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domenica 3 marzo 2013

Beppe Grillo, VERGOGNATI!


Signor Beppe Grillo, le sue parole sull'articolo 67 della costituzione italiana, sono vergognose.

La possibilità per un eletto di esercitare la sua carica senza vincolo di mandato è una cosa sacrosanta.

E se lei pensa che si tratti di un abominio, lo vada a raccontare negli Stati Uniti, quando grazie all'assenza del vincolo di mandato alcuni deputati del partito democratico poterono votare secondo coscienza in favore dell'abolizione della schiavitù.

Ci fosse stato il vincolo di mandato tutti i deputati democratici si sarebbero dovuti adeguare alla linea del partito.

Questo furore a voler radicare ogni posizione è comprensibile quando si ha paura, perché non si crede nelle proprie idee.

E lei signor Beppe Grillo evidentemente è il primo a non credere nelle persone e nelle sue idee... altro che democrazia diretta.
Signor Beppe Grillo, democrazia diretta, significa che ogni cittadino decide con la sua testa e basta. Il vincolo di mandato non esiste per definizione. Ma evidentemente lei ha paura che le persone elette nel suo movimento possano fare di testa loro, perché vuole che pensino e facciano quello che vuole lei.

E questo era già chiaro dalla regola che gli appartenenti al movimento 5 stelle non devono apparire in talk show televisivi. Ha paura che pensino con la loro testa, che si facciano conoscere e che guadagnino consenso proprio. Questo perché non crede affatto nelle idee che propone, evidentemente.

Voglio vivere in una nazione, dove le persone di fronte a questioni di coscienza possano rispondere solo a se stessi e non voglio una nazione dove le persone devono essere eterodirette dal Beppe Grillo di turno che è bravo a parlare alla pancia della gente, ma evidentemente vuole che la gente voti solo con la pancia e non con la ragione. Perché se le persone minimo minimo riflettono si rendono conto che le sue idee sono di scarsa consistenza e vergognose.

Ripeto, chiunque oggi pensi di toccare la mancanza del vincolo di mandato, si ricordi dell'abolizione della schivitù negli Stati Uniti.

sabato 2 marzo 2013

La politica dei cagasotto...


Scusate il termine, ma la realtà è questa.

Una volta preso atto che con Grillo non è possibile costruire una maggioranza di governo in quanto il M5S non vuole dare la fiducia ad altri se non se stessi e una volta stabilito che non si vuole fare una maggioranza con Berlusconi esiste una e una sola strada percorribile.

Andare a elezioni.

Ma la paura che fa cagare sotto il PD a questo punto è che andando a elezioni il M5S vinca le elezioni e che il centrosinistra rischi di ritrovarsi dietro perfino al centrodestra.

Se si fa politica con la paura addosso è difficile evitare che quanto si teme si avveri.

Se manca il coraggio delle proprie idee è difficile recuperare i voti dei delusi, ma se si comincia a battere il pugno sul tavolo e a tirare fuori le palle, magari ci si riesce.

L'Italia non si può permettere una situazione di stallo prolungata. Ha bisogno di stabilità e di un governo politico.
Quindi o si ha il coraggio di fare un governo politico (e non tecnico) tra PD e PDL oppure si ha il coraggio di andare a nuove elezioni.

Se invece si spera che, una parte dei senatori 5 stelle faccia un gruppo autonomo e che magari si riesca a tirare dentro una parte del PDL che si stacca da Berlusconi per poter fare un governicchio, alle prossime elezioni, del PD non resterà traccia.

Va bene che la regola numero uno è sopravvivere, ma davvero credete che un governo di questo tipo possa reggere per cinque anni e fare le riforme necessarie a questo paese?

Le probabilità che questo pasticcio possa collassare sono enormi e la forza della propaganda che si dà in mano agli avversari è altrettanto grande.

Quindi torno a ripetere, l'unica strada percorribile è il ritorno alle urne anche a rischio che tutto resti come ora.

martedì 26 febbraio 2013

Benvenuti nel caos...


