È un po' che non scrivo niente ma non è perché ho finito le idee, ma semplicemente perché ci sono questioni personali che stanno prendendo il sopravvento.
Spero di poter al più presto riprendere a postare con più frequenza.
Questo blog è lo sfogo di uno che è stufo della politica gridata, fatta con la pancia e non con la testa. La ragione è ciò che ci distingue dagli animali, non la pancia. L'unico modo per cambiare questa società è allora quello di usare la ragione.
venerdì 29 aprile 2011
mercoledì 13 aprile 2011
Economia - non tutto è in evidenza...
Perché questo post invece di uno di stretta attualità politica? Il fatto è che il livello intellettivo dell'attualità politica è talmente basso che difficilmente riuscirei a dire qualcosa di molto più interessante di quello che si sente in tv o si legge sui giornali o su internet.
Allora voglio parlare di economia ma puntando l'attenzione su questioni che spesso non sono così evidenti.
Tutti noi quando parliamo di economia spesso parliamo di costi e ricavi che sono evidenti. Per esempio, quando facciamo un acquisto guardiamo il prezzo.
Il prezzo di un bene o servizio è però solo una parte del costo reale.
Per farvi capire cosa intendo vi parlerò del film "Star Wars".
Star Wars (episodio IV) quando uscì nel 1977 realizzò un incasso record. Ancora oggi viene considerato uno dei film di maggiore incasso di tutti i tempi.
C'è un problema però. Quando viene stilata la classifica dei film che hanno incassato di più si tiene conto del valore dell'inflazione tra i diversi anni. Perché ovviamente non si può paragonare l'incasso di un film del 1977 con uno del 2010 se non si tiene conto dell'inflazione.
Il problema è che ci sono altri fattori di cui dovremmo tenere conto realmente. Per esempio, nel 1977 la popolazione mondiale era inferiore a quella del 2010, tanto per dirne uno. Anche il numero di sale cinematografiche è uno di questi.
Perché?
Se per molti è facile comprendere il perché la popolazione mondiale (soprattutto dei paesi dove viene proiettato il film) è un fattore importante, più difficile è valutare la questione delle sale cinematografiche dove il film stesso viene proiettato.
Pensate a questa cosa: quando Star Wars - A new hope uscì negli Stati Uniti, venne proiettato in meno di 40 sale in tutto il territorio. Avete presente quanto sono grandi gli Stati Uniti? Eppure negli Stati Uniti il film incassò più di 400 milioni di dollari.
La gente pur di andare a vedere il film era disposta a fare file lunghissime e anche a fare diversi chilometri per raggiungere la sala cinematografica dove veniva proiettato.
Mi spiego meglio. Immaginate di avere una sala cinematografica che proietta il film a 10 chilometri da casa vostra.
Di sicuro non ci andate a piedi e quindi al costo del biglietto dovreste aggiungere anche il costo della benzina oppure dei biglietti dei mezzi pubblici, oppure il costo di un taxi.
Questo costo di sicuro non viene inserito nell'incasso del film, ma fa parte della spesa che tutti noi facciamo quando andiamo a vedere un film.
Questi costi sono importanti perché scoraggiano le persone ad andare a vedere il film.
Ma anche il fattore tempo ha la sua importanza e il suo costo relativo. Quanto vale il vostro tempo? Per voi è indifferente fare 10 minuti di fila rispetto a stare in fila per un'ora?
Allora voi immaginate che cosa voleva dire nel 1977 farsi chilometri per andare alla sala cinematografica dove veniva proiettato Star Wars e poi farsi anche ore di fila. Meno di quaranta sale in tutti gli Stati Uniti.
Ora pensate agli oltre 2200 schermi 3d dove venne proiettato Avatar tra Stati Uniti e Canada.
Nonostante Avatar sia il film che ha incassato di più nella storia, anche considerando l'inflazione, se tenessimo conto della disparità di numero di sale, nessun film finora è in grado di competere anche lontanamente con Star Wars, perché se si considerano solo i soldi dell'incasso è un conto, se si considera invece quanto effettivamente sono stati disposti a spendere le persone per andare a vedere Star Wars (tra prezzo del biglietto, spese per il viaggio, perdita di tempo) anche considerando l'inflazione (e anche considerando che nelle sale 3d di Avatar il biglietto costava di più...) mi sento di dire senza dubbi che Star Wars è stato il più grande successo fino ai giorni d'oggi.
