dei casi?
Se ci pensate bene, conviene solo a Casini.
Eppure la situazione politica si sta evolvendo nella direzione che fa comodo a Casini e non fa comodo a tutti gli altri a meno che "gli altri" non intendano trasformarsi in "centristi" puri.
Ora, se la classe politica fosse realmente "dominante" e non eterodiretta, oggi non staremmo qui a discutere delle manovre di Casini per arrivare alla legge proporzionale alla tedesca.
Quale sarebbe la convenienza del PD? Il PD ha bisogno come della legge elettorale maggioritaria a doppio turno come un assetato ha bisogno di acqua nel deserto.
Soltanto con una legge maggioritaria a doppio turno il PD può finalmente assumere il ruolo dominante dello schieramento di centrosinistra senza doversi piegare alle logiche di coalizione che sono il motivo principale per cui il centrosinistra perde le elezioni. Perché con uno schieramento così disomogeneo è difficile trovare una linea programmatica comune. Già fatica a trovare una linea programmatica al suo interno, figuriamoci se deve mediare con Di Pietro, Vendola o altri attori della politica.
Quale sarebbe la convenienza di FLI? Anche FLI, nonostante oggi sia costretto di fatto a far parte di uno schieramento centrista, converrebbe un sistema maggioritario a doppio turno in cui può sfidare al primo turno il PDL proprio cercando i voti nel suo schieramento naturale.
Berlusconi è quello che più di ogni altro ha interesse affinché il bipolarismo continui con le forme delle maggioranze che si scelgono prima del voto. E per evitare il dissenso interno il suo maggiore interesse è fare le elezioni a turno unico in modo da poter accusare chi nella sua area si presenta al di fuori del suo schieramento di fare il gioco della sinistra e quindi polarizzare il voto degli elettori di centrodestra verso di lui.
Anche la Lega preferisce che il bipolarismo sia espressione di maggioranze predeterminate e quindi vede con sospetto il doppio turno anche perché nonostante tutto la Lega al nord non è il primo partito e in un doppio turno molti si turerebbero il naso per far vincere l'avversario della Lega chiunque esso sia.
IDV, SEL e altri partiti minori di centrosinistra magari entrerebbero in parlamento anche con una legge elettorale proporzionale ma non riuscirebbero a far parte di nessun governo.
Non avrebbero alcuna convenienza a promuovere un sistema maggioritario a doppio turno perché loro sono speculari a Berlusconi. Hanno bisogno che il PD sia imbrigliato e costretto a stare in coalizione con loro.
IDV e SEL non sono come FLI. A loro conviene maggiormente il sistema delle primarie piuttosto che il doppio turno. La ragione è che con le primarie possono fare la scalata al PD mentre nelle elezioni a doppio turno il PD si presenta da solo al primo turno e ragionevolmente ottiene i numeri per andare al ballottaggio contro la coalizione di centrodestra.
Cosa dovrebbero fare allora i partiti politici oggi per non consegnare la vittoria politica a Casini che ha una posizione minoritaria ma determinante?
Oggettivamente oggi né il PD e né il PDL possono vincere le elezioni perché difficilmente otterrebbero la maggioranza in tutte e due i rami del parlamento. Il terzo polo ha i numeri necessari per essere determinante al senato.
Chi dei due principali schieramenti dovesse vincere alla camera, si troverà costretto a fare i conti con Casini al senato
Berlusconi è quello che ha più da perdere questa volta. Se non vince in entrambe le camere è finito.
Ma anche il PD sta messo male. Oggettivamente con una legge proporzionale finirebbe per scindersi nuovamente e le possibilità che possa andare al governo sono pari a quelle che aveva il PCI nella cosiddetta prima repubblica.
La fine politica di Berlusconi potrebbe coincidere con la fine politica di tanti. Paradossalmente saranno tutti vittime della "DEMONIZZAZIONE" dell'avversario.
Perché se in questi sedici anni non si fossero screditati e insultati gli uni contro gli altri e si fossero invece legittimati a vicenda oggi ci sarebbe una semplice soluzione per entrambi gli schieramenti principali per evitare la fine del bipolarismo: la GROSSA COALIZIONE tra PDL e PD.
Ma siccome l'Odio, la Rabbia e la Paura sono la via per il lato oscuro alla fine vincerà Casini e la fine di Berlusconi coinciderà con la fine del bipolarismo e del maggioritario.
mercoledì 1 dicembre 2010
Scenario di gattopardismo italiano.
Quale sarà il futuro scenario della politica italiana?