Questa è la situazione italiana. Un caos.

Chi ha seguito il mio blog, sa che io condivido molto ma molto poco di quello che dovrebbe essere il programma politico del movimento 5 stelle.

Sono assolutamente convinto che sia inefficace sotto tutti i punti di vista e soprattutto decisamente dannoso dal punto di vista economico.

Gli italiani hanno fatto un vero capolavoro nel mettere praticamente alla pari, centrodestra, centrosinistra e Movimento 5 stelle.

Per fortuna che ho votato Amnistia, Giustizia e Libertà, così facendo parte di coloro che hanno votato per un partito che non è entrato in parlamento posso lamentarmi di brutto su tutti coloro che ci sono entrati e sugli italiani che ce li hanno fatti entrare.

Guardo il quadro d'insieme e dico: il PD è fottuto. Ha una sola possibilità di uscita decorosa dalla situazione. Andare a elezioni.

Infatti, non gli gioverebbe un'alleanza con il PDL che è quella più naturale (sono d'accordo praticamente su tutto e fanno finta di combattersi...), perché gli elettori del PD sarebbero disposti ad allearsi con Hitler, Napoleone e Gengis Khan piuttosto, ma Berlusconi no. Lo stesso vale in maniera opposta per il PDL ma in maniera minore, poiché sono abituati ai cambi di umore del loro presidente.

Peggio che andar di notte per il PD sarebbe un'alleanza con M5S. Sarebbe quest'ultimo a dettare l'agenda e andrebbe quindi a fagocitare l'elettorato del PD, perdendo però tutti quelli che avevano votato per M5S credendo che non si sarebbe alleato con nessuno.

La soluzione migliore? Tornare alle urne, subito.

Qualcuno dirà: sì ma così vincerà il Movimento 5 Stelle...
Appunto...

"Il modo migliore per far abrogare una legge stupida è quello di applicarla in modo rigoroso" Lincoln.

Il modo migliore per mettere in difficoltà il Movimento 5 Stelle è quello di farlo governare, da solo, facendo una dura opposizione.

Qualcuno dirà: "E se poi governa bene?"

Con quel programma economico? Cosa diceva Bersani? Che il giorno dopo ci troveremmo peggio della Grecia? Ecco, appunto...

Qualcuno mi dirà: "E tu vuoi che l'Italia finisca peggio della Grecia?"

Siamo in democrazia e per quanto le idee degli altri possano essere idiote, bisogna rispettarle, quindi che il M5S governi e che l'Italia vada pure alla catastrofe, almeno gli italiani impareranno a collegare la testa alla pancia, qualche volta...

Io intanto mi preparo per le europee del prossimo anno...

martedì 22 gennaio 2013

Italiani, usate la testa...


Bersani dice a Ingroia: "Che sinistra è quella che fa vincere la destra?"

Questa frase di Bersani la dice chiaramente lunga sulla propaganda che il leader della coalizione di centrosinistra intende affrontare.

E nonostante abbia ripetutamente detto che non sarebbe andato dietro a Berlusconi, è proprio quello che invece vuole fare.

Ragionate con me. Che cosa dice in sostanza la domanda retorica di Bersani? Dice chiaramente: "dovete votare per la coalizione di centrosinistra perché c'è il rischio che vinca Berlusconi".

Ora esiste concretamente questo rischio? No. Una differenza di 8 - 10 punti percentuali tra la coalizione di Bersani e quella di Berlusconi rende estremamente improbabile una vittoria di Berlusconi.

Quindi, indipendentemente da come andrà al senato, alla camera, il centrosinistra, a meno di clamorosi autogol e di miracoli, prenderà il 55% dei seggi. Quindi Berlusconi non vince.

Non sarà certo Ingroia a fagocitare 8 - 10 punti percentuali al centrosinistra.