Quindi quando considerate il costo di un bene o un servizio, dovete considerare oltre il prezzo anche dei costi che avete dovuto affrontare per comprarlo, in particolare il costo del trasporto e del tempo che impiegate.
Allora voglio parlare di economia ma puntando l'attenzione su questioni che spesso non sono così evidenti.
Tutti noi quando parliamo di economia spesso parliamo di costi e ricavi che sono evidenti. Per esempio, quando facciamo un acquisto guardiamo il prezzo.
Il prezzo di un bene o servizio è però solo una parte del costo reale.
Per farvi capire cosa intendo vi parlerò del film "Star Wars".
Star Wars (episodio IV) quando uscì nel 1977 realizzò un incasso record. Ancora oggi viene considerato uno dei film di maggiore incasso di tutti i tempi.
C'è un problema però. Quando viene stilata la classifica dei film che hanno incassato di più si tiene conto del valore dell'inflazione tra i diversi anni. Perché ovviamente non si può paragonare l'incasso di un film del 1977 con uno del 2010 se non si tiene conto dell'inflazione.
Il problema è che ci sono altri fattori di cui dovremmo tenere conto realmente. Per esempio, nel 1977 la popolazione mondiale era inferiore a quella del 2010, tanto per dirne uno. Anche il numero di sale cinematografiche è uno di questi.
Perché?
Se per molti è facile comprendere il perché la popolazione mondiale (soprattutto dei paesi dove viene proiettato il film) è un fattore importante, più difficile è valutare la questione delle sale cinematografiche dove il film stesso viene proiettato.
Pensate a questa cosa: quando Star Wars - A new hope uscì negli Stati Uniti, venne proiettato in meno di 40 sale in tutto il territorio. Avete presente quanto sono grandi gli Stati Uniti? Eppure negli Stati Uniti il film incassò più di 400 milioni di dollari.
La gente pur di andare a vedere il film era disposta a fare file lunghissime e anche a fare diversi chilometri per raggiungere la sala cinematografica dove veniva proiettato.
Mi spiego meglio. Immaginate di avere una sala cinematografica che proietta il film a 10 chilometri da casa vostra.
Di sicuro non ci andate a piedi e quindi al costo del biglietto dovreste aggiungere anche il costo della benzina oppure dei biglietti dei mezzi pubblici, oppure il costo di un taxi.
Questo costo di sicuro non viene inserito nell'incasso del film, ma fa parte della spesa che tutti noi facciamo quando andiamo a vedere un film.
Questi costi sono importanti perché scoraggiano le persone ad andare a vedere il film.
Ma anche il fattore tempo ha la sua importanza e il suo costo relativo. Quanto vale il vostro tempo? Per voi è indifferente fare 10 minuti di fila rispetto a stare in fila per un'ora?
Allora voi immaginate che cosa voleva dire nel 1977 farsi chilometri per andare alla sala cinematografica dove veniva proiettato Star Wars e poi farsi anche ore di fila. Meno di quaranta sale in tutti gli Stati Uniti.
Ora pensate agli oltre 2200 schermi 3d dove venne proiettato Avatar tra Stati Uniti e Canada.
Nonostante Avatar sia il film che ha incassato di più nella storia, anche considerando l'inflazione, se tenessimo conto della disparità di numero di sale, nessun film finora è in grado di competere anche lontanamente con Star Wars, perché se si considerano solo i soldi dell'incasso è un conto, se si considera invece quanto effettivamente sono stati disposti a spendere le persone per andare a vedere Star Wars (tra prezzo del biglietto, spese per il viaggio, perdita di tempo) anche considerando l'inflazione (e anche considerando che nelle sale 3d di Avatar il biglietto costava di più...) mi sento di dire senza dubbi che Star Wars è stato il più grande successo fino ai giorni d'oggi.
Quindi quando considerate il costo di un bene o un servizio, dovete considerare oltre il prezzo anche dei costi che avete dovuto affrontare per comprarlo, in particolare il costo del trasporto e del tempo che impiegate.
sabato 2 aprile 2011
Il paese della paura.
Da qualche giorno, dimenticata in parte la paura del nucleare, in Italia e in Europa, si sta affacciando una nuova paura, quella degli immigrati.
Partiamo dal concetto che gli immigrati sono uomini come tutti noi, solo un po' più sfortunati. Partiamo anche dal concetto che la maggior parte degli uomini sono per natura delle brave persone. L'immigrato non fa eccezione.
La maggior parte di loro sono brave persone.