Ogni cambiamento significativo della situazione politica passa attraverso eventi traumatici. Non sempre questi eventi sono cruenti come nel caso di guerre o rivoluzioni.
Spesso questi eventi nascono in periodo di crisi di sistema: possono essere eventi legati a eventi giudiziari, come il caso di tangentopoli; possono essere eventi di carattere economico; molto più raramente possono essere eventi di carattere culturale.
Questa premessa mi serve per dire che nessun cambiamento vero nasce da lotte interne al potere. La "rivoluzione" non si fa dall'interno e di nascosto al popolo.
Anche una rivoluzione pacifica per avere successo deve essere pubblica e portata avanti con coraggio anche a costo di perdere.
Fatemi un solo esempio di "rivoluzione dall'interno" che abbia mai funzionato nella storia.
Se volete un cambiamento in Italia, dovrete necessariamente andare contro il sistema e non potrete farlo dall'interno perché tutti i cambiamenti prevedono una svolta traumatica.
La situazione dell'Italia oggi potrebbe essere matura per arrivare a un cambiamento. C'è una crisi economica, giudiziaria e perfino culturale. Se non si ha il coraggio oggi di fare veramente qualcosa per mettere in crisi l'oligarchia e spazzarla via, difficilmente la storia ci darà un'occasione migliore.
Se invece prevale lo spirito "ultrà" che è incapace di riconoscere l'esistenza di un'unica oligarchia che controlla tutti i partiti politici ecco cosa accadrà.
Oggi Berlusconi è oggettivamente debole. Il 14 dicembre non solo potrebbe non ricevere la fiducia, ma la consulta potrebbe anche bocciare lo scudo e quindi riaprire i processi che lo vedono imputato.
Diversamente da tutti gli altri soggetti politici se si va a elezioni Berlusconi è costretto a vincere sia alla Camera che al Senato.
Se ciò non avvenisse, Berlusconi si troverebbe in un certo senso espulso dalla politica che conta.
Allo stato attuale delle cose Berlusconi non avrebbe la maggioranza certa in tutti i rami del parlamento e quindi c'è una forte possibilità che la sua stagione politica volga al termine, sempre che la sinistra non faccia in modo di "resuscitarlo" per garantirsi la sopravvivenza.
Già perché anche a sinistra non stanno messi troppo bene. Perché se Berlusconi dovesse diventare marginale, dovrebbero fare qualcosa che non sono abituati a fare: proporre un'alternativa seria e credibile.
Attualmente l'unico programma della sinistra è l'antiberlusconismo. Su tutto il resto sono ampiamente divisi. Soprattutto all'interno del PD le due anime, una ex DC e l'altra ex PCI, faticano a trovare una sintesi e gli stessi elettori faticano ad accettare questa sintesi preferendo scelte ideologiche più "chiare".
Chi sta messo meglio di tutti in questo momento è Casini.
Se si va alle elezioni e la coalizione di Casini supera gli sbarramenti alla Camera e al Senato, e con l'apporto di FLI e API è abbastanza probabile che accada, il gruppo centrista molto probabilmente diventerà determinante per la formazione di un qualsiasi governo.
Al gruppo centrista è sufficiente che al Senato nessuno dei due schieramenti contrapposti riesca a ottenere la maggioranza per vincere politicamente le elezioni e l'obiettivo sembra abbastanza a portata di mano.
A quel punto è molto probabile che Casini ottenga il proporzionale alla tedesca (altrimenti salta il governo) e che si ritorni alle coalizioni di governo post elezioni come avveniva nella prima repubblica.
Come si diceva nel gattopardo: "bisogna che tutto cambi affinché niente cambi".
Dopo 17 anni di berlusconismo e antiberlusconismo alla fine si ritorna da dove si è partiti per manifesta incapacità sia dei berluscones che degli antiberluscones di creare veramente una seconda repubblica.
Se si va a un sistema proporzionale alla tedesca, dite pure addio non solo a Berlusconi, ma anche a Di Pietro, Vendola e Grillo. È probabile che assistermo all'ennesima scissione del PD. È probabile che la Lega fagociterà buona parte del PDL e che ciò che rimane di questo confluisca al centro a formare un partito simile a quello che era una volta la DC.
L'alternativa di questo scenario è che dopo le elezioni PDL e PD per far sopravvivere il bipolarismo si mettano assieme e facciano una legge elettorale a doppio turno alla francese.
Questa ipotesi, che teoricamente salverebbe il bipolarismo, è di difficilissima attuazione agli occhi degli elettori soprattutto del PD che potrebbero ottenere il doppio turno solo in cambio di Berlusconi a palazzo chigi oppure di una legge che salva lo stesso dai processi.
