Questo blog è lo sfogo di uno che è stufo della politica gridata, fatta con la pancia e non con la testa. La ragione è ciò che ci distingue dagli animali, non la pancia. L'unico modo per cambiare questa società è allora quello di usare la ragione.
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domenica 20 novembre 2011
Monti, Berlusconi e la sinistra in trappola...
Diciamo le cose come stanno. Il PD è in un mare di guai, anzi è in trappola.
A sentire i commenti in giro del Giornale, di Libero e soprattutto di Giuliano Ferrara invece sembrerebbe tutto il contrario.
Guardiamo le cose meglio. Berlusconi si è dimesso da presidente del consiglio ed è stato scelto Mario Monti al suo posto.
Chi pensava a una vittoria, alla fine di Berlusconi e in un governo guidato dal centrosinistra si ritrova a sostenere ora un governo dove l'appoggio di Berlusconi e del PDL è determinante.
Qual è l'interesse di Berlusconi e del PDL? Andare a elezioni quando è più conveniente.
Questo il centrosinistra e in particolare il PD doveva prevederlo. A mio avviso hanno sottovalutato la situazione. E ora sono in trappola.
Vi spiego perché.
La speranza della sinistra era che Berlusconi, che aveva dimostrato una ferrea tenacia a non mollare, sentendosi tradito avrebbe chiesto immediatamente le elezioni spaccando il partito. Se infatti avesse chiesto le elezioni, il gruppo dei "prossimi trombati", ossia quei parlamentari che erano sicuri di non essere rieletti, si sarebbero staccati dal PDL e avrebbero appoggiato un qualsiasi governo tecnico che assicurasse loro non solo di prendere il vitalizio, ma di arrivare a fine legislatura.
Questo sarebbe stato il colpo di grazia di Berlusconi che anche se avrebbe potuto gridare al ribaltone e sfruttare l'opposizione a un governo impopolare, si sarebbe trovato tecnicamente fuori dai giochi fino alla fine della legislatura. Anzi, sarebbe apparso ancora di più incattivito e rancoroso.
Si sarebbe in pratica riprodotta la situazione che si era creata nel 1995 con il governo Dini. Berlusconi avrebbe lasciato in mano ai suoi avversari il governo.
Questo era il quadro più favorevole al centrosinistra.
Invece Berlusconi ha deciso di sostenere Monti, nonostante i vari mal di pancia all'interno del partito e dei giornalisti falchi.
Nel farlo però sta fissando dei paletti. Ovviamente si tratta di un bluff. Il PDL non ha alcuna intenzione di sfiduciare Monti se sarà introdotta una patrimoniale o cose di questo genere almeno finché non potrà andare alle elezioni in condizioni favorevoli.
Questi paletti però hanno l'effetto di condizionare anche il campo avversario. Perché ovviamente Monti cercherà di non "scontentare" Berlusconi, cercando di arrivare a compromessi accettabili.
In questa situazione, il PD ha deciso di "distinguersi" non imponendo alcun paletto al governo Monti, quasi come a dire che darà una fiducia in bianco e che qualsiasi cosa farà andrà bene.
Questo significa rinunciare a fare politica.
Quando il governo Monti inizierà a portare in parlamento provvedimenti che metteranno sotto stress l'elettorato soprattutto di centrosinistra inizieranno i dolori. Già appare evidente che l'IDV è in posizione critica e che farà fatica ad appoggiare un governo sostenuto da Berlusconi e che va contro gli interessi del suo elettorato. La probabilità che Di Pietro passi all'opposizione è molto elevata.
Oltretutto quando si parlerà di lavoro e di pensioni buona parte del PD avrà voglia di sostenere le posizioni della CGIL in proposito.
Questo fatto porterà molti malumori nello schieramento di centrosinistra e servirà ai suoi avversari politici a sottolineare il fatto che PD, IDV e SEL possono vincere le elezioni ma poi hanno un'enorme difficoltà a governare insieme.
Dalla parte del centrodestra però la strada è altrettanto complicata dal fatto che alcuni provvedimenti del governo Monti potrebbero scontentare molto la Lega e quindi si potrebbe verificare una spaccatura insanabile tra la Lega e il PDL.
Tutto ciò fa pensare ovviamente alla possibilità che le formazioni attuali siano destinate a sciogliersi e a ricomporsi in modi differenti.
Quello che però fa la differenza è che Berlusconi è attivo e fissa paletti, mentre Bersani sostiene in bianco limitandosi a dire qualche "non sarebbe male se si facesse..." in contrasto ai paletti di Berlusconi. Normalmente chi si mette a trattare ottiene di più di chi non lo fa.
Insomma, io ho l'impressione che il governo Monti possa portare più danni al centrosinistra che al PDL, anche se potrebbe rendere insanabile il rapporto con la Lega.
C'è un motivo fondamentale dunque per il quale non siamo andati a elezioni. Il problema è che la consultazione elettorale non avrebbe garantito una maggioranza politica stabile e si sarebbe dovuto fare una grossa coalizione dopo il voto, solo che il PD avrebbe perso comunque deputati a favore di SEL che sarebbe entrata in parlamento e per di più c'era la possibilità che PD e PDL insieme non riuscissero ad avere il 50% +1 dei parlamentari.
Andare alle elezioni quindi avrebbe significato dover fare una legge elettorale proporzionale alla tedesca come piace a Casini.
Oggi invece PD e PDL potrebbero fare una legge maggioritaria con una larga maggioranza anche se tutti gli altri partiti votassero contro. Avranno il coraggio di farla?
martedì 17 maggio 2011
Elezioni - qualcosa cambia...