E come la maggior parte delle persone chiede solo di poter avere una vita decente.
Ci tengo a specificarlo perché sento troppo spesso le parole "perché non se ne stanno a casa loro?" oppure "perché dobbiamo prenderci quella gente lì?".
Vi ribalto le domande... voi ci andreste a vivere, adeguandovi al tenore di vita, in quella che chiamate "casa loro"?
Se la risposta è no, perché quelle persone dovrebbero fare qualcosa che voi non sareste disposti a fare?
Dove sta scritto che la bella vita la devono fare solo gli europei, gli italiani oppure semplicemente i piemontesi o i lombardi, mentre i tunisini si devono adeguare alla miseria?
Dove sta scritto?
Ancora più stupide sono le parole "quella gente lì". Perché noi che gente siamo? Siamo quelli che hanno fatto in modo che i prezzi alimentari salissero al punto che "quella gente lì" non ce la fa a vivere nei loro paesi, o a "casa loro" come qualcuno dice.
In Tunisia si sono ribellati al regime di Ben Alì e cosa hanno concluso al momento? Che c'è un regime diverso dove ci sono inclusi anche ministri del vecchio regime.
Certo, potrebbero benissimo fare una guerra civile, come in Libia, così almeno nessun leghista avrebbe la scusa imbecille per dichiarare che lui vuole i profughi e non i clandestini.
Con una bella guerra civile in Tunisia tutti i tunisini diventerebbero automaticamente profughi.
La verità è che se ci fosse una guerra civile in Tunisia, i leghisti inventerebbero una scusa qualsiasi per dire che devono essere respinti.
La verità è che nel nostro paese è vincente la cultura della paura. E sono i partiti politici ad alimentarla.
Tutti i partiti politici.
Finché noi ci faremo dominare dalla cultura della paura saremmo incapaci di risollevarci e costruire una società nuova.
La più potente e durevole società dell'occidente, la civiltà romana, era una società inclusiva che lasciava ai popoli conquistati la possibilità di mantenere i loro usi e costumi e perfino il loro culto, se queste cose non si opponevano alla stabilità della società romana.
Il cristianesimo fu perseguitato per due motivi: 1) perché predicava contro la schiavitù e quindi minava le fondamenta economiche della società romana. 2) perché disconosceva ogni altro culto religioso, compresa la divinità dell'imperatore, creando quindi delle tensioni sociali tra gruppi che seguivano culti differenti.
Il cristianesimo era socialmente destabilizzante per la società romana, ma alla fine si impose non perché i cittadini improvvisamente vennero fulminati tutti sulla via di Damasco come San Paolo, ma perché le società basate sullo schiavismo sono destinate a fallire sotto la pressione di enormi costi sociali.
L'islamismo potrebbe essere ugualmente destabilizzante per la cultura occidentale, se non fosse che i costi sociali delle società islamiche sono superiori a quelli delle società laiche occidentali.
Infatti in Africa e nel medio oriente non è in atto una rivoluzione basata sulla religione, ma è una rivolta laica.
Maggiori sono i costi sociali di una società e maggiori sono le probabilità che quella società fallisca.
Di conseguenza ci sono più probabilità che fallisca una società islamica piuttosto che una società laica.
La ragione è semplice. Maggiori sono le libertà che si concedono ai cittadini e minore saranno i costi sia economici che sociali della società stessa, pertanto a società libere corrispondono generalmente società più ricche.
Dobbiamo essere consapevoli di queste cose, perché noi dobbiamo cercare di costruire società più libere e aperte culturalmente per vincere contro modelli di società che invece liberi e aperti non sono.
Partiamo dal concetto che gli immigrati sono uomini come tutti noi, solo un po' più sfortunati. Partiamo anche dal concetto che la maggior parte degli uomini sono per natura delle brave persone. L'immigrato non fa eccezione.
La maggior parte di loro sono brave persone.
E come la maggior parte delle persone chiede solo di poter avere una vita decente.
Ci tengo a specificarlo perché sento troppo spesso le parole "perché non se ne stanno a casa loro?" oppure "perché dobbiamo prenderci quella gente lì?".
Vi ribalto le domande... voi ci andreste a vivere, adeguandovi al tenore di vita, in quella che chiamate "casa loro"?
Se la risposta è no, perché quelle persone dovrebbero fare qualcosa che voi non sareste disposti a fare?
Dove sta scritto che la bella vita la devono fare solo gli europei, gli italiani oppure semplicemente i piemontesi o i lombardi, mentre i tunisini si devono adeguare alla miseria?