In entrambi i casi a vincere è l'oligarchia.
Evitare entrambi gli scenari è al momento fantascienza. La coalizione di centrosinistra difficilmente potrebbe vincere in entrambe le camere per via del fatto che è costretta a tenere fuori alcuni partiti dalla coalizione per mantenere non solo gli equilibri interni al PD ma anche per non doversi trovare nella situazione del 2006.
Più facile che a vincere in entrambe le camere sia Berlusconi soprattutto se riesce a recuperare parte di quell'elettorato che oggi sembra indirizzato verso FLI. Ma se questa ipotesi dovesse verificarsi, per tutti gli altri schieramenti sarebbe la fine. Vedremo letteralmente andare in pezzi tutti gli avversari di Berlusconi e forse a quel punto la rottamazione di Renzi avrà finalmente luogo.
Il timore dell'ultima ipotesi è quello che porterà i parlamentari a cercare di evitare le elezioni a ogni costo e a cercare di fare qualcosa per garantirsi la futura sopravvivenza.
Prevedo che il 14 a qualcuno dell'opposizione possa venire un attacco di diarrea fulminante al momento del voto alla camera.
Ogni cambiamento significativo della situazione politica passa attraverso eventi traumatici. Non sempre questi eventi sono cruenti come nel caso di guerre o rivoluzioni.
Spesso questi eventi nascono in periodo di crisi di sistema: possono essere eventi legati a eventi giudiziari, come il caso di tangentopoli; possono essere eventi di carattere economico; molto più raramente possono essere eventi di carattere culturale.
Questa premessa mi serve per dire che nessun cambiamento vero nasce da lotte interne al potere. La "rivoluzione" non si fa dall'interno e di nascosto al popolo.
Anche una rivoluzione pacifica per avere successo deve essere pubblica e portata avanti con coraggio anche a costo di perdere.
Fatemi un solo esempio di "rivoluzione dall'interno" che abbia mai funzionato nella storia.
Se volete un cambiamento in Italia, dovrete necessariamente andare contro il sistema e non potrete farlo dall'interno perché tutti i cambiamenti prevedono una svolta traumatica.
La situazione dell'Italia oggi potrebbe essere matura per arrivare a un cambiamento. C'è una crisi economica, giudiziaria e perfino culturale. Se non si ha il coraggio oggi di fare veramente qualcosa per mettere in crisi l'oligarchia e spazzarla via, difficilmente la storia ci darà un'occasione migliore.
Se invece prevale lo spirito "ultrà" che è incapace di riconoscere l'esistenza di un'unica oligarchia che controlla tutti i partiti politici ecco cosa accadrà.
Oggi Berlusconi è oggettivamente debole. Il 14 dicembre non solo potrebbe non ricevere la fiducia, ma la consulta potrebbe anche bocciare lo scudo e quindi riaprire i processi che lo vedono imputato.
Diversamente da tutti gli altri soggetti politici se si va a elezioni Berlusconi è costretto a vincere sia alla Camera che al Senato.
Se ciò non avvenisse, Berlusconi si troverebbe in un certo senso espulso dalla politica che conta.
Allo stato attuale delle cose Berlusconi non avrebbe la maggioranza certa in tutti i rami del parlamento e quindi c'è una forte possibilità che la sua stagione politica volga al termine, sempre che la sinistra non faccia in modo di "resuscitarlo" per garantirsi la sopravvivenza.
Già perché anche a sinistra non stanno messi troppo bene. Perché se Berlusconi dovesse diventare marginale, dovrebbero fare qualcosa che non sono abituati a fare: proporre un'alternativa seria e credibile.
Attualmente l'unico programma della sinistra è l'antiberlusconismo. Su tutto il resto sono ampiamente divisi. Soprattutto all'interno del PD le due anime, una ex DC e l'altra ex PCI, faticano a trovare una sintesi e gli stessi elettori faticano ad accettare questa sintesi preferendo scelte ideologiche più "chiare".
Chi sta messo meglio di tutti in questo momento è Casini.
Se si va alle elezioni e la coalizione di Casini supera gli sbarramenti alla Camera e al Senato, e con l'apporto di FLI e API è abbastanza probabile che accada, il gruppo centrista molto probabilmente diventerà determinante per la formazione di un qualsiasi governo.
Al gruppo centrista è sufficiente che al Senato nessuno dei due schieramenti contrapposti riesca a ottenere la maggioranza per vincere politicamente le elezioni e l'obiettivo sembra abbastanza a portata di mano.