Berlusconi può vincere al senato? Ancora una volta la risposta è negativa. Il massimo che Berlusconi può ottenere è impedire che il centrosinistra abbia la maggioranza al senato, perché verosimilmente al senato entreranno oltre al centrosinistra e il centrodestra, anche i grillini e i centristi di Monti.

Qual è la paura di Bersani? È che Berlusconi raggiunga lo scopo e Bersani si veda costretto a fare un governo di coalizione molto fragile con i centristi col rischio che Vendola si metta di traverso e che si debba affrontare una nuova consultazione elettorale a breve.

Ma quando dice a Ingroia quella frase, Bersani esterna oltre alla sua paura, la mancanza di fiducia nel suo programma.

Già, perché Bersani, non sta chiedendo agli italiani di votare per il suo programma, non sta dicendo agli italiani che il suo programma è il migliore e ci permetterà di uscire dalla crisi, ci sta chiedendo di votare per lui per non far vincere Berlusconi.

Ve lo immaginate voi Obama che dice: "Votate per me per non far vincere i repubblicani."
Obama una cosa del genere non la direbbe mai. Direbbbe, come ha fatto, agli americani: "votate per me perché intendo fare questo, questo e questo..."

Il problema è che in Italia viene considerato normale votare "contro" qualcuno. Cosa che invece è una aberrazione mentale a mio avviso e anche grave.

Io da cittadino voterò secondo coscienza e non me ne frega niente di tutto il resto. Voto per il partito o per il movimento che più si avvicina a quello che penso. Già, perché se inizio a pensare che il mio voto deve essere in funzione di impedire a qualcuno di andare al governo, dovrei turarmi il naso e votare per qualcuno che mi fa appena meno schifo di altri, ma questo non significa che non mi faccia schifo.

Facciamo l'esempio pratico. Se io voglio impedire che Berlusconi vinca, dovrei turarmi il naso e votare per il PD, come sostiene Bersani. Il punto è che poi mi ricordo che nel Lazio, i gruppi parlamentari, alla quasi unanimità hanno deciso di aumentare i fondi ai gruppi regionali, con la sola opposizione dei radicali.

Quindi sul piano pratico, se voto Bersani, voto contro Berlusconi? Io penso di no. E infatti se votassi per Bersani, la mattina sputerei sullo specchio ogni volta che mi vedo.

A questo punto voto per i radicali, che almeno hanno votato contro questo spreco di denaro pubblico.
O almeno voto per qualcuno che alla spartizione non ha partecipato, come può essere Giannino. I più incazzati potrebbero votare per Grillo, ma io no, perché si allontana di molto dalla mia concezione di democrazia, di libertà e di politica industriale ed economica.

Se poi il partito che io voto non vince e vince Berlusconi o Bersani, la colpa è mia?

Io sono più dell'idea che la colpa è di chi li ha votati, perché poi alla fine con la storia di "votate per me per non far vincere Berlusconi" o "votate per me per non far vincere i comunisti" i due partiti non fanno altro che sostenersi a vicenda e poi aumentarsi i fondi quando entrano in parlamento, in regione, in provincia o in comune, alla faccia di tutti gli italiani che per "NON FAR VINCERE" gli altri hanno votato anche turandosi il naso.

Insomma, Berlusconi e Bersani ci dicono che è meglio votare per loro per non far vincere Berlusconi e Bersani. Io penso che sia meglio votare per chi si sia opposto allo sperpero e per chi ha qualcosa da proporre ed è convinto del suo programma e non esterna la paura che siano gli altri a vincere. Questa è la democrazia.

venerdì 11 gennaio 2013

Il grande Spot...