Queste elezioni amministrative hanno dato un segnale di cambiamento. Un cambiamento formale ovviamente, non sostanziale.
La sostanza non cambia. La partitocrazia è sempre viva e allo stesso modo l'oligarchia di potere che la comanda.
La mia posizione sulla politica italiana rimane la stessa. Non siamo in una vera democrazia. I cittadini sono liberi di votare, ma ci sono ancora enormi condizionamenti sulla competizione politica vera e propria.
Finché non ci sarà un sistema elettorale a costo zero, il nostro paese sarà sempre un'oligarchia.
Tuttavia un cambiamento formale c'è stato. Le elezioni amministrative hanno segnato a mio avviso l'inizio della fine politica di Silvio Berlusconi.
Perché se in una delle roccaforti del centrodestra, non solo si è andati al ballottaggio ma addirittura il centrodestra ci va in svantaggio, questo non può essere imputato solamente a una infelice mossa del sindaco Moratti.
Berlusconi ci ha messo la faccia. Ha chiesto che l'elezione diventasse un referendum su di lui e ha perso.
Poche chiacchiere. A Milano, la sua Milano, Berlusconi ha dimezzato il numero delle preferenze personali. Una sonora pernacchia da parte degli elettori delusi.
Ci sono situazioni che a volte diventano delle effigi, dei simboli di ciò che accade. Ad Arcore vince il centrosinistra anche se si andrà al ballottaggio.
Una volta, sconfitte di questo genere portavano a una conclusione scontata. Le dimissioni.
Perché una volta gli uomini di partito sapevano di venire dopo il partito. Se un politico ci metteva la faccia e perdeva, per non nuocere ulteriormente al partito, sapeva che doveva farsi da parte.
Berlusconi lo fara? Ne dubito.
Il PDL avrà il coraggio di dimissionare Berlusconi? Ne dubito.
Non c'è dubbio che Berlusconi è diventato ormai il collo di bottiglia, l'ostacolo principale di ogni azione politica. La gente si è stufata. Non è più disposta a fargli fare i suoi comodi senza ricevere nulla in cambio.
Se il centrodestra vuole sopravvivere, paradossalmente deve accelerare il dopo Berlusconi. Deve sfiduciarlo e nominare un altro presidente del consiglio al suo posto, facendo rientrare nella coalizione anche FLI e UDC. Ovviamente questo per il PDL e la Lega Nord significa dover ingoiare badilate di rospi, ma è l'unico modo che hanno per far capire al loro elettorato che hanno imparato la lezione.
Significherebbe sfruttare i due anni della legislatura per fare riforme a favore dei cittadini, lasciando Berlusconi al suo destino.
Queste elezioni inoltre hanno messo in evidenza il fatto che l'opposizione vince perché perde il centrodestra e in particolare perde Berlusconi. Lo si evince dagli strani risultati di Bologna e di Napoli. A Bologna il movimento 5 stelle prende quasi il 10% dei voti. A Napoli il candidato ufficiale del PD non va nemmeno al ballottaggio dove la gente ha preferito dare il voto a De Magistris.
Che sia un forte segnale di protesta contro Berlusconi, piuttosto che una ritrovata capacità del centrosinistra di "far sognare" il suo elettorato è evidente.
Perché la realtà è che non c'è un progetto di centrosinistra nel paese. C'è un vento di protesta, sì. C'è un forte antiberlusconismo, ma di proposte concrete, di visioni unitarie di un futuro migliore non se ne vede. Con buona pace di Bersani, non ha vinto realmente lui. Ha semplicemente perso Berlusconi.
Un po' come la formula 1 all'ulitma gara dell'anno passato. Vettel è diventato campione del mondo perché Alonso non è arrivato almeno al quarto posto. Di conseguenza Vettel è diventato campione del mondo perché Alonso ha perso il titolo che aveva ormai in tasca. Perché è chiaro che Vettel non ha demeritato, ma Alonso ha perso il titolo a causa di un errore di strategia della squadra e non perché non aveva alcuna possibilità di arrivare almeno al quarto posto (cosa che sarebbe accaduta se la squadra non lo avesse fatto entrare ai box prematuramente per marcare Webber ).
Se dal punto di vista sostanziale dunque non cambia nulla, con un'oligarchia ancora imperante e con il popolo che non conta un tubo, dal punto di vista formale queste elezioni hanno dato dei segnali di cambiamento di umore della gente che è stufa di subire passivamente le vicende personali del premier.
Da questo punto di vista Berlusconi è stato poco furbo.
Gli italiani sono un popolo diverso dal resto del mondo. Agli italiani va anche bene che un premier si faccia gli affari propri. Basta però che con gli affari suoi faccia anche quelli degli italiani.
Della serie: mangiate pure, basta che facciate mangiare anche me.
A Berlusconi sarebbe bastato fare qualcosa per i cittadini italiani in questi anni e molti avrebbero detto: sì, s'è anche fatto gli affari suoi ma almeno qualcosa per noi l'ha fatto.
La sostanza non cambia. La partitocrazia è sempre viva e allo stesso modo l'oligarchia di potere che la comanda.
La mia posizione sulla politica italiana rimane la stessa. Non siamo in una vera democrazia. I cittadini sono liberi di votare, ma ci sono ancora enormi condizionamenti sulla competizione politica vera e propria.
Finché non ci sarà un sistema elettorale a costo zero, il nostro paese sarà sempre un'oligarchia.