A quel punto è molto probabile che Casini ottenga il proporzionale alla tedesca (altrimenti salta il governo) e che si ritorni alle coalizioni di governo post elezioni come avveniva nella prima repubblica.
Come si diceva nel gattopardo: "bisogna che tutto cambi affinché niente cambi".
Dopo 17 anni di berlusconismo e antiberlusconismo alla fine si ritorna da dove si è partiti per manifesta incapacità sia dei berluscones che degli antiberluscones di creare veramente una seconda repubblica.
Se si va a un sistema proporzionale alla tedesca, dite pure addio non solo a Berlusconi, ma anche a Di Pietro, Vendola e Grillo. È probabile che assistermo all'ennesima scissione del PD. È probabile che la Lega fagociterà buona parte del PDL e che ciò che rimane di questo confluisca al centro a formare un partito simile a quello che era una volta la DC.
L'alternativa di questo scenario è che dopo le elezioni PDL e PD per far sopravvivere il bipolarismo si mettano assieme e facciano una legge elettorale a doppio turno alla francese.
Questa ipotesi, che teoricamente salverebbe il bipolarismo, è di difficilissima attuazione agli occhi degli elettori soprattutto del PD che potrebbero ottenere il doppio turno solo in cambio di Berlusconi a palazzo chigi oppure di una legge che salva lo stesso dai processi.
In entrambi i casi a vincere è l'oligarchia.
Evitare entrambi gli scenari è al momento fantascienza. La coalizione di centrosinistra difficilmente potrebbe vincere in entrambe le camere per via del fatto che è costretta a tenere fuori alcuni partiti dalla coalizione per mantenere non solo gli equilibri interni al PD ma anche per non doversi trovare nella situazione del 2006.
Più facile che a vincere in entrambe le camere sia Berlusconi soprattutto se riesce a recuperare parte di quell'elettorato che oggi sembra indirizzato verso FLI. Ma se questa ipotesi dovesse verificarsi, per tutti gli altri schieramenti sarebbe la fine. Vedremo letteralmente andare in pezzi tutti gli avversari di Berlusconi e forse a quel punto la rottamazione di Renzi avrà finalmente luogo.
Il timore dell'ultima ipotesi è quello che porterà i parlamentari a cercare di evitare le elezioni a ogni costo e a cercare di fare qualcosa per garantirsi la futura sopravvivenza.
Prevedo che il 14 a qualcuno dell'opposizione possa venire un attacco di diarrea fulminante al momento del voto alla camera.
giovedì 25 novembre 2010
Oligarchia - La Repubblica di Star Wars
Ok lo so, sto per fare una "Reductio ad Bella Stellaria", argomento di cui discussi nel blog di Walter Loggetti in questo post: Walter e le K ^____^
In pratica mi accingo a fare un paragone tirando in mezzo Star Wars.
Quando si fanno dei paragoni tra Star Wars e la situazione politica si tende a farli con l'impero, l'imperatore o Darth Vader. Questo perché spesso si tende a dipingere la parte politica avversaria come se fosse il male assoluto. Basta farsi un giro su internet per vedere decine di questi paragoni.
Invece la politica di oggi, specialmente in Italia, è molto più simile alla situazione in cui si trovava la Repubblica di Star Wars prima di trasformarsi in un impero.
Uno stato dalla burocrazia pesante e lentissima. Lo capiamo nel discorso tra la regina Amidala e il senatore Palpatine quando parlando dell'invasione di Naboo disse: "La Corte impiega ancora più tempo del Senato per decidere."
Palpatine le aveva già proposto di chiedere una mozione di sfiducia nei confronti del cancelliere supremo Valorum per eleggere un cancelliere più forte visto che su questi pendevano delle accuse di corruzione che di fatto lasciavano il comando ai burocrati.
E proprio quando i burocrati al fianco di Valorum intervengono prima che lui potesse respingere la proposta di nominare una commissione per indagare su Naboo mossa dalla Federazione dei mercanti, Palpatine dice alla regina:
"Entrano i burocrati, i veri signori della Repubblica; e alle dipendenze della Federazione dei mercanti, potrei aggiungere. E qui il potere del Cancelliere Valorum si dissolve per sempre..."
E qui Amidala chiede una mozione di sfiducia per Valorum e l'elezione di un nuovo cancelliere... cosa che porterà Palpatine al potere. Lo stesso Palpatine che nelle vesti di Darth Sidious manovrava con la Federazione dei mercanti.