Dove sta scritto?
Ancora più stupide sono le parole "quella gente lì". Perché noi che gente siamo? Siamo quelli che hanno fatto in modo che i prezzi alimentari salissero al punto che "quella gente lì" non ce la fa a vivere nei loro paesi, o a "casa loro" come qualcuno dice.
In Tunisia si sono ribellati al regime di Ben Alì e cosa hanno concluso al momento? Che c'è un regime diverso dove ci sono inclusi anche ministri del vecchio regime.
Certo, potrebbero benissimo fare una guerra civile, come in Libia, così almeno nessun leghista avrebbe la scusa imbecille per dichiarare che lui vuole i profughi e non i clandestini.
Con una bella guerra civile in Tunisia tutti i tunisini diventerebbero automaticamente profughi.
La verità è che se ci fosse una guerra civile in Tunisia, i leghisti inventerebbero una scusa qualsiasi per dire che devono essere respinti.
La verità è che nel nostro paese è vincente la cultura della paura. E sono i partiti politici ad alimentarla.
Tutti i partiti politici.
Finché noi ci faremo dominare dalla cultura della paura saremmo incapaci di risollevarci e costruire una società nuova.
La più potente e durevole società dell'occidente, la civiltà romana, era una società inclusiva che lasciava ai popoli conquistati la possibilità di mantenere i loro usi e costumi e perfino il loro culto, se queste cose non si opponevano alla stabilità della società romana.
Il cristianesimo fu perseguitato per due motivi: 1) perché predicava contro la schiavitù e quindi minava le fondamenta economiche della società romana. 2) perché disconosceva ogni altro culto religioso, compresa la divinità dell'imperatore, creando quindi delle tensioni sociali tra gruppi che seguivano culti differenti.
Il cristianesimo era socialmente destabilizzante per la società romana, ma alla fine si impose non perché i cittadini improvvisamente vennero fulminati tutti sulla via di Damasco come San Paolo, ma perché le società basate sullo schiavismo sono destinate a fallire sotto la pressione di enormi costi sociali.
L'islamismo potrebbe essere ugualmente destabilizzante per la cultura occidentale, se non fosse che i costi sociali delle società islamiche sono superiori a quelli delle società laiche occidentali.
Infatti in Africa e nel medio oriente non è in atto una rivoluzione basata sulla religione, ma è una rivolta laica.
Maggiori sono i costi sociali di una società e maggiori sono le probabilità che quella società fallisca.
Di conseguenza ci sono più probabilità che fallisca una società islamica piuttosto che una società laica.
La ragione è semplice. Maggiori sono le libertà che si concedono ai cittadini e minore saranno i costi sia economici che sociali della società stessa, pertanto a società libere corrispondono generalmente società più ricche.
Dobbiamo essere consapevoli di queste cose, perché noi dobbiamo cercare di costruire società più libere e aperte culturalmente per vincere contro modelli di società che invece liberi e aperti non sono.
martedì 22 marzo 2011
Libia - Vuoto di potere della presidenza USA...
Voglio dirlo senza giri di parole. Il problema di quello che sta succedendo in Libia si chiama Barack Obama.
Mai visto un presidente degli USA così indeciso e così incapace di prendere una posizione netta e forte.
L'uomo che è a capo della più grande potenza del mondo e che dovrebbe fare da guida in situazioni di tensione internazionale come hanno sempre fatto gli USA, sembra non sapere che pesci prendere.
Quando si crea un vuoto di potere, c'è sempre qualcuno che cerca di riempirlo e non è un caso che i francesi abbiano subito cercato di farlo, anche perché dopo aver perso il ruolo che avevano in Iraq hanno pensato di poterlo ottenere in Libia.
La risoluzione dell'ONU che dovrebbe garantire la NFZ (no fly zone), non prevede la rimozione del regime libico e pertanto è una risoluzione che manca dell'indirizzo politico nell'azione militare, cosa gravissima, perché per i militari non c'è niente di peggio della mancanza d'indirizzo politico.
Con questa risoluzione, il regime libico potrebbe sopravvivere a lungo e addirittura riconquistare il controllo di tutte le città in mano ai ribelli.
Devo anche dire che una risoluzione diversa sarebbe stata impossibile perché la Russia e la Cina avrebbero posto il loro veto.
Ora però che siamo finiti in questa situazione che difficilmente porterà a qualcosa di concreto per il popolo libico, addirittura gli USA vorrebbero defilarsi e lasciare la patata bollente in mano ad altri.