Tuttavia un cambiamento formale c'è stato. Le elezioni amministrative hanno segnato a mio avviso l'inizio della fine politica di Silvio Berlusconi.
Perché se in una delle roccaforti del centrodestra, non solo si è andati al ballottaggio ma addirittura il centrodestra ci va in svantaggio, questo non può essere imputato solamente a una infelice mossa del sindaco Moratti.
Berlusconi ci ha messo la faccia. Ha chiesto che l'elezione diventasse un referendum su di lui e ha perso.
Poche chiacchiere. A Milano, la sua Milano, Berlusconi ha dimezzato il numero delle preferenze personali. Una sonora pernacchia da parte degli elettori delusi.
Ci sono situazioni che a volte diventano delle effigi, dei simboli di ciò che accade. Ad Arcore vince il centrosinistra anche se si andrà al ballottaggio.
Una volta, sconfitte di questo genere portavano a una conclusione scontata. Le dimissioni.
Perché una volta gli uomini di partito sapevano di venire dopo il partito. Se un politico ci metteva la faccia e perdeva, per non nuocere ulteriormente al partito, sapeva che doveva farsi da parte.
Berlusconi lo fara? Ne dubito.
Il PDL avrà il coraggio di dimissionare Berlusconi? Ne dubito.
Non c'è dubbio che Berlusconi è diventato ormai il collo di bottiglia, l'ostacolo principale di ogni azione politica. La gente si è stufata. Non è più disposta a fargli fare i suoi comodi senza ricevere nulla in cambio.
Se il centrodestra vuole sopravvivere, paradossalmente deve accelerare il dopo Berlusconi. Deve sfiduciarlo e nominare un altro presidente del consiglio al suo posto, facendo rientrare nella coalizione anche FLI e UDC. Ovviamente questo per il PDL e la Lega Nord significa dover ingoiare badilate di rospi, ma è l'unico modo che hanno per far capire al loro elettorato che hanno imparato la lezione.
Significherebbe sfruttare i due anni della legislatura per fare riforme a favore dei cittadini, lasciando Berlusconi al suo destino.
Queste elezioni inoltre hanno messo in evidenza il fatto che l'opposizione vince perché perde il centrodestra e in particolare perde Berlusconi. Lo si evince dagli strani risultati di Bologna e di Napoli. A Bologna il movimento 5 stelle prende quasi il 10% dei voti. A Napoli il candidato ufficiale del PD non va nemmeno al ballottaggio dove la gente ha preferito dare il voto a De Magistris.
Che sia un forte segnale di protesta contro Berlusconi, piuttosto che una ritrovata capacità del centrosinistra di "far sognare" il suo elettorato è evidente.
Perché la realtà è che non c'è un progetto di centrosinistra nel paese. C'è un vento di protesta, sì. C'è un forte antiberlusconismo, ma di proposte concrete, di visioni unitarie di un futuro migliore non se ne vede. Con buona pace di Bersani, non ha vinto realmente lui. Ha semplicemente perso Berlusconi.
Un po' come la formula 1 all'ulitma gara dell'anno passato. Vettel è diventato campione del mondo perché Alonso non è arrivato almeno al quarto posto. Di conseguenza Vettel è diventato campione del mondo perché Alonso ha perso il titolo che aveva ormai in tasca. Perché è chiaro che Vettel non ha demeritato, ma Alonso ha perso il titolo a causa di un errore di strategia della squadra e non perché non aveva alcuna possibilità di arrivare almeno al quarto posto (cosa che sarebbe accaduta se la squadra non lo avesse fatto entrare ai box prematuramente per marcare Webber ).
Se dal punto di vista sostanziale dunque non cambia nulla, con un'oligarchia ancora imperante e con il popolo che non conta un tubo, dal punto di vista formale queste elezioni hanno dato dei segnali di cambiamento di umore della gente che è stufa di subire passivamente le vicende personali del premier.
Da questo punto di vista Berlusconi è stato poco furbo.
Gli italiani sono un popolo diverso dal resto del mondo. Agli italiani va anche bene che un premier si faccia gli affari propri. Basta però che con gli affari suoi faccia anche quelli degli italiani.
Della serie: mangiate pure, basta che facciate mangiare anche me.
A Berlusconi sarebbe bastato fare qualcosa per i cittadini italiani in questi anni e molti avrebbero detto: sì, s'è anche fatto gli affari suoi ma almeno qualcosa per noi l'ha fatto.
lunedì 6 dicembre 2010
Il cervello in gabbia
Ebbene sì, quando si discute di politica la razionalità va a farsi benedire.
La politica è uno dei pochi campi della società umana in cui non c'è il predominio della ragione.
Perché tutto questo?
Perché ragionare veramente è difficile e costa fatica. In politica prevalgono i sentimenti e soprattutto quelli negativi.
Da vecchio fan di Star Wars mi verrebbe da ricordare le parole di Yoda che ammonisce che rabbia, paura e odio sono il lato oscuro e conducono alla sofferenza.
Rabbia, paura e odio sono le parole chiave della politica, soprattutto di quella italiana.
Non c'è dubbio alcuno che la maggior parte di noi cittadini è diventato un tifoso che "vive di assoluti", altra frase chiave della saga di Star Wars che indica il modo di pensare dei Sith.
Una frase che molti fan della saga hanno criticato perché in apparenza anche gli Jedi separano in modo netto il lato chiaro dal lato oscuro, ma in realtà è solo un'apparente contraddizione.