Ok, ieri Berlusconi da Santoro non l'ho visto. Oggi me lo hanno fatto rivedere per forza... non si è parlato d'altro a parte la morte della Melato ( sigh...).
E come sempre, la gente si divide in tifoserie contrapposte... ma adesso vi spiego come stanno le cose e poi non ditemi che io non ve lo avevo detto...
Partiamo da una considerazione. L'antiberlusconismo, per sopravvivere, ha bisogno di Berlusconi. Ieri è andata in onda una trasmissione che ha fatto 9 milioni di telespettatori... povero Bersani, non se l'è cagato nessuno né ieri e né oggi... esiste un solo protagonista: Berlusconi...
Ora chiudete gli occhi e immaginatevi per un momento, Santoro, Travaglio & co. in un mondo senza Silvio Berlusconi da combattere. Ci riuscite?
 
Alfano? Monti? Casini? Bersani? Riuscite a immaginare che uno di questi possa sostituire Berlusconi e attirare le attenzioni di milioni di telespettatori?
 
Provate a dirmi quanti libri venderebbe Travaglio scrivendo di altri che non sia Berlusconi.
 
Quella di ieri è stata una colossale farsa per tastare il polso al paese. 9 milioni di telespettatori... fate attenzione a questo numero...
 
Nei sondaggi la gente mente. Dice che non vuole andare a votare, dice che voterà per Monti, dice che voterà Grillo... e poi... 9 milioni di telespettatori...
 
Credete che quei 9 milioni erano solo telespettatori antiberlusconiani che si immaginavano di vedere Santoro e Travaglio stendere un filo in aria e poi appenderci Berlusconi a testa in giù come fecero i partiggiani con Mussolini?
 
Io dico che un buon 40% di quei telespettatori sono fan di Berlusconi. 3,6 milioni di tifosi di Berlusconi.
 
Il punto è: Berlusconi ieri ha fatto il pieno di tutti i suoi possibili elettori oppure tra quei 2 italiani su 3 ci sono altri che sono pronti a votarlo?
 
Moltiplicando 3,6 milioni x 3 si ottiene 10,8 milioni di italiani, che probabilmente corrispondono a circa il 30% dell'elettorato complessivo, circa 5 punti in più di quello che i sondaggi gli danno.
 
Ve la butto lì, ma questo è proprio quello che Santoro e Travaglio si augurano che accada, altrimenti una trasmisione come quella di ieri non avrebbe alcun senso.
 
Gli antichi romani, che erano saggi, sapevano che il miglior modo di eliminare un avversario, omicidio a parte, era quello di non dargli la possibilità di parlare. Addirittura praticavano la damnatio memoriae come a voler cancellare qualcuno dalla storia e non lasciarne più tracce, alla morte di un personaggio.
 
Allora se qualcuno è veramente "anti" avrebbe applicato questo principio. Invece pur di avere Berlusconi in trasmissione (per mero interesse, che vi pensate...) Santoro ha accettato delle condizioni. A proposito, averlo detto in tramsissione è stato un autogol di Santoro, perché non è Berlusconi a uscirne male, ma Santoro stesso.
 
Se Santoro avesse detto a Berlusconi che se voleva andare in trasmissione doveva farlo senza condizioni, il cavaliere non sarebbe andato, Santoro non avrebbe fatto il suo record personale di ascolti (più di quanto stava in RAI o a Mediaset) e Berlusconi non avrebbe ricevuto il più colossale spot elettorale della sua vita.
 
Ora tutti sanno che il cavaliere è più forte di quanto si immaginava che fosse.
Da questo se ne deduce che Santoro e Travaglio sono "anti" Berlusconi solo a chiacchiere, ma gli augurano ancora una lunga e importante vita politica, affinché loro possano ancora mangiare con il deus ex macchina della politica italiana.
 
Che vi dicevo? Stessa oligarchia. Fanno finta di litigare ma mangiano tutti alla stessa tavola.
 
E in questa mangiatoia Italia almeno Pannella fa i digiuni per i diritti di persone a cui non frega niente a nessuno ed è per questo che avrà il mio voto.
 
Votando gli altri partiti, in un modo o in un altro è comunque un voto che va a Berlusconi.

mercoledì 19 dicembre 2012

Voterò per i Radicali...


...un'ultima volta.