Comincio seriamente a pensare che l'amministrazione Obama potrebbe essere ricordata come la peggiore che gli USA abbiano avuto, perché non c'è niente di peggio di un presidente che non decide e che quando può si defila affidando le responsabilità ad altri.
Mi chiedo se Sarkozy avrebbe mai potuto alzare la testa con presidenti americani come Reagan, Bush padre, Clinton e Bush figlio. Credo proprio di no. Credo che la catena di comando sarebbe stata chiara fin da subito. Gli americani si sarebbero messi a capo da subito.
Caro Obama, come dice l'Uomo Ragno nel film, da un grande potere derivano grandi responsabilità.
La sua indecisione sta aumentando il livello di conflittualità all'interno della coalizione stessa e questo, nonostante tutte le buone intenzioni, non fa bene al mondo.
Mai visto un presidente degli USA così indeciso e così incapace di prendere una posizione netta e forte.
L'uomo che è a capo della più grande potenza del mondo e che dovrebbe fare da guida in situazioni di tensione internazionale come hanno sempre fatto gli USA, sembra non sapere che pesci prendere.
Quando si crea un vuoto di potere, c'è sempre qualcuno che cerca di riempirlo e non è un caso che i francesi abbiano subito cercato di farlo, anche perché dopo aver perso il ruolo che avevano in Iraq hanno pensato di poterlo ottenere in Libia.
La risoluzione dell'ONU che dovrebbe garantire la NFZ (no fly zone), non prevede la rimozione del regime libico e pertanto è una risoluzione che manca dell'indirizzo politico nell'azione militare, cosa gravissima, perché per i militari non c'è niente di peggio della mancanza d'indirizzo politico.
Con questa risoluzione, il regime libico potrebbe sopravvivere a lungo e addirittura riconquistare il controllo di tutte le città in mano ai ribelli.
Devo anche dire che una risoluzione diversa sarebbe stata impossibile perché la Russia e la Cina avrebbero posto il loro veto.
Ora però che siamo finiti in questa situazione che difficilmente porterà a qualcosa di concreto per il popolo libico, addirittura gli USA vorrebbero defilarsi e lasciare la patata bollente in mano ad altri.
Comincio seriamente a pensare che l'amministrazione Obama potrebbe essere ricordata come la peggiore che gli USA abbiano avuto, perché non c'è niente di peggio di un presidente che non decide e che quando può si defila affidando le responsabilità ad altri.
Mi chiedo se Sarkozy avrebbe mai potuto alzare la testa con presidenti americani come Reagan, Bush padre, Clinton e Bush figlio. Credo proprio di no. Credo che la catena di comando sarebbe stata chiara fin da subito. Gli americani si sarebbero messi a capo da subito.
Caro Obama, come dice l'Uomo Ragno nel film, da un grande potere derivano grandi responsabilità.
La sua indecisione sta aumentando il livello di conflittualità all'interno della coalizione stessa e questo, nonostante tutte le buone intenzioni, non fa bene al mondo.
domenica 20 marzo 2011
Perché non possiamo rinunciare al nucleare.
Girando per la rete in questi giorni, non solo ho aumentato di molto le mie conoscenze in materia di energia in generale che erano già molto buone, ma ho accresciuto notevolmente le mie conoscenze in materia di nucleare e di come funziona.
Oggi ho trovato questo articolo che mi vede perfettamente d'accordo. Corrisponde a tutte le ricerche che ho fatto.
http://affaritaliani.libero.it/green/nucelare160311.html
Come ho accennato altre volte inoltre per alcune energie rinnovabili ci sono dei problemi che sono legati al famoso principio di scarsità dell'economia.
Il terreno che viene destinato alla produzione di energia non lo si può usare per produrre cibo.
Certo, le centrali nucleari fanno paura. E tutti vogliono avere la coscienza pulita e pensare che se nel futuro ci dovesse essere una catastrofe nucleare questo non sia dipeso da noi.
Il punto è che le nostre scelte di oggi rischiano di far morire milioni di persone povere perché andranno a incidere sul prezzo del cibo che non saranno più in grado di comprare.
Il punto è che le nostre scelte causeranno delle guerre per questo motivo. Milioni di morti certi di cui probabilmente non ce ne fregherà niente perché non saranno nel giardino di casa nostra, ma lontani, in Africa.