Gli Jedi possono scegliere di rinunciare alle lusinghe del lato oscuro. I Sith sono condannati alla perdizione eterna se si esclude appunto Anakin Skywalker che riuscirà a tornare al lato chiaro ma al costo della vita.
Se ci pensate bene è proprio così. Riuscire a far ragionare una persona in preda alla rabbia è una cosa molto difficile.
Quando si "vive di assoluti" non si è padroni della propria razionalità. Si vede un mondo inesistente in cui coloro che politicamente la pensano come noi, sono angeli serafini e quindi meritevoli solo di lodi e applausi mentre coloro che la pensano diversamente da noi sono i peggiori tra i demoni e quindi dovrebbero solo morire o subire le peggiori torture.
SVEGLIATEVI!!
Questo mondo non esiste. La politica è fatta da uomini e non da angeli o demoni. E visto che la principale caratteristica dell'uomo, la sua arma suprema, è la ragione, non c'è NESSUNA MOTIVAZIONE AL MONDO per buttarla nel cesso e tirare la catena.
Questo modo di vedere il mondo in bianco o nero, escludendo non solo il grigio ma tutto il resto dei colori, non solo non ci fa bene ma ci sta conducendo alla rovina.
La classe politica italiana non è composta dai veri oligarchi. In parte ci sono in mezzo anche loro, ma la vera oligarchia di potere non coincide con la classe politica, ma muove i fili della classe politica.
All'oligarca non gliene frega niente di chi vince la competizione politica tra i vari partiti che sono in parlamento e tra molti che sono anche fuori del parlamento perché l'oligarca sa che chiunque vinca sarà sempre ai suoi ordini.
Il gioco degli uni contro gli altri armati è stato creato proprio dagli oligarchi per illudere il popolo che può cambiare le sue sorti scegliendo per uno schieramento piuttosto che per un altro.
Che questo gioco sia eterodiretto e non governato dagli stessi politici è abbastanza evidente se si ragiona su quello che sarebbe "CONVENIENTE" ai vari partiti politici.
Ragionate con me.
Prendiamo Casini. A Casini conviene effettivamente un sistema proporzionale in cui i governi si formano in parlamento dopo le elezioni.
Voglio precisare che se il parlamento deve essere il luogo della mediazione degli interessi dei cittadini effettivamente sarebbe più democratico un sistema in cui i governi sono frutto di mediazioni parlamentari.
In alternativa, e a mio parere preferibile, è meglio un sistema che separa totalmente il potere esecutivo da quello legislativo.
Un sistema che prevede la formazione di maggioranze prima del voto in realtà è meno democratico anche se è il cittadino a sceglierlo perché di fatto si IMPONE una maggioranza che poi NON DEVE MEDIARE con nessuno in parlamento.
Scegliere la maggioranza prima del voto significa di fatto scegliere una "DITTATURA DELLA MAGGIORANZA". Ecco a voi un classico esempio di come con la demagogia, l'oligarchia sia riuscita a far credere ai cittadini che il voto diretto di una maggioranza predeterminata sia espressione di democrazia.
Ma torniamo al nocciolo. A chi, oltre Casini, fa comodo un sistema proporzionale in cui chi sta al centro diventa di fatto determinante nella maggior parte dei casi?
Se ci pensate bene, conviene solo a Casini.
Eppure la situazione politica si sta evolvendo nella direzione che fa comodo a Casini e non fa comodo a tutti gli altri a meno che "gli altri" non intendano trasformarsi in "centristi" puri.
Ora, se la classe politica fosse realmente "dominante" e non eterodiretta, oggi non staremmo qui a discutere delle manovre di Casini per arrivare alla legge proporzionale alla tedesca.
Quale sarebbe la convenienza del PD? Il PD ha bisogno come della legge elettorale maggioritaria a doppio turno come un assetato ha bisogno di acqua nel deserto.
Soltanto con una legge maggioritaria a doppio turno il PD può finalmente assumere il ruolo dominante dello schieramento di centrosinistra senza doversi piegare alle logiche di coalizione che sono il motivo principale per cui il centrosinistra perde le elezioni. Perché con uno schieramento così disomogeneo è difficile trovare una linea programmatica comune. Già fatica a trovare una linea programmatica al suo interno, figuriamoci se deve mediare con Di Pietro, Vendola o altri attori della politica.
Quale sarebbe la convenienza di FLI? Anche FLI, nonostante oggi sia costretto di fatto a far parte di uno schieramento centrista, converrebbe un sistema maggioritario a doppio turno in cui può sfidare al primo turno il PDL proprio cercando i voti nel suo schieramento naturale.
Berlusconi è quello che più di ogni altro ha interesse affinché il bipolarismo continui con le forme delle maggioranze che si scelgono prima del voto. E per evitare il dissenso interno il suo maggiore interesse è fare le elezioni a turno unico in modo da poter accusare chi nella sua area si presenta al di fuori del suo schieramento di fare il gioco della sinistra e quindi polarizzare il voto degli elettori di centrodestra verso di lui.
Anche la Lega preferisce che il bipolarismo sia espressione di maggioranze predeterminate e quindi vede con sospetto il doppio turno anche perché nonostante tutto la Lega al nord non è il primo partito e in un doppio turno molti si turerebbero il naso per far vincere l'avversario della Lega chiunque esso sia.
IDV, SEL e altri partiti minori di centrosinistra magari entrerebbero in parlamento anche con una legge elettorale proporzionale ma non riuscirebbero a far parte di nessun governo.
Non avrebbero alcuna convenienza a promuovere un sistema maggioritario a doppio turno perché loro sono speculari a Berlusconi. Hanno bisogno che il PD sia imbrigliato e costretto a stare in coalizione con loro.