Non ho mai avuto la tessera del partito radicale e né mai ho fatto campagna elettorale attiva per il partito di Marco Pannella, anche se nel segreto dell'urna ho votato spesso per loro.

Dall'inizio del 2005 ho deciso che avrei seguito altre strade perché dopo il varo delle leggi elettorali regionali, il partito radicale mi è sembrato più preoccupato di valutare con chi allearsi piuttosto che denunciare la deriva oligarchica di quelle leggi elettorali.

È vero, il partito radicale ha sempre denunciato la partitocrazia, ma da quel giorno le nostre strade si sono divise e io che avevo già delle idee in mente di una nuova società, ho iniziato ad approfondirle in modo più incisivo.

E allora perché oggi decido di dichiarare il mio voto per i radicali?

Questa notte Marco Pannella ha accusato un malore e ha accettato una cura endovenosa pur continuando a rifiutarsi di bere e mangiare. I medici stanno provando a far ripartire la funzione renale che è già compromessa.

Cosa significa questo? Che le cure potrebbero anche essere inutili.

Sia chiaro che sulla questione delle carceri io sto pienamente con Marco Pannella. Il carcere è una privazione della libertà, non della dignità umana. Se il carcere diventa uno strumento di tortura allora non siamo più uno stato civile. E infatti siamo stati multati per questo e il nostro sistema carcerario è stato condannato al pari di quello russo.

Senza contare che c'è una larga percentuale di detenuti in attesa di giudizio, che stanno lì e potrebbero essere innocenti.

Certo poi bisogna anche considerare l'atteggiamento mentale delle persone. Ci sono medici, ingegneri, architetti, avvocati, eccetera che sbagliano e pagano, ma per alcune persone i magistrati non sbagliano mai e hanno sempre ragione, quasi fossero degli dei e non degli esseri umani e quindi per costoro un detenuto in attesa di giudizio è colpevole a priori e se non viene condannato, l'ha sfangata ma è colpevole lo stesso.

L'umanità e la ragione innanzi tutto, questo è il mio credo.

E allora mi rivolgo a quegli elettori di centrodestra e centrosinistra che hanno già iniziato nuovamente una campagna su "Berlusconi sì" e "Berlusconi no", perché la realtà è che in assenza di contenuti, parlare di Berlusconi distrae la gente.

Vi invito a riflettere su una cosa: nel Lazio gli esponenti di entrambi gli schieramenti si sono aumentati i finanziamenti ai gruppi e gli unici che si sono opposti sono stati i radicali.

Che differenza c'è tra PD, PDL, SEL, IDV, UDC e compagnia bella se sono tutti d'accordo nell'abusare dei soldi dei cittadini?

Siete davvero convinti che c'è una differenza tra PD e PDL? Se pensate di sì è un problema vostro. Al prossimo consiglio regionale sicuramente grazie al vostro voto si aumenteranno ancora di più i fondi e rideranno di voi e dei vostri problemi.

E mentre in Italia si sente parlare dei Lusi, dei Penati, dei Fiorito, di consiglieri regionali indagati per peculato, insomma tutta gente che ha portato avanti i loro interessi personali a danno dei cittadini, c'è un uomo che ha deciso di "non mangiare" anche nel senso letterale pur di avere giustizia.

E mentre in Italia ci sono i vari Berlusconi, Bersani, Alfano, Bindi e compagnia danzante che stanno lì solo a scaldare una poltrona, ricordo a tutti che uno come Marco Pannella, che forse è l'unico ad aver cambiato l'Italia è fuori dal parlamento perché interdetto dai pubblici uffici.

E allora è per quest'uomo che se ne frega di se stesso e si preoccupa per i problemi degli ultimi, quelli rifiutati dalla società, che io voterò un'ultima volta per i radicali.

Poi in futuro, spero di poter portare avanti la mia via. Ma adesso l'unica cosa che posso fare per combattere contro l'oligarchia e per la democrazia, la giustizia e la libertà è votare per chi questi valori ce l'ha nel DNA ed è disposto anche al martirio per questo.