Al massimo qualcuno proverà fastidio nel vedersi arrivare una marea di immigrati nel suo paese e deciderà per questo di votare movimenti politici che decidano politiche contro l'immigrazione.
La verità? Scegliere contro il nucleare a favore di alcune scelte scellerate di questo tipo può portare all'ascesa in Europa di movimenti di estrema destra. Ricordatevelo quando andrete a votare. Pensate al futuro.
Pensate a tutta quella povera gente che non riuscirà più a comprare da mangiare. Pensate ai vostri figli che pagheranno l'energia a un prezzo maggiore di quanto la paghiamo oggi e che quindi saranno più poveri.
Meditate gente, meditate.
Oggi ho trovato questo articolo che mi vede perfettamente d'accordo. Corrisponde a tutte le ricerche che ho fatto.
http://affaritaliani.libero.it/green/nucelare160311.html
Come ho accennato altre volte inoltre per alcune energie rinnovabili ci sono dei problemi che sono legati al famoso principio di scarsità dell'economia.
Il terreno che viene destinato alla produzione di energia non lo si può usare per produrre cibo.
Certo, le centrali nucleari fanno paura. E tutti vogliono avere la coscienza pulita e pensare che se nel futuro ci dovesse essere una catastrofe nucleare questo non sia dipeso da noi.
Il punto è che le nostre scelte di oggi rischiano di far morire milioni di persone povere perché andranno a incidere sul prezzo del cibo che non saranno più in grado di comprare.
Il punto è che le nostre scelte causeranno delle guerre per questo motivo. Milioni di morti certi di cui probabilmente non ce ne fregherà niente perché non saranno nel giardino di casa nostra, ma lontani, in Africa.
Al massimo qualcuno proverà fastidio nel vedersi arrivare una marea di immigrati nel suo paese e deciderà per questo di votare movimenti politici che decidano politiche contro l'immigrazione.
La verità? Scegliere contro il nucleare a favore di alcune scelte scellerate di questo tipo può portare all'ascesa in Europa di movimenti di estrema destra. Ricordatevelo quando andrete a votare. Pensate al futuro.
Pensate a tutta quella povera gente che non riuscirà più a comprare da mangiare. Pensate ai vostri figli che pagheranno l'energia a un prezzo maggiore di quanto la paghiamo oggi e che quindi saranno più poveri.
Meditate gente, meditate.
giovedì 17 marzo 2011
150° Unità d'Italia.
E sono 150 anni che dobbiamo fare gli italiani...
Una volta l'Italia era un'espressione geografica, poi è diventata una nazione. Peccato che gli "italiani" siano rimasti un'espressione linguistica.
Auguri Italia! Con l'augurio che prima o poi gli italiani diventino veramente il popolo che questa nazione merita.
Un popolo che non ha paura del futuro. Un popolo capace di decidere, capace di costruire. Capace di affrontare le sfide più difficili proprio perché sono difficili, senza tirarsi indietro.
Un popolo capace di vivere nella bellezza e di creare bellezza, come abbiamo sempre fatto. Ci sono più opere d'arte negli scantinati dei nostri musei di quante ce ne siano esposte al pubblico nella maggioranza delle nazioni del mondo.
Invece che cosa siamo? Siamo persone incapaci di festeggiare la nostra unità. Ce ne ricordiamo ogni 50 anni se va bene e c'è anche chi pensa che sia meglio andare a lavorare quando ce ne ricordiamo.
Siamo persone che hanno paura di ogni innovazione. Di fronte alle sfide difficili ci sediamo e non facciamo niente, troppo pericoloso. Siamo persone incapaci di fidarci gli uni con gli altri, pronti a pensare che l'altro è pronto a fregarci perché, sotto sotto, noi faremmo la stessa cosa.
Ci ricordiamo di essere italiani solo quando la nazionale di calcio vince e allora via con i caroselli di bandiere, le trombe e i cori da stadio. Oppure quando vince la Ferrari o siamo pronti a festeggiare quando Bartali vince il Tour de France riportando la pace in un paese sull'orlo di una rivolta dopo l'attentato a Togliatti.
E allora auguri Italia, perché ne hai veramente bisogno, perché chi lo sa se ci sarà un altro giorno come questo da festeggiare, visto il popolo che ti rappresenta.
Una volta l'Italia era un'espressione geografica, poi è diventata una nazione. Peccato che gli "italiani" siano rimasti un'espressione linguistica.
Auguri Italia! Con l'augurio che prima o poi gli italiani diventino veramente il popolo che questa nazione merita.