IDV e SEL non sono come FLI. A loro conviene maggiormente il sistema delle primarie piuttosto che il doppio turno. La ragione è che con le primarie possono fare la scalata al PD mentre nelle elezioni a doppio turno il PD si presenta da solo al primo turno e ragionevolmente ottiene i numeri per andare al ballottaggio contro la coalizione di centrodestra.
Cosa dovrebbero fare allora i partiti politici oggi per non consegnare la vittoria politica a Casini che ha una posizione minoritaria ma determinante?
Oggettivamente oggi né il PD e né il PDL possono vincere le elezioni perché difficilmente otterrebbero la maggioranza in tutte e due i rami del parlamento. Il terzo polo ha i numeri necessari per essere determinante al senato.
Chi dei due principali schieramenti dovesse vincere alla camera, si troverà costretto a fare i conti con Casini al senato
Berlusconi è quello che ha più da perdere questa volta. Se non vince in entrambe le camere è finito.
Ma anche il PD sta messo male. Oggettivamente con una legge proporzionale finirebbe per scindersi nuovamente e le possibilità che possa andare al governo sono pari a quelle che aveva il PCI nella cosiddetta prima repubblica.
La fine politica di Berlusconi potrebbe coincidere con la fine politica di tanti. Paradossalmente saranno tutti vittime della "DEMONIZZAZIONE" dell'avversario.
Perché se in questi sedici anni non si fossero screditati e insultati gli uni contro gli altri e si fossero invece legittimati a vicenda oggi ci sarebbe una semplice soluzione per entrambi gli schieramenti principali per evitare la fine del bipolarismo: la GROSSA COALIZIONE tra PDL e PD.
Ma siccome l'Odio, la Rabbia e la Paura sono la via per il lato oscuro alla fine vincerà Casini e la fine di Berlusconi coinciderà con la fine del bipolarismo e del maggioritario.
La politica è uno dei pochi campi della società umana in cui non c'è il predominio della ragione.
Perché tutto questo?
Perché ragionare veramente è difficile e costa fatica. In politica prevalgono i sentimenti e soprattutto quelli negativi.
Da vecchio fan di Star Wars mi verrebbe da ricordare le parole di Yoda che ammonisce che rabbia, paura e odio sono il lato oscuro e conducono alla sofferenza.
Rabbia, paura e odio sono le parole chiave della politica, soprattutto di quella italiana.
Non c'è dubbio alcuno che la maggior parte di noi cittadini è diventato un tifoso che "vive di assoluti", altra frase chiave della saga di Star Wars che indica il modo di pensare dei Sith.
Una frase che molti fan della saga hanno criticato perché in apparenza anche gli Jedi separano in modo netto il lato chiaro dal lato oscuro, ma in realtà è solo un'apparente contraddizione.
Gli Jedi possono scegliere di rinunciare alle lusinghe del lato oscuro. I Sith sono condannati alla perdizione eterna se si esclude appunto Anakin Skywalker che riuscirà a tornare al lato chiaro ma al costo della vita.
Se ci pensate bene è proprio così. Riuscire a far ragionare una persona in preda alla rabbia è una cosa molto difficile.
Quando si "vive di assoluti" non si è padroni della propria razionalità. Si vede un mondo inesistente in cui coloro che politicamente la pensano come noi, sono angeli serafini e quindi meritevoli solo di lodi e applausi mentre coloro che la pensano diversamente da noi sono i peggiori tra i demoni e quindi dovrebbero solo morire o subire le peggiori torture.
SVEGLIATEVI!!
Questo mondo non esiste. La politica è fatta da uomini e non da angeli o demoni. E visto che la principale caratteristica dell'uomo, la sua arma suprema, è la ragione, non c'è NESSUNA MOTIVAZIONE AL MONDO per buttarla nel cesso e tirare la catena.
Questo modo di vedere il mondo in bianco o nero, escludendo non solo il grigio ma tutto il resto dei colori, non solo non ci fa bene ma ci sta conducendo alla rovina.
La classe politica italiana non è composta dai veri oligarchi. In parte ci sono in mezzo anche loro, ma la vera oligarchia di potere non coincide con la classe politica, ma muove i fili della classe politica.
All'oligarca non gliene frega niente di chi vince la competizione politica tra i vari partiti che sono in parlamento e tra molti che sono anche fuori del parlamento perché l'oligarca sa che chiunque vinca sarà sempre ai suoi ordini.
Il gioco degli uni contro gli altri armati è stato creato proprio dagli oligarchi per illudere il popolo che può cambiare le sue sorti scegliendo per uno schieramento piuttosto che per un altro.
Che questo gioco sia eterodiretto e non governato dagli stessi politici è abbastanza evidente se si ragiona su quello che sarebbe "CONVENIENTE" ai vari partiti politici.
Ragionate con me.
Prendiamo Casini. A Casini conviene effettivamente un sistema proporzionale in cui i governi si formano in parlamento dopo le elezioni.
Voglio precisare che se il parlamento deve essere il luogo della mediazione degli interessi dei cittadini effettivamente sarebbe più democratico un sistema in cui i governi sono frutto di mediazioni parlamentari.
In alternativa, e a mio parere preferibile, è meglio un sistema che separa totalmente il potere esecutivo da quello legislativo.
Un sistema che prevede la formazione di maggioranze prima del voto in realtà è meno democratico anche se è il cittadino a sceglierlo perché di fatto si IMPONE una maggioranza che poi NON DEVE MEDIARE con nessuno in parlamento.