Non voglio esprimere la mia solidarietà a Marco Pannella con una pacca sulla spalla per poi fregarmene. La mia solidarietà la esprimo con una scelta. Votare per i radicali.
Perché tra un Fiorito e un Lusi da una parte, gente che, come si dice a Roma, se so magnati pure l'anima de li mejo mortacci loro, e Marco Pannella che invece rischia di morire per gli altri, io non ho dubbi da che parte stare e scelgo Marco Pannella.

Probabilmente al 90% di voi queste parole scivoleranno addosso e alla fine andando a votare, vi comporterete come sempre, da tifosi. Ma se anche un 10% di voi pensa che bisogna cambiarlo questo paese, allora cominciamo dalle cose che possiamo fare.

Votiamo per un partito che ha sempre lottato per principi di civiltà, perché votare per i partiti dell'oligarchia è inutile e quanto a Grillo: i vaffanculo non servono a niente.
Non fatevi prendere il cervello dal cosiddetto voto "utile", perché votare per un qualsiasi partito dell'oligarchia per non far vincere un altro partito dell'oligarchia è ridicolo.

A quel 10% o anche meno che la pensa come me, chiedo di condividere questo messaggio e diffonderlo.

domenica 9 dicembre 2012

Tranquilli, è la solita oligarchia...


Probabilmente gran parte di voi ha cominciato a rimettere in moto i vecchi schemi di pensiero per elaborare quello che sta accadendo politicamente in questi giorni.

Come al solito la mia analisi dei fatti è completamente differente da quella che si sente in giro.

Cosa sta accadendo? Semplice, l'oligarchia torna a perpetuare se stessa, senza "cambiare" nulla.
Bisogna come al solito distrarre i cittadini e farli pensare ad altro.

Berlusconi scende in campo, non per vincere, come va dicendo, ma per perdere, perché così gli è stato chiesto di fare.

E questo è facilmente intuibile dal fatto che l'uomo è quello che è e tra una bugia e l'altra ogni tanto ci mette in mezzo anche la verità e quando parla di obiettivo 20% è chiaro che gareggia per perdere.

Attenzione, Berlusconi, non fa questo per interesse personale o per risentimento verso Monti e il suo partito. Fa questo perché è il sistema oligarchico che vuole questo e lui ne fa parte.

Berlusconi ha annullato le primarie, non perché voleva assolutamente candidarsi lui, ma perché rischiavano di essere primarie tremendamente vere, molto di più di quelle del PD, quando era chiaro che quello che avrebbe voluto Berlusconi erano al massimo delle primarie "tarocche" che servivano a indicare Alfano.

Da un punto di vista di strategia meramente politica, il PDL avrebbe potuto scegliere di sostenere il Monti Bis, appoggiandosi ai centristi e isolando il PD a sinistra. Del resto, il PDL ha votato tutti i provvedimenti del governo Monti.

Il problema "tecnico" è che non tutti nel PDL avrebbero digerito questa linea, che sarebbe stata quella portata avanti da una vittoria di Alfano.
Nel gioco delle parti infatti Berlusconi è contro Monti, ma il suo segretario è pro Monti. Se si fossero fatte le primarie tarocche, Alfano avrebbe vinto e Berlusconi avrebbe comunque tenuto insieme il partito.

Ma noi non dobbiamo ragionare in funzione di quello che converrebbe al PDL ma di quello che conviene all'oligarchia, se vogliamo capire cosa sta accadendo.

E all'oligarchia conviene che se deve esserci un rinnovamento, deve essere "finto" oppure "gestibile".

Le primarie del PD sono state tarocche come al solito, anche se molti pensano il contrario. Le regole erano troppo sbilanciate a favore del segretario.
Renzi tecnicamente fa parte dell'apparato oligarchico, ma una sua vittoria avrebbe avuto un significato simbolico troppo dirompente per l'oligarchia. Meglio fare finta che si sia trattata di una festa di democrazia.