Un popolo che non ha paura del futuro. Un popolo capace di decidere, capace di costruire. Capace di affrontare le sfide più difficili proprio perché sono difficili, senza tirarsi indietro.
Un popolo capace di vivere nella bellezza e di creare bellezza, come abbiamo sempre fatto. Ci sono più opere d'arte negli scantinati dei nostri musei di quante ce ne siano esposte al pubblico nella maggioranza delle nazioni del mondo.
Invece che cosa siamo? Siamo persone incapaci di festeggiare la nostra unità. Ce ne ricordiamo ogni 50 anni se va bene e c'è anche chi pensa che sia meglio andare a lavorare quando ce ne ricordiamo.
Siamo persone che hanno paura di ogni innovazione. Di fronte alle sfide difficili ci sediamo e non facciamo niente, troppo pericoloso. Siamo persone incapaci di fidarci gli uni con gli altri, pronti a pensare che l'altro è pronto a fregarci perché, sotto sotto, noi faremmo la stessa cosa.
Ci ricordiamo di essere italiani solo quando la nazionale di calcio vince e allora via con i caroselli di bandiere, le trombe e i cori da stadio. Oppure quando vince la Ferrari o siamo pronti a festeggiare quando Bartali vince il Tour de France riportando la pace in un paese sull'orlo di una rivolta dopo l'attentato a Togliatti.
E allora auguri Italia, perché ne hai veramente bisogno, perché chi lo sa se ci sarà un altro giorno come questo da festeggiare, visto il popolo che ti rappresenta.
mercoledì 16 marzo 2011
Fissione Nucleare, un po' di numeri...
Bisogna essere informati sui numeri.
Ecco alcune cifre approssimative che potete ricavare dai red book della IAEA.
Bisogna anche considerare che l'uranio è un elemento molto diffuso sulla Terra, molto più dell'oro tanto per fare un paragone. Piccolissime quantità sono presenti praticamente ovunque, dalle rocce, al terreno, all'acqua, agli esseri viventi.
Abbiamo una giacenza tra MOX e Uranio arricchito che può fare andare avanti le centrali nucleari per 20 anni.
A questa giacenza dobbiamo aggiungere le circa 5 milioni di tonnellate di Uranio reperibili dai giacimenti a un costo inferiore ai 130 $/Kg.
Con questo quantitativo potremmo mandare avanti le centrali per altri 70 anni.
A questo quantitativo dobbiamo aggiungere l'Uranio reperibile a un costo superiore ai 130 $/Kg dai giacimenti per un quantitativo che si trova intorno ai 10 milioni di tonnellate.
Considerando tutto, potremmo andare avanti per 240 anni circa.
Bisogna considerare però che le centrali di quarta generazione hanno la capacità di sfruttare il semplice Uranio 238 che costituisce il 99,3% del totale degli isotopi.
Questo vuol dire che con le centrali di quarta generazione che inizieranno a funzionare dal 2030, i tempi di utilizzo dell'Uranio si moltiplicheranno per un fattore 60. Vale a dire migliaia di anni.
Se si potesse estrarre dall'acqua degli oceani l'Uranio, ne otterremo una quantità incredibile considerando il fatto che ci sono 13 mg/m^3.
Ma anche quando dovesse esaurirsi l'Uranio, c'è da considerare che il Torio è 3,5 volte più diffuso dell'Uranio sul nostro pianeta.
Per quanto riguarda la radioattività e la radiotossicità, bisogna dire che l'Uranio naturale ha una radioattività paragonabile alla radioattività di fondo presente ovunque.
L'uranio naturale (isotopi 234, 235, 238) si dice arricchito quando si aumenta la percentuale dell'isotopo 235 e si dice impoverito quando invece ne viene privato.
L'uranio impoverito (quasi totalmente uranio 238 e quindi a solo decadimento alfa) viene usato anche per scopi civili come materiale per schermatura dalle radiazioni (anche in campo medico), come contrappeso in applicazioni aerospaziali di aerei (alettoni, piani di coda...), elicotteri, navi. Viene usato anche in campo petrolifero, nei rotori giroscopici ad alte prestazioni e perfino nelle mazze da golf e nella colorazione di ceramiche e vetri.
Quando un materiale ha una radioattività pari a quella dell'uranio naturale viene considerato inerte.
Inerte non vuol dire che non è dannoso per la salute.
L'uranio può danneggiare la salute se viene inalato, se viene ingerito e se viene a contatto con le ferite.