Scegliere la maggioranza prima del voto significa di fatto scegliere una "DITTATURA DELLA MAGGIORANZA". Ecco a voi un classico esempio di come con la demagogia, l'oligarchia sia riuscita a far credere ai cittadini che il voto diretto di una maggioranza predeterminata sia espressione di democrazia.
Ma torniamo al nocciolo. A chi, oltre Casini, fa comodo un sistema proporzionale in cui chi sta al centro diventa di fatto determinante nella maggior parte dei casi?
Se ci pensate bene, conviene solo a Casini.
Eppure la situazione politica si sta evolvendo nella direzione che fa comodo a Casini e non fa comodo a tutti gli altri a meno che "gli altri" non intendano trasformarsi in "centristi" puri.
Ora, se la classe politica fosse realmente "dominante" e non eterodiretta, oggi non staremmo qui a discutere delle manovre di Casini per arrivare alla legge proporzionale alla tedesca.
Quale sarebbe la convenienza del PD? Il PD ha bisogno come della legge elettorale maggioritaria a doppio turno come un assetato ha bisogno di acqua nel deserto.
Soltanto con una legge maggioritaria a doppio turno il PD può finalmente assumere il ruolo dominante dello schieramento di centrosinistra senza doversi piegare alle logiche di coalizione che sono il motivo principale per cui il centrosinistra perde le elezioni. Perché con uno schieramento così disomogeneo è difficile trovare una linea programmatica comune. Già fatica a trovare una linea programmatica al suo interno, figuriamoci se deve mediare con Di Pietro, Vendola o altri attori della politica.
Quale sarebbe la convenienza di FLI? Anche FLI, nonostante oggi sia costretto di fatto a far parte di uno schieramento centrista, converrebbe un sistema maggioritario a doppio turno in cui può sfidare al primo turno il PDL proprio cercando i voti nel suo schieramento naturale.
Berlusconi è quello che più di ogni altro ha interesse affinché il bipolarismo continui con le forme delle maggioranze che si scelgono prima del voto. E per evitare il dissenso interno il suo maggiore interesse è fare le elezioni a turno unico in modo da poter accusare chi nella sua area si presenta al di fuori del suo schieramento di fare il gioco della sinistra e quindi polarizzare il voto degli elettori di centrodestra verso di lui.
Anche la Lega preferisce che il bipolarismo sia espressione di maggioranze predeterminate e quindi vede con sospetto il doppio turno anche perché nonostante tutto la Lega al nord non è il primo partito e in un doppio turno molti si turerebbero il naso per far vincere l'avversario della Lega chiunque esso sia.
IDV, SEL e altri partiti minori di centrosinistra magari entrerebbero in parlamento anche con una legge elettorale proporzionale ma non riuscirebbero a far parte di nessun governo.
Non avrebbero alcuna convenienza a promuovere un sistema maggioritario a doppio turno perché loro sono speculari a Berlusconi. Hanno bisogno che il PD sia imbrigliato e costretto a stare in coalizione con loro.
IDV e SEL non sono come FLI. A loro conviene maggiormente il sistema delle primarie piuttosto che il doppio turno. La ragione è che con le primarie possono fare la scalata al PD mentre nelle elezioni a doppio turno il PD si presenta da solo al primo turno e ragionevolmente ottiene i numeri per andare al ballottaggio contro la coalizione di centrodestra.
Cosa dovrebbero fare allora i partiti politici oggi per non consegnare la vittoria politica a Casini che ha una posizione minoritaria ma determinante?
Oggettivamente oggi né il PD e né il PDL possono vincere le elezioni perché difficilmente otterrebbero la maggioranza in tutte e due i rami del parlamento. Il terzo polo ha i numeri necessari per essere determinante al senato.
Chi dei due principali schieramenti dovesse vincere alla camera, si troverà costretto a fare i conti con Casini al senato
Berlusconi è quello che ha più da perdere questa volta. Se non vince in entrambe le camere è finito.
Ma anche il PD sta messo male. Oggettivamente con una legge proporzionale finirebbe per scindersi nuovamente e le possibilità che possa andare al governo sono pari a quelle che aveva il PCI nella cosiddetta prima repubblica.
La fine politica di Berlusconi potrebbe coincidere con la fine politica di tanti. Paradossalmente saranno tutti vittime della "DEMONIZZAZIONE" dell'avversario.
Perché se in questi sedici anni non si fossero screditati e insultati gli uni contro gli altri e si fossero invece legittimati a vicenda oggi ci sarebbe una semplice soluzione per entrambi gli schieramenti principali per evitare la fine del bipolarismo: la GROSSA COALIZIONE tra PDL e PD.
Ma siccome l'Odio, la Rabbia e la Paura sono la via per il lato oscuro alla fine vincerà Casini e la fine di Berlusconi coinciderà con la fine del bipolarismo e del maggioritario.
lunedì 22 novembre 2010
Oligarchia ed elezioni
In questo post cercherò di dimostrarvi perché le elezioni politiche sono di fatto condizionate totalmente dall'oligarchia.
Chi mi conosce sa che è da dieci anni che sto studiando il modo di creare una nuova società migliore di quella attuale. Tutto questo lavoro culminerà con la realizzazione di un libro, che spero prima o poi di riuscire a completare.
Cominciamo col dimostrare intanto che avevo visto giusto già da tanto tempo:
1) Post Marzo 2005
2) Post Ottobre 2005
Questi post furono scritti da me prima delle elezioni regionali del 2005 e quando venne approvata la legge elettorale "porcata" alla camera. Li scrissi su un newsgroup che frequentavo all'epoca.