Dal punto di vista pratico, una vittoria di Renzi non conveniva né ai centristi e né al centrodestra, perché per i centristi era difficile fare l'accordo e per il centrodestra era difficile fargli una campagna elettorale contro. Di certo non si poteva dire di Renzi che è il solito comunista...

Quindi se ci pensate bene, i centristi e il centrodestra avrebbero potuto effettivamente inviare decine di migliaia di persone a votare Bersani e non Renzi come l'elettore duro e puro di sinistra potrebbe pensare.

Una volta che le primarie tarocche sono state vinte da Bersani, il resto è venuto di conseguenza. Si sono annullate le primarie del PDL, perché erano troppo vere, con candidati molto scomodi per Alfano, come Giorgia Meloni e Guido Crosetto, che sono anti Monti.

Ma non dobbiamo dimenticarci di Grillo e del suo Movimento 5 stelle.

Un PDL che avrebbe appoggiato Monti (scelta strategica migliore) avrebbe creato un forte malcontento in una parte del suo elettorato a cui le tasse e le riforme delle pensioni e del lavoro che il governo Monti ha fatto non vanno giù.

Bersani sta provando a tenere questo malcontento a sinistra con l'alleanza di SEL e con la regola che i provvedimenti si prendono concordati con una maggioranza dei due terzi. E siccome SEL non avrà mai i due terzi, il suo contributo alle prossime elezioni sarà semplicemente numerico.

Ma nel centrodestra non è così. Con il sostegno a Monti c'era il rischio che molti elettori non sentendosi rappresentati andassero a votare per Grillo.
La candidatura di Berlusconi serve a questo.

Con la svolta anti Monti di Berlusconi, lui intercetta appunto una parte dell'elettorato di centrodestra che avrebbe potuto votare per Grillo se il PDL fosse stato pro Monti.

La discesa in campo di Berlusconi potrebbe provocare anche delle scissioni del PDL da una parte i cosiddetti "montiani" e dall'altra quelli come Meloni e Crosetto che potrebbero anche fare un nuovo soggetto che non sta né con Berlusconi e né con Monti.

Questa "diaspora" paradossalmente potrebbe intercettare elettori più di quanto potrebbe fare il partito unitario ed eviterebbe che molti cittadini, non sentendosi rappresentati, votino per Grillo.

Ma comunque Grillo i suoi voti li prenderà e Bersani vincerà le elezioni sia alla camera che al senato, pertanto il gesto di Berlusconi, serve semplicemente a intercettare elettori che potevano finire a Grillo e si prepara serenamente a stare all'opposizione.
La legge elettorale e il decreto contro le candidature dei condannati sono fumo negli occhi, perché nessuno dei partiti le voleva fare seriamente. Figurarsi poi il riordino delle province.

Ma all'indomani delle elezioni, il movimento 5 stelle si troverà a dover fare i conti con i dictat di Grillo e Casaleggio, pertanto i candidati di Grillo diventeranno, da parte dell'oligarchia, dei candidati contendibili.

Poi sarà il tempo delle elezioni in Germania e chiunque dovesse vincere, prevedo che in Europa si ammorbidiranno le linee di rigore. Infatti questo accadrebbe se vincessero i socialisti, ma accadrebbe anche se vincesse la Merkel, perché non dovendosi misurare col consenso, può pensare allo sviluppo più che al rigore.

Bisogna anche tenere conto del fatto che Bersani dopo le elezioni potrebbe trovarsi a vincere in entrambe le camere, ma con una percentuale troppo bassa di consensi nel paese e questo lo porterebbe ad aprirsi in modo naturale verso il centro, cosa che però quelli di SEL non gradirebbero e quindi anche se Bersani dovesse vincere le elezioni, non è detto che ci sarà un governo politico PD-SEL. Una cosa è certa, il prossimo parlamento sarà più frammentato di questo.