L'ascesa di Palpatine sarà del tutto legale.
Come potete vedere gli elementi di uno stato oligarchico ci sono tutti. C'è uno stato lento e macchinoso incapace di risolvere rapidamente le questioni e sotto il controllo dei burocrati, alle dipendenze della oligarchia. La macchina della giustizia (La Corte di cui parlava Amidala) è a sua volta molto lenta.
C'è una politica corrotta. I burocrati che fermano Valorum e le accuse di corruzione che pendono su di lui ne sono l'emblema.
Perché l'oligarchia agisce così. Giuliano Ferrara disse: "In Italia per fare politica devi essere ricattabile".
Ma chi sono i ricattatori? Sono gli oligarchi.
L'oligarchia corrode e corrompe. Lusso, divertimenti, soldi, potere.
In Italia abbiamo un parlamento che impiega moltissimo per prendere decisioni, quando riesce a prenderle.
Abbiamo una giustizia ancora più lenta capace di emettere una sentenza di assoluzione per una strage dopo 36 anni. Il potere esecutivo è una barzelletta da decenni.
Nella saga di Star Wars il cancelliere Palpatine prende il potere e solo dopo molto tempo diventa imperatore. Di fatto tradisce l'oligarchia scatenando una guerra civile e fingendosi il paladino della democrazia per poi portare a compimento il suo piano con l'eliminazione dei Jedi e con la fine della guerra civile contro gli ex oligarchi.
L'oligarchia nella realtà non si farebbe spazzare via così facilmente come avviene nella saga affidandosi completamente a un unico uomo potente. L'oligarchia invece tende a fare in modo che "tutto cambi affinché nulla cambi". L'oligarchia nella Roma antica fece candidare suoi uomini contro uno dei fratelli Gracchi. Questi si erano battuti per il popolo, ma gli uomini dell'oligarchia attraverso la demagogia riuscirono a vincere le elezioni a tribuni della plebe per poi fare totalmente gli interessi dell'oligarchia.
Gli "uomini nuovi" spesso puzzano di oligarchia... state attenti e osservateli bene. Se fanno discorsi demagogici è molto probabile che siano pronti a sostituire i vecchi burattini dell'oligarchia spacciandosi per i nuovi paladini del popolo.
Ovviamente uno dovrebbe imparare a capire che cosa è democrazia e cosa invece è demagogia e la cosa non è affatto scontata.
In pratica mi accingo a fare un paragone tirando in mezzo Star Wars.
Quando si fanno dei paragoni tra Star Wars e la situazione politica si tende a farli con l'impero, l'imperatore o Darth Vader. Questo perché spesso si tende a dipingere la parte politica avversaria come se fosse il male assoluto. Basta farsi un giro su internet per vedere decine di questi paragoni.
Invece la politica di oggi, specialmente in Italia, è molto più simile alla situazione in cui si trovava la Repubblica di Star Wars prima di trasformarsi in un impero.
Uno stato dalla burocrazia pesante e lentissima. Lo capiamo nel discorso tra la regina Amidala e il senatore Palpatine quando parlando dell'invasione di Naboo disse: "La Corte impiega ancora più tempo del Senato per decidere."
Palpatine le aveva già proposto di chiedere una mozione di sfiducia nei confronti del cancelliere supremo Valorum per eleggere un cancelliere più forte visto che su questi pendevano delle accuse di corruzione che di fatto lasciavano il comando ai burocrati.
E proprio quando i burocrati al fianco di Valorum intervengono prima che lui potesse respingere la proposta di nominare una commissione per indagare su Naboo mossa dalla Federazione dei mercanti, Palpatine dice alla regina:
"Entrano i burocrati, i veri signori della Repubblica; e alle dipendenze della Federazione dei mercanti, potrei aggiungere. E qui il potere del Cancelliere Valorum si dissolve per sempre..."
E qui Amidala chiede una mozione di sfiducia per Valorum e l'elezione di un nuovo cancelliere... cosa che porterà Palpatine al potere. Lo stesso Palpatine che nelle vesti di Darth Sidious manovrava con la Federazione dei mercanti.
L'ascesa di Palpatine sarà del tutto legale.
Come potete vedere gli elementi di uno stato oligarchico ci sono tutti. C'è uno stato lento e macchinoso incapace di risolvere rapidamente le questioni e sotto il controllo dei burocrati, alle dipendenze della oligarchia. La macchina della giustizia (La Corte di cui parlava Amidala) è a sua volta molto lenta.
C'è una politica corrotta. I burocrati che fermano Valorum e le accuse di corruzione che pendono su di lui ne sono l'emblema.