Ricordai all'epoca che la legge passò con il voto segreto e con i voti di parte dell'opposizione che si andarono a sommare a quelli dell'allora governo Berlusconi.
Veniamo a oggi.
Oggi tutti si lamentano di questa, giustamente definita, porcata di legge elettorale ma bisogna ricordare che all'epoca la maggior parte del mondo politico fece solo finta di scandalizzarsi.
E pare che questa porcata abbia un solo padre, Calderoli, mentre tutti gli altri sono delle vergini vestali che si sono sempre opposte. Non è così. Voto segreto e la legge ha avuto i voti di parte dell'opposizione. Non smetterò mai di ricordarlo.
Dunque la legge elettorale è oggettivamente figlia di tutte le forze politiche presenti in parlamento all'epoca e che ancora oggi vi si trovano. La legge è figlia della legge elettorale della Toscana, legge che è stata fatta totalmente dal centrosinistra. Il centrodestra l'ha fatta diventare legge nazionale con alcune modifiche ed ha avuto il sostegno a voto segreto di parte dell'opposizione.
Ma cosa c'entra tutto ciò con l'oligarchia? Moltissimo.
Questa legge elimina di fatto la democrazia interna dei partiti. Coloro che all'interno di un partito dissentono dalla linea della segreteria di partito, bene che gli va vengono candidati in fondo alla lista bloccata. Se rompono proprio le scatole nella lista non ci finiscono nemmeno.
Certo, una volta eletti c'è sempre la possibilità che i parlamentari possano passare ad altri schieramenti con la speranza di essere rieletti, ma comunque questi parlamentari "ballerini" di solito non sono pericolosi per l'oligarchia essendo "facilmente comprabili".
Un altro "pregio" di questa legge elettorale sempre nell'ottica dell'oligarchia è che eliminando i collegi uninominali si usano i collegi della legge proporzionale. Non ricordo se sono cinque, ma comunque sono collegi molto ampi. In un collegio uninominale un cittadino che si fosse presentato con una lista civica contro i candidati dell'oligarchia poteva sempre farla franca. A livello di macro regioni proporzionali le liste civiche non hanno praticamente speranze.
L'ultimo vantaggio di questa legge sempre dal punto di vista dell'oligarchia è che utilizzando una legge proporzionale evitano il problema dei "collegi sicuri". Infatti la legge "mattarellum" costringeva i partiti grandi, per opportunismo, a candidare nei collegi dove avevano maggioranze bulgare gli esponenti dei piccoli partiti loro alleati di fatto creando un'enorme frammentazione del quadro politico.
Lo scopo dell'oligarchia è che chiunque sia eletto sia qualcuno che può controllare. Di conseguenza per l'oligarchia è necessario che le elezioni diventino molto costose in modo che i partiti politici abbiano bisogno di enormi fondi. E questi fondi chi glieli dà?
Il cosiddetto "rimborso elettorale" che i partiti politici si dividono a ogni elezione, non è assolutamente sufficiente a mantenere lo "status quo" e a farsi eleggere. I partiti politici sono in campagna elettorale perenne con la macchina della propaganda sempre attiva. Tutto questo ha un costo giornaliero spaventoso e difficilmente con i soldi del rimborso possono andare avanti per cinque anni, nonostante a noi poveri cittadini sembrano cifre enormi.
Nei partiti comandano quelli che hanno la capacità di raccogliere fondi, non quelli che hanno le idee migliori per il paese. Quindi di fatto comandano gli oligarchi.
Avete presente l'America? Barack Obama ha speso 600 milioni di dollari per diventare presidente contro i 200 milioni di McCain. Ce lo vedete voi un poveraccio che va in giro con i banchetti a chiedere fondi che riesce a raccogliere 200 milioni di dollari e invece di scappare in un paese tropicale che non concede estradizione decide di diventare presidente degli Stati Uniti? Senza i grossi finanziatori nel mondo occidentale non fai politica.
Questo vale anche in Italia. Pensate davvero che in Italia esistano partiti "puri" che non sono al soldo dei ricchi e potenti oligarchi? Siete davvero convinti che esista solo un caso in Italia di un parlamentare che aveva una casa pagata a "sua insaputa"?
Più le elezioni sono costose e più l'oligarchia domina.
Il terrore dell'oligarchia è un sistema elettorale che sia a costo zero.
In un sistema elettorale a costo zero, le idee prevalgono perché il denaro non conta.
In un sistema elettorale costoso invece è anche difficile la formazione di nuovi partiti.
L'oligarchia non vuole che i cittadini abbiano la possibilità di scegliere in modo democratico. L'oligarchia vuole che i cittadini si illudano di farlo votando per i suoi candidati.
Ah, per finire in provocazione... quanti nuovi partiti vedete partecipare a dibattiti televisivi durante una campagna elettorale? Non potete vederli. È previsto dalla legge "parcondicio", quella legge che teoricamente dovrebbe garantire parità di condizioni d'accesso. Peccato però che negli ultimi giorni di campagna elettorale sono solo i partiti già presenti in un parlamento regionale, statale o europeo a poter partecipare.
"Tutto questo è solo un caso?" direbbe un noto "cazzeggiatore" televisivo...
Chi mi conosce sa che è da dieci anni che sto studiando il modo di creare una nuova società migliore di quella attuale. Tutto questo lavoro culminerà con la realizzazione di un libro, che spero prima o poi di riuscire a completare.