Questo è il motivo, a mio avviso, per il quale usarlo all'interno dei proiettili è da criminali. Perché le probabilità che l'uranio venga inalato o venga a contatto con le ferite è elevato. Ovviamente anche una prolungata esposizione alle radiazioni può far male alla salute specie se la quantità d'uranio è significativa.
Per quanto riguarda il volume delle scorie prodotte dalle centrali nucleari di tutte il mondo, queste potrebbero stare tutte all'interno di uno stadio da basket. Essendo il volume delle scorie di queste centrali così esiguo, la maggior parte delle centrali nucleari preferisce tenerle stoccate all'interno stesso della centrale.
Il problema delle scorie ad alta radioattività (specie da plutonio) è che non possono essere messe compattate per evitare problemi di surriscaldamento e fusione dei materiali stessi..
Ecco alcune cifre approssimative che potete ricavare dai red book della IAEA.
Bisogna anche considerare che l'uranio è un elemento molto diffuso sulla Terra, molto più dell'oro tanto per fare un paragone. Piccolissime quantità sono presenti praticamente ovunque, dalle rocce, al terreno, all'acqua, agli esseri viventi.
Abbiamo una giacenza tra MOX e Uranio arricchito che può fare andare avanti le centrali nucleari per 20 anni.
A questa giacenza dobbiamo aggiungere le circa 5 milioni di tonnellate di Uranio reperibili dai giacimenti a un costo inferiore ai 130 $/Kg.
Con questo quantitativo potremmo mandare avanti le centrali per altri 70 anni.
A questo quantitativo dobbiamo aggiungere l'Uranio reperibile a un costo superiore ai 130 $/Kg dai giacimenti per un quantitativo che si trova intorno ai 10 milioni di tonnellate.
Considerando tutto, potremmo andare avanti per 240 anni circa.
Bisogna considerare però che le centrali di quarta generazione hanno la capacità di sfruttare il semplice Uranio 238 che costituisce il 99,3% del totale degli isotopi.
Questo vuol dire che con le centrali di quarta generazione che inizieranno a funzionare dal 2030, i tempi di utilizzo dell'Uranio si moltiplicheranno per un fattore 60. Vale a dire migliaia di anni.
Se si potesse estrarre dall'acqua degli oceani l'Uranio, ne otterremo una quantità incredibile considerando il fatto che ci sono 13 mg/m^3.
Ma anche quando dovesse esaurirsi l'Uranio, c'è da considerare che il Torio è 3,5 volte più diffuso dell'Uranio sul nostro pianeta.
Per quanto riguarda la radioattività e la radiotossicità, bisogna dire che l'Uranio naturale ha una radioattività paragonabile alla radioattività di fondo presente ovunque.
L'uranio naturale (isotopi 234, 235, 238) si dice arricchito quando si aumenta la percentuale dell'isotopo 235 e si dice impoverito quando invece ne viene privato.
L'uranio impoverito (quasi totalmente uranio 238 e quindi a solo decadimento alfa) viene usato anche per scopi civili come materiale per schermatura dalle radiazioni (anche in campo medico), come contrappeso in applicazioni aerospaziali di aerei (alettoni, piani di coda...), elicotteri, navi. Viene usato anche in campo petrolifero, nei rotori giroscopici ad alte prestazioni e perfino nelle mazze da golf e nella colorazione di ceramiche e vetri.
Quando un materiale ha una radioattività pari a quella dell'uranio naturale viene considerato inerte.
Inerte non vuol dire che non è dannoso per la salute.
L'uranio può danneggiare la salute se viene inalato, se viene ingerito e se viene a contatto con le ferite.
Questo è il motivo, a mio avviso, per il quale usarlo all'interno dei proiettili è da criminali. Perché le probabilità che l'uranio venga inalato o venga a contatto con le ferite è elevato. Ovviamente anche una prolungata esposizione alle radiazioni può far male alla salute specie se la quantità d'uranio è significativa.
Per quanto riguarda il volume delle scorie prodotte dalle centrali nucleari di tutte il mondo, queste potrebbero stare tutte all'interno di uno stadio da basket. Essendo il volume delle scorie di queste centrali così esiguo, la maggior parte delle centrali nucleari preferisce tenerle stoccate all'interno stesso della centrale.
Il problema delle scorie ad alta radioattività (specie da plutonio) è che non possono essere messe compattate per evitare problemi di surriscaldamento e fusione dei materiali stessi..
Iscriviti a:
Post (Atom)