Perché l'oligarchia agisce così. Giuliano Ferrara disse: "In Italia per fare politica devi essere ricattabile".
Ma chi sono i ricattatori? Sono gli oligarchi.
L'oligarchia corrode e corrompe. Lusso, divertimenti, soldi, potere.
In Italia abbiamo un parlamento che impiega moltissimo per prendere decisioni, quando riesce a prenderle.
Abbiamo una giustizia ancora più lenta capace di emettere una sentenza di assoluzione per una strage dopo 36 anni. Il potere esecutivo è una barzelletta da decenni.
Nella saga di Star Wars il cancelliere Palpatine prende il potere e solo dopo molto tempo diventa imperatore. Di fatto tradisce l'oligarchia scatenando una guerra civile e fingendosi il paladino della democrazia per poi portare a compimento il suo piano con l'eliminazione dei Jedi e con la fine della guerra civile contro gli ex oligarchi.
L'oligarchia nella realtà non si farebbe spazzare via così facilmente come avviene nella saga affidandosi completamente a un unico uomo potente. L'oligarchia invece tende a fare in modo che "tutto cambi affinché nulla cambi". L'oligarchia nella Roma antica fece candidare suoi uomini contro uno dei fratelli Gracchi. Questi si erano battuti per il popolo, ma gli uomini dell'oligarchia attraverso la demagogia riuscirono a vincere le elezioni a tribuni della plebe per poi fare totalmente gli interessi dell'oligarchia.
Gli "uomini nuovi" spesso puzzano di oligarchia... state attenti e osservateli bene. Se fanno discorsi demagogici è molto probabile che siano pronti a sostituire i vecchi burattini dell'oligarchia spacciandosi per i nuovi paladini del popolo.
Ovviamente uno dovrebbe imparare a capire che cosa è democrazia e cosa invece è demagogia e la cosa non è affatto scontata.
lunedì 22 novembre 2010
Oligarchia ed elezioni
In questo post cercherò di dimostrarvi perché le elezioni politiche sono di fatto condizionate totalmente dall'oligarchia.
Chi mi conosce sa che è da dieci anni che sto studiando il modo di creare una nuova società migliore di quella attuale. Tutto questo lavoro culminerà con la realizzazione di un libro, che spero prima o poi di riuscire a completare.
Cominciamo col dimostrare intanto che avevo visto giusto già da tanto tempo:
1) Post Marzo 2005
2) Post Ottobre 2005
Questi post furono scritti da me prima delle elezioni regionali del 2005 e quando venne approvata la legge elettorale "porcata" alla camera. Li scrissi su un newsgroup che frequentavo all'epoca.
Ricordai all'epoca che la legge passò con il voto segreto e con i voti di parte dell'opposizione che si andarono a sommare a quelli dell'allora governo Berlusconi.
Veniamo a oggi.
Oggi tutti si lamentano di questa, giustamente definita, porcata di legge elettorale ma bisogna ricordare che all'epoca la maggior parte del mondo politico fece solo finta di scandalizzarsi.
E pare che questa porcata abbia un solo padre, Calderoli, mentre tutti gli altri sono delle vergini vestali che si sono sempre opposte. Non è così. Voto segreto e la legge ha avuto i voti di parte dell'opposizione. Non smetterò mai di ricordarlo.
Dunque la legge elettorale è oggettivamente figlia di tutte le forze politiche presenti in parlamento all'epoca e che ancora oggi vi si trovano. La legge è figlia della legge elettorale della Toscana, legge che è stata fatta totalmente dal centrosinistra. Il centrodestra l'ha fatta diventare legge nazionale con alcune modifiche ed ha avuto il sostegno a voto segreto di parte dell'opposizione.
Ma cosa c'entra tutto ciò con l'oligarchia? Moltissimo.
Questa legge elimina di fatto la democrazia interna dei partiti. Coloro che all'interno di un partito dissentono dalla linea della segreteria di partito, bene che gli va vengono candidati in fondo alla lista bloccata. Se rompono proprio le scatole nella lista non ci finiscono nemmeno.
Certo, una volta eletti c'è sempre la possibilità che i parlamentari possano passare ad altri schieramenti con la speranza di essere rieletti, ma comunque questi parlamentari "ballerini" di solito non sono pericolosi per l'oligarchia essendo "facilmente comprabili".