Cominciamo col dimostrare intanto che avevo visto giusto già da tanto tempo:
1) Post Marzo 2005
2) Post Ottobre 2005
Questi post furono scritti da me prima delle elezioni regionali del 2005 e quando venne approvata la legge elettorale "porcata" alla camera. Li scrissi su un newsgroup che frequentavo all'epoca.
Ricordai all'epoca che la legge passò con il voto segreto e con i voti di parte dell'opposizione che si andarono a sommare a quelli dell'allora governo Berlusconi.
Veniamo a oggi.
Oggi tutti si lamentano di questa, giustamente definita, porcata di legge elettorale ma bisogna ricordare che all'epoca la maggior parte del mondo politico fece solo finta di scandalizzarsi.
E pare che questa porcata abbia un solo padre, Calderoli, mentre tutti gli altri sono delle vergini vestali che si sono sempre opposte. Non è così. Voto segreto e la legge ha avuto i voti di parte dell'opposizione. Non smetterò mai di ricordarlo.
Dunque la legge elettorale è oggettivamente figlia di tutte le forze politiche presenti in parlamento all'epoca e che ancora oggi vi si trovano. La legge è figlia della legge elettorale della Toscana, legge che è stata fatta totalmente dal centrosinistra. Il centrodestra l'ha fatta diventare legge nazionale con alcune modifiche ed ha avuto il sostegno a voto segreto di parte dell'opposizione.
Ma cosa c'entra tutto ciò con l'oligarchia? Moltissimo.
Questa legge elimina di fatto la democrazia interna dei partiti. Coloro che all'interno di un partito dissentono dalla linea della segreteria di partito, bene che gli va vengono candidati in fondo alla lista bloccata. Se rompono proprio le scatole nella lista non ci finiscono nemmeno.
Certo, una volta eletti c'è sempre la possibilità che i parlamentari possano passare ad altri schieramenti con la speranza di essere rieletti, ma comunque questi parlamentari "ballerini" di solito non sono pericolosi per l'oligarchia essendo "facilmente comprabili".
Un altro "pregio" di questa legge elettorale sempre nell'ottica dell'oligarchia è che eliminando i collegi uninominali si usano i collegi della legge proporzionale. Non ricordo se sono cinque, ma comunque sono collegi molto ampi. In un collegio uninominale un cittadino che si fosse presentato con una lista civica contro i candidati dell'oligarchia poteva sempre farla franca. A livello di macro regioni proporzionali le liste civiche non hanno praticamente speranze.
L'ultimo vantaggio di questa legge sempre dal punto di vista dell'oligarchia è che utilizzando una legge proporzionale evitano il problema dei "collegi sicuri". Infatti la legge "mattarellum" costringeva i partiti grandi, per opportunismo, a candidare nei collegi dove avevano maggioranze bulgare gli esponenti dei piccoli partiti loro alleati di fatto creando un'enorme frammentazione del quadro politico.
Lo scopo dell'oligarchia è che chiunque sia eletto sia qualcuno che può controllare. Di conseguenza per l'oligarchia è necessario che le elezioni diventino molto costose in modo che i partiti politici abbiano bisogno di enormi fondi. E questi fondi chi glieli dà?
Il cosiddetto "rimborso elettorale" che i partiti politici si dividono a ogni elezione, non è assolutamente sufficiente a mantenere lo "status quo" e a farsi eleggere. I partiti politici sono in campagna elettorale perenne con la macchina della propaganda sempre attiva. Tutto questo ha un costo giornaliero spaventoso e difficilmente con i soldi del rimborso possono andare avanti per cinque anni, nonostante a noi poveri cittadini sembrano cifre enormi.
Nei partiti comandano quelli che hanno la capacità di raccogliere fondi, non quelli che hanno le idee migliori per il paese. Quindi di fatto comandano gli oligarchi.
Avete presente l'America? Barack Obama ha speso 600 milioni di dollari per diventare presidente contro i 200 milioni di McCain. Ce lo vedete voi un poveraccio che va in giro con i banchetti a chiedere fondi che riesce a raccogliere 200 milioni di dollari e invece di scappare in un paese tropicale che non concede estradizione decide di diventare presidente degli Stati Uniti? Senza i grossi finanziatori nel mondo occidentale non fai politica.
Questo vale anche in Italia. Pensate davvero che in Italia esistano partiti "puri" che non sono al soldo dei ricchi e potenti oligarchi? Siete davvero convinti che esista solo un caso in Italia di un parlamentare che aveva una casa pagata a "sua insaputa"?
Più le elezioni sono costose e più l'oligarchia domina.
Il terrore dell'oligarchia è un sistema elettorale che sia a costo zero.
In un sistema elettorale a costo zero, le idee prevalgono perché il denaro non conta.
In un sistema elettorale costoso invece è anche difficile la formazione di nuovi partiti.
L'oligarchia non vuole che i cittadini abbiano la possibilità di scegliere in modo democratico. L'oligarchia vuole che i cittadini si illudano di farlo votando per i suoi candidati.
Ah, per finire in provocazione... quanti nuovi partiti vedete partecipare a dibattiti televisivi durante una campagna elettorale? Non potete vederli. È previsto dalla legge "parcondicio", quella legge che teoricamente dovrebbe garantire parità di condizioni d'accesso. Peccato però che negli ultimi giorni di campagna elettorale sono solo i partiti già presenti in un parlamento regionale, statale o europeo a poter partecipare.
"Tutto questo è solo un caso?" direbbe un noto "cazzeggiatore" televisivo...
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