Un altro "pregio" di questa legge elettorale sempre nell'ottica dell'oligarchia è che eliminando i collegi uninominali si usano i collegi della legge proporzionale. Non ricordo se sono cinque, ma comunque sono collegi molto ampi. In un collegio uninominale un cittadino che si fosse presentato con una lista civica contro i candidati dell'oligarchia poteva sempre farla franca. A livello di macro regioni proporzionali le liste civiche non hanno praticamente speranze.
L'ultimo vantaggio di questa legge sempre dal punto di vista dell'oligarchia è che utilizzando una legge proporzionale evitano il problema dei "collegi sicuri". Infatti la legge "mattarellum" costringeva i partiti grandi, per opportunismo, a candidare nei collegi dove avevano maggioranze bulgare gli esponenti dei piccoli partiti loro alleati di fatto creando un'enorme frammentazione del quadro politico.
Lo scopo dell'oligarchia è che chiunque sia eletto sia qualcuno che può controllare. Di conseguenza per l'oligarchia è necessario che le elezioni diventino molto costose in modo che i partiti politici abbiano bisogno di enormi fondi. E questi fondi chi glieli dà?
Il cosiddetto "rimborso elettorale" che i partiti politici si dividono a ogni elezione, non è assolutamente sufficiente a mantenere lo "status quo" e a farsi eleggere. I partiti politici sono in campagna elettorale perenne con la macchina della propaganda sempre attiva. Tutto questo ha un costo giornaliero spaventoso e difficilmente con i soldi del rimborso possono andare avanti per cinque anni, nonostante a noi poveri cittadini sembrano cifre enormi.
Nei partiti comandano quelli che hanno la capacità di raccogliere fondi, non quelli che hanno le idee migliori per il paese. Quindi di fatto comandano gli oligarchi.
Avete presente l'America? Barack Obama ha speso 600 milioni di dollari per diventare presidente contro i 200 milioni di McCain. Ce lo vedete voi un poveraccio che va in giro con i banchetti a chiedere fondi che riesce a raccogliere 200 milioni di dollari e invece di scappare in un paese tropicale che non concede estradizione decide di diventare presidente degli Stati Uniti? Senza i grossi finanziatori nel mondo occidentale non fai politica.
Questo vale anche in Italia. Pensate davvero che in Italia esistano partiti "puri" che non sono al soldo dei ricchi e potenti oligarchi? Siete davvero convinti che esista solo un caso in Italia di un parlamentare che aveva una casa pagata a "sua insaputa"?
Più le elezioni sono costose e più l'oligarchia domina.
Il terrore dell'oligarchia è un sistema elettorale che sia a costo zero.
In un sistema elettorale a costo zero, le idee prevalgono perché il denaro non conta.
In un sistema elettorale costoso invece è anche difficile la formazione di nuovi partiti.
L'oligarchia non vuole che i cittadini abbiano la possibilità di scegliere in modo democratico. L'oligarchia vuole che i cittadini si illudano di farlo votando per i suoi candidati.
Ah, per finire in provocazione... quanti nuovi partiti vedete partecipare a dibattiti televisivi durante una campagna elettorale? Non potete vederli. È previsto dalla legge "parcondicio", quella legge che teoricamente dovrebbe garantire parità di condizioni d'accesso. Peccato però che negli ultimi giorni di campagna elettorale sono solo i partiti già presenti in un parlamento regionale, statale o europeo a poter partecipare.
"Tutto questo è solo un caso?" direbbe un noto "cazzeggiatore" televisivo...
Chi mi conosce sa che è da dieci anni che sto studiando il modo di creare una nuova società migliore di quella attuale. Tutto questo lavoro culminerà con la realizzazione di un libro, che spero prima o poi di riuscire a completare.
Cominciamo col dimostrare intanto che avevo visto giusto già da tanto tempo:
1) Post Marzo 2005
2) Post Ottobre 2005
Questi post furono scritti da me prima delle elezioni regionali del 2005 e quando venne approvata la legge elettorale "porcata" alla camera. Li scrissi su un newsgroup che frequentavo all'epoca.
Ricordai all'epoca che la legge passò con il voto segreto e con i voti di parte dell'opposizione che si andarono a sommare a quelli dell'allora governo Berlusconi.
Veniamo a oggi.
Oggi tutti si lamentano di questa, giustamente definita, porcata di legge elettorale ma bisogna ricordare che all'epoca la maggior parte del mondo politico fece solo finta di scandalizzarsi.
E pare che questa porcata abbia un solo padre, Calderoli, mentre tutti gli altri sono delle vergini vestali che si sono sempre opposte. Non è così. Voto segreto e la legge ha avuto i voti di parte dell'opposizione. Non smetterò mai di ricordarlo.
Dunque la legge elettorale è oggettivamente figlia di tutte le forze politiche presenti in parlamento all'epoca e che ancora oggi vi si trovano. La legge è figlia della legge elettorale della Toscana, legge che è stata fatta totalmente dal centrosinistra. Il centrodestra l'ha fatta diventare legge nazionale con alcune modifiche ed ha avuto il sostegno a voto segreto di parte dell'opposizione.
Ma cosa c'entra tutto ciò con l'oligarchia? Moltissimo.
Questa legge elimina di fatto la democrazia interna dei partiti. Coloro che all'interno di un partito dissentono dalla linea della segreteria di partito, bene che gli va vengono candidati in fondo alla lista bloccata. Se rompono proprio le scatole nella lista non ci finiscono nemmeno.
Certo, una volta eletti c'è sempre la possibilità che i parlamentari possano passare ad altri schieramenti con la speranza di essere rieletti, ma comunque questi parlamentari "ballerini" di solito non sono pericolosi per l'oligarchia essendo "facilmente comprabili".
Un altro "pregio" di questa legge elettorale sempre nell'ottica dell'oligarchia è che eliminando i collegi uninominali si usano i collegi della legge proporzionale. Non ricordo se sono cinque, ma comunque sono collegi molto ampi. In un collegio uninominale un cittadino che si fosse presentato con una lista civica contro i candidati dell'oligarchia poteva sempre farla franca. A livello di macro regioni proporzionali le liste civiche non hanno praticamente speranze.
L'ultimo vantaggio di questa legge sempre dal punto di vista dell'oligarchia è che utilizzando una legge proporzionale evitano il problema dei "collegi sicuri". Infatti la legge "mattarellum" costringeva i partiti grandi, per opportunismo, a candidare nei collegi dove avevano maggioranze bulgare gli esponenti dei piccoli partiti loro alleati di fatto creando un'enorme frammentazione del quadro politico.
Lo scopo dell'oligarchia è che chiunque sia eletto sia qualcuno che può controllare. Di conseguenza per l'oligarchia è necessario che le elezioni diventino molto costose in modo che i partiti politici abbiano bisogno di enormi fondi. E questi fondi chi glieli dà?
Il cosiddetto "rimborso elettorale" che i partiti politici si dividono a ogni elezione, non è assolutamente sufficiente a mantenere lo "status quo" e a farsi eleggere. I partiti politici sono in campagna elettorale perenne con la macchina della propaganda sempre attiva. Tutto questo ha un costo giornaliero spaventoso e difficilmente con i soldi del rimborso possono andare avanti per cinque anni, nonostante a noi poveri cittadini sembrano cifre enormi.
Nei partiti comandano quelli che hanno la capacità di raccogliere fondi, non quelli che hanno le idee migliori per il paese. Quindi di fatto comandano gli oligarchi.
Avete presente l'America? Barack Obama ha speso 600 milioni di dollari per diventare presidente contro i 200 milioni di McCain. Ce lo vedete voi un poveraccio che va in giro con i banchetti a chiedere fondi che riesce a raccogliere 200 milioni di dollari e invece di scappare in un paese tropicale che non concede estradizione decide di diventare presidente degli Stati Uniti? Senza i grossi finanziatori nel mondo occidentale non fai politica.
Questo vale anche in Italia. Pensate davvero che in Italia esistano partiti "puri" che non sono al soldo dei ricchi e potenti oligarchi? Siete davvero convinti che esista solo un caso in Italia di un parlamentare che aveva una casa pagata a "sua insaputa"?
Più le elezioni sono costose e più l'oligarchia domina.
Il terrore dell'oligarchia è un sistema elettorale che sia a costo zero.
In un sistema elettorale a costo zero, le idee prevalgono perché il denaro non conta.
In un sistema elettorale costoso invece è anche difficile la formazione di nuovi partiti.
L'oligarchia non vuole che i cittadini abbiano la possibilità di scegliere in modo democratico. L'oligarchia vuole che i cittadini si illudano di farlo votando per i suoi candidati.
Ah, per finire in provocazione... quanti nuovi partiti vedete partecipare a dibattiti televisivi durante una campagna elettorale? Non potete vederli. È previsto dalla legge "parcondicio", quella legge che teoricamente dovrebbe garantire parità di condizioni d'accesso. Peccato però che negli ultimi giorni di campagna elettorale sono solo i partiti già presenti in un parlamento regionale, statale o europeo a poter partecipare.
"Tutto questo è solo un caso?" direbbe un noto "cazzeggiatore" televisivo...
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